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Grandi cru piemontesi, 5 degustazioni imperdibili

Il Piemonte è ricco di cru di eccellenza da scoprire attraverso la visita a queste cantine
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Le grandi cantine del Barolo e del Dolcetto e le eccellenze ultracentenarie del Moscato d’Asti. Ecco che cosa ricercare da un itinerario enoico in Piemonte. Per la seconda tappa del nostro racconto delle cantine italiane più interessanti, abbiamo selezionato cinque indirizzi per passeggiare tra i vigneti e degustare eleganti etichette di rossi e bianchi.

Poderi Einaudi, Dogliani (CN)

Da quattro generazioni la famiglia Einaudi gestisce 150 ettari di terreni divisi tra tredici cascine che compongono oggi i Poderi Luigi Einaudi, eccellenza tra i cru del territorio delle Langhe. Prima cantina a imbottigliare ed esportare dal Piemonte il Dolcetto, ha successivamente dato vita al Barolo dei Poderi, grazie all'investimento su vigneti a Nebbiolo, Neive e Barolo. Camminando tra i filari si respira la storia del vino di questa regione e della Docg Dogliani, riconoscimento ottenuto nel 2006 per rappresentare il forte legame tra uva, vino e territorio. Una tappa qui è assolutamente consigliata per degustare i diversi terroir all’interno della vecchia barricaia, passando dalla cantina e dalla residenza settecentesca della famiglia, recentemente ristrutturata. Il Dolcetto Dogliani Docg fa da apripista a un Barbera di grande struttura, per passare poi al Nebbiolo Langhe Doc del Podere di Neive, fino ad arrivare al Barolo Docg “Ludo”.

Fontanafredda, Serralunga d’Alba (CN)

Una cantina “nobile” nata grazie alla passione di Vittorio Emanuele II per Rosa Vercellana, a cui donò una proprietà di cinquanta ettari nominandola Contessa di Mirafiore e Fontanafredda. Emanuele Alberto, figlio minore della coppia, si dedicò all’attività vinicola, facendosi un nome nella storia del Barolo e trasformando Fontanafredda in un vero e proprio villaggio. Nel cuore delle Langhe, l’azienda ha oggi vigneti tra Serralunga d’Alba, Diano d’Alba, Farigliano, Alba, Rodello e Murisengo, in una fascia altimetrica compresa tra i 200 ed i 400 metri sul mare, convertiti interamente all’agricoltura biologica dal 2015. Si può visitare ogni giorno, partendo dalle cantine e passeggiando nel Bosco dei Pensieri dove, nella stagione autunnale, si possono scorgere trifulau alla ricerca dei preziosi funghi. La Foresteria delle Vigne e l’Hotel Diffuso Le Case dei Conti Mirafiore, danno invece la possibilità di pernottare all’interno della tenuta, per poi concedersi una cena stellata al Ristorante Guido, all’interno della Villa Reale.

Elio Altare, La Morra (CN)

Inizia negli anni ’50 la storia della famiglia Altare nel settore vitivinicolo, grazie all’acquisto di una cascina con vigneti di Nebbiolo, Barbera e Dolcetto a La Morra, in provincia di Cuneo. Dopo alcuni viaggi in Borgogna, l’idea di cambiare il metodo di coltivazione ha portato oggi Elio Altare a condurre un’azienda agricola dalla produzione media annua di 70.000 bottiglie. Con l’obiettivo di preservare e valorizzare al massimo il territorio, qui le vigne sono curate senza utilizzare sostanze chimiche o pesticidi, mentre per la fermentazione si impiegano solamente lieviti autoctoni, rifiutando qualsiasi tipo di sostanza che possa intaccare la colorazione e la struttura del vino. Non si tratta di un metodo biodinamico, ma semplicemente dell’applicazione di buone pratiche acquisite con l’esperienza e tramandate di generazione in generazione. Le cantine sono visitabili su prenotazione abbinando una degustazione di alcune etichette come Barolo docg Cannubi, Langhe rosso doc La Villa e Langhe doc Nebbiolo.

Mongioia, Santo Stefano Belbo (CN)

In provincia di Cuneo si trova un gioiello dei vini bianchi piemontesi. Mongioia è la cantina di proprietà della famiglia Bianco, guidata oggi da Riccardo Bianco, nota per la longevità dei suoi vigneti di moscato bianco che contano fino a 170 anni e sono riconosciuti come i più antichi della zona. Qui si lavora in modo naturale, rispettando il territorio e preservando la tradizione centenaria del Moscato d’Asti, con un approccio elegante che esalta la qualità e gli aromi delle uve. Per visitare la cantina sono previsti quattro percorsi degustazione personalizzati con tasting di Leonhard, vino bianco uva 100% Moscato Bianco, Belb e Lamoscata il primo e unico Moscato d’Asti docg in anfora. Per i palati gourmet è inoltre possibile abbinare il tour nei vigneti e in cantina con una cena stellata al ristorante Guido da Costigliole, all’interno del monastero Relais San Maurizio, per provare i piatti dello chef Luca Zecchin in abbinamento alle versioni secche dello Spumante Brut Nature Millesimato Meramentae e Leonhard bianco secco fermo aromatico.

Parusso, Monforte d’Alba (CN)

La Cascina Rovella, cuore di Parusso, gode di una posizione privilegiata sulle colline di Monforte d’Alba affacciandosi sul paese di Barolo. Un intreccio di terreni come il Tortoniano e l’Elveziano, fanno sì che la diversità dei suoli sia molto marcata e ogni vigna sia estremamente diversa dalle adiacenti per struttura e composizione. In queste terre nascono tre Cru: Bussia, Mosconi e Mariondino, fiori all’occhiello dell’azienda guidata da Tiziana e Marco Parusso, con cui vengono prodotti un barolo di grande fragranza e digeribilità, oltre che il Langhe Nebbiolo, il Barbera d’Alba, il Dolcetto d’Alba ed il Sauvignon Blanc. Cantina e vigneti si possono visitare durante la settimana e, tra settembre e novembre, anche nel weekend con un tasting di cinque etichette.

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