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Isole, vulcani e vino: le cantine siciliane imperdibili

Alle pendici dell’Etna, nella provincia di Marsala, oppure sulle meravigliose isole siciliane, quattro indirizzi per gli amanti del vino e dei panorami mozzafiato
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I vini siciliani portano con sé i profumi di una terra unica, le brezze salmastre e la dirompenza dei terreni vulcanici. Il perfetto tour enogastronomico di questa regione passa dalle pendici dell’Etna, arriva fino a Marsala e poi prosegue su due isole dove i vigneti si trovano a picco sul mare come Salina e Pantelleria. Se vi trovate in Sicilia, una visita in queste quattro cantine vi immergerà nella vera essenza territoriale, abbracciati da panorami mozzafiato.

Capofaro, Tasca d’Almerita, Malfa (ME)

L’isola verde e lussureggiante di Salina è vegliata da un faro della metà dell’800, proprietà di Tasca d’Almerita dal 2017. Qui, sul promontorio di Capofaro, si coltivano vigne a picco sul mare per produrre una delle migliori espressioni del vino tipico della zona, la Malvasia delle Lipari. Nonostante il terreno sabbioso e poroso, la grande capacità di conservazione idrica di questa zona dà vita a vini ricchi di sfumature floreali ed erbe aromatiche dalla freschezza acida. Le uve sono coltivate a spalliera come da tradizione e lasciate appassire all’ombra per mantenere la fragranza del frutto, mentre le basse temperature di fermentazione vanno ad accentuare i naturali aromi della Malvasia. Raggiungendo la tenuta, curva dopo curva si apre la vista panoramica sulle isole di Stromboli e Panarea, fino a giungere alla locanda con ventisette camere associata Relais & Châteaux, dove soggiornare in ambienti dal design contemporaneo e minimale, racchiusi nelle bianche architetture in stile eoliano. I cannizzi ombreggiano le ampie terrazze dell’intero complesso e del ristorante votato alla tradizione gastronomica siciliana, dove lo chef Ludovico De Vivo propone piatti con materie prime del luogo, da abbinare rigorosamente ai vini Didyme e Capofaro, entrambi 100% Malvasia e affinati rispettivamente per quattro e sei mesi.

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Baglio Donnafranca, Marsala (TP)

La zona di Marsala è votata alla viticultura fin dai tempi delle prime colonie fenicie, ma è con l’arrivo degli inglesi che l’omonimo vino fortificato sicliano è stato conosciuto in tutto il mondo. In un’ottica di valorizzazione del territorio, l’enologo Giacomo Ansaldi ha dato vita nel 2000 al Baglio Donnafranca, convertendo l’antico Baglio del Florio in provincia di Trapani (una costruzione difensiva che si sviluppa attorno ad una torre) a cantina e struttura ricettiva. Sull'altopiano tra Abbadessa e Cipponeri, con vista sulle isole Egadi e sul Monte Erice, la cantina produce vini biologici rispettando le caratteristiche varietali dei singoli vigneti, con l’applicazione di differenti tecniche di vinificazione. Da quasi vent’anni l’obiettivo di Donnafranca è riscoprire la viticultura marsalese del periodo pre-dominazione inglese, riportando alla luce vitigni autoctoni come Insolia, Catarratto, Zibibbo, Perricone e Nero d’Avola, valorizzando al contempo varietà ibride come il Grillo, nato nel 1800. Qui si producono sei vini biologici tra cui Bianco di Abbadessa e Rosso di Cipponeri, passito Aruta e Lo Zucco, un vino dolce costituito dal 90% di moscato bianco. Una tappa al Baglio Donnafranca è altamente consigliata, insieme alla Degustazione Km0 plus, con cui visitare i vigenti della tenuta, scoprire le tecniche di vinificazione e la bottaia sotterranea, concludendo con l’assaggio di cinque etichette abbinate ad antipasti e due primi piatti.

Cantina Khamma Donnafugata, Pantelleria (TP)

Donnafugata è il simbolo dell’eccellenza enoica siciliana, grazie ai suoi iconici Mille e una Notte, un rosso prodotto nella tenuta di Contessa Entellina, il Ben Ryé Passito di Pantelleria e il Fragore rosso dell’Etna della Contrada Montelaguardia a Randazzo. Gestita dalla famiglia Rallo, conta oggi cinque sedi produttive tra cui le antiche cantine di Marsala dove avvengono affinamento e imbottigliamento e la cantina di Khamma sull’isola di Pantelleria, dove vigneti di Zibibbo sono coltivati con la tradizionale tecnica ad alberello pantesco, arroccati su piccoli terrazzamenti racchiusi da bassi muretti a secco. Qui si pratica una vendemmia definita “eroica” agendo sulle conche in cui le piante assumono un andamento orizzontale quasi a contatto con il terreno. Nella contrada di Khamma si trova la cantina di Donnafugata, un’architettura sostenibile composta da un’area accoglienza e una zona di vinificazione rivestita in pietra lavica dove nascono il Ben Ryé, il Kabir e il Lighea. Nei mesi estivi è possibile visitare i vigneti e scegliere tra quattro percorsi degustazione, per esempio abbinando al pasticciotto pantesco il celebre Passito di Pantelleria prodotto tramite appassimento dell’uva su graticci e sgrappolatura manuale dell’uva passa.

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Cottanera, Castiglione di Sicilia (CT)

Sulle pendici settentrionali dell’Etna si trova una tra le più interessanti realtà enologiche italiane. Cottanera e la sua viticoltura di frontiera, si sviluppano sui terreni di pietra lavica a 700 metri sul livello del mare e rappresentano un presidio vitivinicolo moderno che punta tutto sulla ricerca della qualità, dalla fase di raccolta fino all’imbottigliamento. I 110 ettari della tenuta, precedentemente coltivati a noccioleti, sono stati convertiti dai fratelli Cambria ripristinando le varietà storiche e indigene dell’Etna come il Nerello Mascalese, il Nerello Cappuccio e il Carricante. Per valorizzare l’unicità varietale del territorio, la famiglia ha messo in atto un impegnativo progetto che si traduce nella voce di cinque contrade (Cottanera, Diciassette Salme, Calderara, Zottorinoto e Feudo di Mezzo) producendo vini di grande carattere e complessità aromatica come Etna Bianco, Etna Bianco Contrada Calderara, Etna Rosso Contrada Diciassettesalme, Etna Rosso Riserva Contrada Zottorinoto, Etna Rosso Contrada Feudo di Mezzo e un Rosato Etna DOC. Per scoprire al meglio la realtà di Cottanera, si possono intraprendere numerosi percorsi degustativi, respirando l’aria familiare e rilassata e osservando da lontano l’Etna che domina sui vigneti di questa terra vulcanica. La visita alla cantina e alla barricaia si conclude con una degustazione di varie etichette e di prodotti locali provenienti direttamente dall’orto della tenuta.

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