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6 pizze napoletane (e non) da provare subito!

La guida alle pizze imperdibili di Milano
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Margherita e Marinara sono una garanzia, ma quando parliamo di pizza, a Milano la parola d’ordine è innovazione. Che sia napoletana, fritta, alla pala o gourmet poco importa, perché i locali ne propongono versioni sempre più creative, puntando su ingredienti di qualità e impasti altamente digeribili, lievitati anche per 36 ore. Se avete voglia di assaggiare ricette nuove, allora non potete perdervi una di queste sei pizze:

Marinara 5 pomodori, Pizzeria 081

Basta spostarsi di qualche chilometro dalla Madonnina per imbattersi in una pizzeria napoletana dall’animo gourmet. 081 è il locale di Francesco Saggese, giovane dalle origini partenopee con un background in cucine di alto livello, che ha realizzato il suo sogno nel cassetto grazie alla passione innata per la pizza. Gli impasti a lunga maturazione, lievitati dalle 24 alle 36 ore, diventano una tela per comporre abbinamenti inediti, focalizzati sull’esaltazione degli ingredienti provenienti direttamente da Napoli.

Marinara 5 pomodori: San Marzano DOP, pomodorini gialli, pomodorini confit, secchi e datterini, alici di Cetara, aglio, origano e basilico.

081 Pizzeria — Via Clateo Castellini, 31 — Melegnano (MI)

Pizza Cassoeula, Dry Solferino

Lorenzo Sirabella è il giovane pizzaiolo partenopeo vincitore del premio 2018 di “Emergente Pizza Chef selezione Nord Italia”. In forza al Dry di via Solferino a fianco di Timur Isayev, si è ispirato a un piatto tipico lombardo e lo ha reso il suo cavallo di battaglia. La pizza Cassoeula, infatti, lo ha portato alla conquista del titolo ed è stata successivamente inserita all’interno del menu, precisamente nella selezione “Try by Dry”. L’impasto lievitato 24 ore e la cottura in forno a legna artigianale, la rendono fragrante e altamente digeribile, oltre che perfetta da accompagnare alla carta cocktail del locale.

Pizza Cassoeula: verza, luganega, cipolla rossa, fior di latte, Grana Padano e riduzione di vino rosso.

Dry Solferino — via Solferino 33, Milano

Integrale ai tre pomodorini, Assaje

Le camere vetrate a temperatura controllata sono il segno distintivo di Assaje. Si tratta di spazi chiusi dove gli impasti vengono lasciati a fermentare per 30 ore, tenuti sotto controllo da timer che indicano i tempi di lievitazione. Grazie a questa attenzione, le pizze tradizionali, contemporanee e gourmet del menu risultano fragranti e altamente digeribili.

Pizza integrale ai tre pomodorini: l’impasto di farina integrale con mozzarella di bufala campana DOP è arricchito da pomodorini gialli del Vesuvio, pomodorini del Piennolo, pomodorini di Corbara, Parmigiano Reggiano stagionato 36 mesi, olio extravergine d’oliva Isnardi e basilico.

Assaje — piazzale Segrino 1, Milano

Vomero, Pizzium

Per festeggiare due anni dalla prima apertura milanese, Pizzium ha presentato un nuovo menu tutto dedicato ai quartieri di Napoli: da Posillipo a Mergellina, passando per Forcella, ha tracciato un itinerario del gusto tra le strade della città, come omaggio alla sua tradizione culinaria. La prima ricetta degna di nota è la Vomero, dedicata all’area cittadina più alta ed esclusiva.

Pizza Vomero: provola affumicata Caseificio F.lli Fusco e salame di maialino nero casertano Antica Macelleria Bonanno.

Pizzium — via Cesare Procaccini 30, Milano

Chiaiano, Pizzium

La seconda pizza del nuovo menu di Pizzium è la Chiaiano, realizzata con un cornicione a regola d’arte, alveolato e morbido grazie alla lievitazione di 24 ore, con un impasto a base di farina tipo 0 e semi integrale.

Pizza Chiaiano: crema di radicchio rosso, speck di Sauris, fior d’Agerola e noci di Sorrento

Pizzium — via Anfossi 1, Milano

Tris di montanarine, Dry Solferino

La pizza fritta, un prodotto partenopeo considerato popolare, trova al Dry una rivisitazione gourmet, grazie all’impasto leggero e asciutto, completamente privo di residui di olio di frittura. A seguito di una lievitazione di 12 ore, viene immerso in olio bollente per una cottura rapida, che lo lascia estremamente fragrante. I drink del bar manager Federico Volpe, si arricchiscono così dall’abbinamento con tre montanarine inedite.

Tris di montanarine: la prima è realizzata con pomodorino del Piennolo del Vesuvio, basilico, grana, pepe e olio evo, la seconda abbina stracciatella e gamberi, polvere di capperi, olive nere al forno e lime, mentre la terza ha come protagonista la guacamole, servita con salmone e menta.

 

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