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Guida Michelin 2021, tutte le novità

Sono 29 le new entry, tra nuovi bistellati e locali premiati per l’impegno sostenibile. Ecco quali sono i migliori ristoranti d’Italia secondo la Michelin.
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Altro anno, altra guida. Nonostante le enormi difficoltà che il settore della ristorazione sta affrontando a causa delle chiusure forzate, la Michelin ha deciso di non fermarsi e di presentare l’edizione 2021 della sua celebre guida ai migliori ristoranti d’Italia.

Per supportare l’impegno dei professionisti che tentano di svolgere il loro lavoro con la stessa dedizione di sempre, gli ispettori hanno continuato le proprie visite, premiando la costanza delle prestazioni nel tempo.

Il 25 novembre, con un evento digitale condotto da Petra Loreggian, sono state così annunciate tutte le novità della Guida Michelin Italia 2021, giunta alla sua 66ma edizione. Tra stelle perse, guadagnate, confermate e nuovi riconoscimenti per l’impegno sostenibile, ecco tutte le novità della “Rossa”.

Le nuove stelle

Sono ben ventisei i ristoranti sul territorio italiano ad aver conquistato la loro prima stella, con molte new entry in Toscana come quella di Gabbiano 3.0 dello chef Alessandro Rossi. A Milano ad accedere nell’olimpo stellato è AALTO con lo chef Takeshi Iwai, il secondo locale meritevole di stella dell’imprenditore Claudio Liu. A Torino sale sul podio Piano 35, dall’alto del Grattacielo Intesa San Paolo, grazie al magnifico lavoro di Marco Sacco e del resident chef Christian Balzo. Grandi sorprese anche nella capitale con l’under 35 Antonio Ziantoni e il suo Zia, che conquista anche il premio speciale come “Giovane Chef 2021”. In provincia di Trento, infine, gioisce lo chef Peter Brunel con l’omonimo Ristorante Gourmet.

 

Ecco tutti i nuovi ristoranti premiati con una stella del 2021:

 

Don Alfonso 1890 San Barbato, chef Donato De Leonardis, Lavello (PZ)

Relais Blu, chef Alberto Annarumma, Massa Lubrense / Termini (NA)

Re Santi e Leoni, chef Luigi Salomone, Nola (NA)

Lorelei, chef Ciro Sicignano, Sorrento (NA)

Osteria del Povero Diavolo, chef Giuseppe Gasperoni, Torriana (RN)

Zia, chef Antonio Ziantoni, Roma

Essenza, Simone Nardoni, Terracina (LT)

Nove, chef Giorgio Servetto, Alassio (SV)

Impronta D'Acqua, chef Ivan Maniago, Cavi di Lavagna (GE)

Kitchen, chef Andrea Casali, Como

AALTO, chef Takeshi Iwai, Milano

Borgo Sant'Anna, chef Pasquale Laera, Monforte d'Alba (CN)

Piano 35, chef Christian Balzo, Torino

Casa Sgarra, chef Felice Sgarra, Trani (BT)

Poggio Rosso, chef Juan Camilo Quintero, Castelnuovo Berardenga (SI)

Gabbiano 3.0, chef Alessandro Rossi, Marina di Grosseto (GR)

Franco Mare, chef Alessandro Ferrarini, Marina di Pietrasanta (LU)

Sala dei Grappoli, chef Domenico Francone, Montalcino / Poggio alle Mura (SI)

Linfa, chef Vincenzo Martella, San Gimignano (SI)

Peter Brunel Restaurant Gourmet, chef Peter Brunel, Arco (TN)

Prezioso, chef Egon Heiss, Merano (BZ)

Senso Alfio Ghezzi Mart, chef Alfio Ghezzi, Rovereto (TN)

Vecchio Ristoro, chef Filippo Oggioni, Aosta

SanBrite, chef Riccardo Gaspari, Cortina d'Ampezzo (BL)

La Cru, chef Giacomo Sacchetto, Romagnano (VR)

Amistà, chef Mattia Bianchi, San Pietro in Cariano (VR)

 

Guida Michelin 2020, i bistellati

I ristoranti due stelle, ovvero quelli che secondo la Guida Michelin “meritano una deviazione” salgono a quota 37 con tre novità. La prima, attesissima, quella di Davide Oldani con il Ristorante D’O di San Pietro All’Olmo che, grazie alla sua cucina pop fatta di nuove esplorazioni gastronomiche, ha conquistato gli ispettori. A Trieste diventa bistellato il Ristorante Harry’s Piccolo, dove lo chef Matteo Metullio raggiunge un perfetto equilibrio tra ricette classiche e contemporanee, facendo del motto “km vero” il suo mantra. In Toscana è lo chef Rocco De Santis a portare la seconda stella al Santa Elisabetta di Firenze.

 

Le conferme dei tre stelle Michelin

Undici erano i ristoranti stellati della precedente edizione della Guida Michelin Italia e undici restano anche quest’anno. Sono così confermati come luoghi per cui vale la pena mettersi in viaggio Piazza Duomo di Alba (CN), Da Vittorio a Brusaporto (BG), St. Hubertus, a San Cassiano (BZ), Le Calandre a Rubano (PD), Dal Pescatore a Canneto Sull’Oglio (MN), Osteria Francescana a Modena, Enoteca Pinchiorri a Firenze, La Pergola a Roma, Reale a Castel di Sangro (AQ), Mauro Uliassi a Senigallia (AN) ed Enrico Bartolini al MUDEC a Milano.

Le stelle verdi

Altra novità della Guida Michelin Italia 2021 sono le stelle verdi, assegnate dall’ambassador Federica Pellegrini ai ristoranti che si sono distinti per il proprio impegno sostenibile. Ecco quali sono i premiati:

 

Gardenia, chef Mariangela Susigan, Caluso

Don Alfonso1890, chef Alfonso ed Ernesto Iaccarino, Sant' Agata sui Due Golfi

Osteria Francescana, Massimo Bottura, Modena

Dattilo, chef Caterina Ceraudo, Strongoli

Lazzaro 1915, chef Piergiorgio Siviero, Pontelongo

Virtuoso Gourmet - Tenuta le Tre Virtù, chef Antonello Sardi, San Piero a Sieve

Joia, chef Pietro Leeman, Milano

D'O, Davide Oldani, Cornaredo

I'Ciocio-Osteria di Suvereto, chef Fabrizio Caponi, Suvereto

Casa Format, chef Igor Macchia, Orbassano

St. Hubertus, chef Norbert Niederkofler, San Cassiano

Caffè La Crepa, chef Franco Malinverno, Isola Dovarese

Lanterna Verde, chef Roberto Tonola, Villa di Chiavenna

Tutti i ristoranti segnalati dalla Michelin sono consultabili nell’edizione cartacea della Guida Michelin Italia 2020 oppure sull’app gratuita Michelin Ristoranti.

 

Immagini Courtesy D'O, Davide Oldani, AAlto Milano, Michelin

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