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Cantine venete, itinerario dalla Valpolicella alla Valdobbiadene

Grandi spumanti, bianchi aromatici e vini rossi di carattere: ecco le cantine venete dove degustare le eccellenze di questa regione.
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In Veneto nascono spumanti italiani d’eccellenza, vini bianchi dai profili aromatici intensi e rossi strutturati come l’Amarone. Partendo dai territori della Valpolicella, passando dai terreni vulcanici di Soave, fino ad arrivare alla Valdobbiadene con i suoi prosecchi dinamici, l’itinerario vitivinicolo di questa regione è intenso e ricco di tappe imperdibili. Qui una selezione di quattro cantine venete da visitare assolutamente:

Foss Marai, Guia di Valdobbiadene (TV)

Quella di Foss Marai è una storia di rispetto del territorio, di attenzione ai dettagli e di amore per il mondo del vino, portata avanti dalla famiglia Biasiotto da generazioni, seguendo il naturale ritmo della natura e scegliendo di mantenere volumi più contenuti in favore di processi produttivi di alta qualità. La continua voglia di sperimentazione, la competenza tecnica e gli investimenti in ricerca e sviluppo, mantengono da decenni l’azienda in prima linea nella valorizzazione delle tradizioni vitivinicole locali e nella sostenibilità del territorio. Qui, infatti, il mosto viene fermentato solamente con lieviti autoctoni curati in laboratorio e rinnovati periodicamente come si fa con il lievito madre in cucina. In questo modo è possibile mantenere inalterate le caratteristiche di tipicità dell’uva e gli aromi, che altrimenti si perderebbero utilizzando altre tipologie di attivatori della fermentazione. L’architettura della cantina con ampie travi lamellari visibile dalla strada e dalle colline circostanti, racchiude tutte le fasi della produzione di Foss Marai, dalla vinificazione, all’ammostamento, alle fermentazioni, fino all’arrivo del vino prima dell’imbottigliamento. La produzione di spumanti italiani di alta gamma avviene con il Metodo Charmat, da cui si ottiene anche l’esclusivo Cartizze, che prende il nome dall’omonima zona di Valdobbiadene DOCG da cui nasce l’uva Glera. Per comprendere l’amore e il rispetto per il territorio di questa realtà di eccellenza italiana, il consiglio è quello di vivere la Foss Marai Experience, una visita immersiva per apprezzare la bellezza e la varietà dei vigneti del territorio, per osservare i luoghi di produzione dello spumante e tutto il processo di imbottigliamento nell’iconica millerighe ispirata ai vasi di Murano, inconfondibile marchio di fabbrica di Foss Marai. Guidati dalla famiglia Biasetto e dagli appassionati collaboratori, è possibile immergersi nel territorio della Guia, osservando le vigne sospese sui naturali declivi di terreno privi di qualsiasi tipo di terrazzamento, caratteristica che ha valso alla zona la nomina di territorio di vendemmie eroiche.

Masi, Sant’Ambrogio di Valpolicella (VR)

Tra il Lago di Garda e Verona, sulle colline della Valpolicella Classica, da sei generazioni la famiglia Boscaini è protagonista nella promozione dell’Amarone come eccellenza enologica italiana. Masi è infatti riconosciuta nel mondo per il suo pregiato vino rosso ottenuto con un’antica tecnica di appassimento delle uve, lasciate a riposare per tutto l’inverno su graticci di bambù in modo da accentuarne gli aromi. L’affinamento in legno avviene nelle cantine sotterranee, mentre un polo sperimentale consente al Gruppo Tecnico Masi una continua attività di ricerca e sviluppo legata alle ultime tecnologie di vinificazione. Oltre all’abilità nella produzione vinicola, l’azienda è riconosciuta per il progetto di ospitalità “Masi Wine Experience”, premiato a livello internazionale per la sapienza con cui riesce a coniugare visite alle sedi storiche e ai diversi luoghi di accoglienza immersi nel verde della Valpolicella. Infatti, al classico tour in cantina con degustazione di quattro etichette come Valpolicella Superiore Toar, Montepiazzo, Amarone Riserva di Costasera e Recioto Casal dei Ronchi, il pacchetto Historic Heritage Experience unisce una passeggiata nel giardino e nelle vigne di proprietà di Serego Alighieri, discendente diretto di Dante, oltre che la possibilità di pernottare nella foresteria storica, dotata di otto appartamenti ristrutturati e arredati in stile signorile.

Montelvini, Venegazzù di Volpago del Montello (TV)

Nel cuore della DOCG Asolo Montello e più precisamente a Venegazzù (provincia di Treviso), Montelvini gode dell’esperienza centenaria della famiglia Serena nel settore vitivinicolo, tradotta nel 1968 in un polo produttivo autonomo sotto la guida di Armando Serena, fino a poche settimane fa presidente del Consorzio Vini Asolo Montello. I figli Sarah e Alberto sono oggi a capo dell’azienda e, grazie al loro approccio contemporaneo capace di coniugare la tradizione del fare con la modernità gestionale, guidano le innovazioni e le ricerche in campo tecnologico. La produzione è infatti monitorata in ogni diversa fase da un team tecnico, per garantire la conservazione di tutte le note aromatiche e fruttate tipiche del terroir, mentre la cantina vanta collaborazioni con aziende multinazionali leader nella produzione di macchine e prodotti per l’enologia, come partner di test per le strumentazioni e le biotecnologie più innovative. Sui colli di Asolo e Montello, tra i 100 e i 450 metri sul livello del mare, Montelvini è riconosciuta per i suoi vini di qualità a certificazione DOCG, come l’Asolo Prosecco Superiore e Montello, entrambi identificati dal logo della civetta, caratteristico della zona in cui sorge la cantina, chiamata Zuitere ovvero “terra delle civette” simbolo di saggezza e sensibilità. L’attenzione alla tutela del territorio impegna Montelvini anche nel progetto Vigneto Ritrovato, un’operazione di recupero che prevede la riapertura di un antico vigneto situato nel cuore di Asolo per produrre un Cru esclusivo a partire dal 2022.

Suavia, Soave (VR)

Suavia è l’antico nome del paese di Soave, in provincia di Verona, location dominata da un castello medioevale e dal piccolo borgo di Fittà, che sorge tra le colline ricche di vigne della zona del Soave Classico. La storia della famiglia Tessari, legata alla coltivazione già dai primi anni del 1800, ha portato a produrre per la prima volta il proprio vino negli anni’80, mentre oggi sono quattro sorelle a guidare l’azienda con il loro piglio femminile unico. Nei terreni di Suavia vengono coltivate la Garganega e il Trebbiano di Soave, due varietà autoctone di uve bianche. La prima è la più diffusa tra le province di Verona e Vicenza, capace di donare al vino una mineralità molto decisa restando allo stesso tempo delicata e raffinata grazie alla sua maturazione tardiva che ne consente la raccolta fino a ottobre inoltrato. La seconda è conosciuta fin dal 1500 con il nome di Trebbiano Veronese e, dopo il progressivo abbandono nei primi decenni del ‘900, è stata recuperata e ripiantata proprio a Fittà, grazie a un progetto sviluppato in collaborazione con l’Università di Milano, che permette oggi di apprezzarne nuovamente acidità e sapidità. Tra i vigneti di Suavia si possono prenotare visite guidate con tour delle cantine e degustazioni di etichette di bianco come Soave Classico Suavia o Monte Carbonare.

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