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3 fondazioni d’arte contemporanea italiane che valgono il viaggio

Le fondazioni d'arte contemporanea italiane mettono in connessione diverse discipline legate alla cultura odierna: da Napoli a Torino, 3 che valgono la pena di essere viste.
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"Il mondo non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista originale" diceva Marcel Proust e di fondazioni d'arte contemporanea in cui conoscerne di talentuosi e geniali, in Italia, ce ne sono parecchie. Luoghi che sembrano mondi a parte, in cui l'arte trova casa in tutte le sue forme: dipinti, installazioni, performance ma anche il confronto diretto con gli esperti del settore grazie a workshop e seminari. E se il miart porta gli artisti a Milano dal 13 al 15 aprile 2018, varrebbe la pena programmare un weekend a Torino, a Roma o a Napoli perché in queste tre città ci sono altrettante fondazioni d’arte contemporanea che valgono il viaggio. 
 

Fondazione Antonio Morra Greco, Napoli

All'interno di quella che, un tempo, fu la pinacoteca del palazzo dei Principi Caracciolo di Avellino, oggi trova posto la Fondazione Antonio Morra Greco. Duemila metri quadri di arte contemporanea purissima nel cuore di Napoli: sì, perché la prerogativa della fondazione è quella di coinvolgere artisti giovani e giovanissimi, le cui opere vengono affiancate a quelle dell'esposizione permanente collezionate e, poi, donate da Maurizio Morra Greco. Un luogo importante non solo per la bellezza di ciò che esposto, ma soprattutto per la volontà di porsi come una fondazione dinamica, attiva e non incline alla formalità. 

Fondazione Memmo, Roma

È il 2012 quando a Fabiana Marenghi Vaselli Bond e ad Anna d’Amelio Carbone viene in mente un'idea: creare uno spazio in cui l'arte contemporanea, e gli artisti tutti, possa dialogare attivamente con la città di Roma. E così, nasce la Fondazione Memmo, un luogo che brulica di mostre, performance, talk, laboratori didattici e molto altro ancora. L'obiettivo? Connettersi a realtà internazionali promuovendo il rapporto tra gli artisti e la città eterna, sviluppandone, così, il tessuto culturale.

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