Woman

Matilde Gioli

by L'Officiel Italia
02.10.2017
L’attrice milanese ammette di preferire una cena in famiglia a un red carpet. 28 anni, voleva diventare medico, ma grazie a un volantino ha debuttato con Virzì. E nei prossimi mesi sarà nei cinema con tre film.

Di lei qualche invidioso ha detto che ha pretese da star sui set. Eppure, vista dal vivo in una torrida giornata d’estate a Milano, Matilde Gioli dà prova di possedere doti di pazienza e umiltà, mentre scherza in posa per le foto e si presta a diversi cambi d’abito, nonostante il termometro rovente. Lunghi capelli lisci castani e quei grandissimi occhi celesti come acqua, l’attrice milanese, ventotto anni appena compiuti, ha debuttato sul grande schermo nel 2014 ne “Il capitale umano” di Paolo Virzì, e da allora non si è più fermata. «Il mio approdo al cinema è stato casuale», confida candidamente. «Mia madre, insegnante, aveva trovato davanti a scuola un volantino su cui c’era scritto che cercavano comparse di Milano e dintorni per un film. Io, che all’epoca mi dividevo tra mille lavoretti - baby sitter, insegnante di nuoto sincronizzato, ripetizioni di latino e greco - ho subito fatto richiesta per partecipare, ma il pensiero del cinema non mi aveva mai sfiorata. Al massimo sognavo di diventare un medico o, quando ero bambina, la cantante». E invece. «Paolo (Virzì) ha visto il mio video di presentazione e ha voluto incontrarmi di persona». Da lì all’incarico di interpretare Serena, tra le

protagoniste femminili della pellicola, è stato un attimo. «Sono inciampata in questo mestiere e me ne sono pazzamente innamorata», prosegue Matilde, la quale sarà in autunno nelle sale con la nuova commedia “Cose che succedono”,per la regia di Augusto Fornari. «Ci siamo divertiti tanto a girarlo e poi trattiamo del mio tema preferito: il calore della famiglia». Sì, perché Matilde, nonostante le lusinghe di Maison di moda come Valentino e Lacoste e le richieste di collaborazioni per marchi beauty quali L’OréalParis, ama più di ogni altra cosa la sensazione di tornare a casa e trascorrere del tempo con i suoi cari. «Meglio se attorno alla tavola», ride l’attrice, che ammette di essere «una mangiona» (dalla sua forma perfetta non si direbbe mai). E racconta: «I miei genitori (il padre è mancato qualche anno fa, ndr) hanno trasmesso a me e ai miei fratelli la felicità delle piccole cose: un pranzo cucinato insieme, una gita in montagna, un panino mangiato in cima alla vetta, una chiacchierata sincera. Per me casa è felicità e anche se ho tutte le intenzioni di migliorarmi e, spero, di raccogliere soddisfazioni con il lavoro di attrice, so che niente è più appagante dell’affetto sincero». Matilde dice di vedersi mamma e moglie - tra un po’ di anni - mentre per il momento le basta godersi la sua casa, «che ho appena ristrutturato, rendendola meno “appartamento da universitaria”».La giovane attrice ha alle spalle studi di Filosofia a alla Statale di Milano, «facoltà che ho scelto dopo aver tentato, senza successo, l’ammissione a Medicina». Che sia un retaggio del suo background da filosofa o no, oggi Matilde parla anche di limpidezza, altro punto fermo della sua vita e della sua personalità. «Essere chiara e vivere nella trasparenza è per me fondamentale», spiega.

«Sono un animale sociale e questo è il mio mestiere perché amo lavorare in mezzo alle persone. So che non riuscirei a stare tutto il giorno davanti a un computer»

E sebbene si definisca «troppo giocherellona», in realtà è un’instancabile lavoratrice; nel 2018 sarà al cinema nei due lm “Achtung Baby” e “Alice non lo sa”. «Ora compenso, come ogni attore che si rispetti, sto aspettando di sapere l’esito di diversi provini». Eppure la precarietà tipica del suo settore e della sua generazione non la spaventa. «Forse sono incosciente o forse dipende dal fatto che mi do sempre molto da fare e nei tempi morti mi dedico ai miei interessi, ma non ho timori». Anzi, tra i piani per il futuro c’è anche quello di recitare in inglese e francese, mettendosi alla prova con il cinema estero. E se nel film di Virzì che l’ha resa celebre, suo padre - interpretato da Fabrizio Bentivoglio - la trascurava per i soldi, Matilde si dice poco attaccata al denaro. «Ho sempre voluto guadagnarmi uno stipendio ed essere indipendente, ma per quanto non disdegni alcuni aspetti di questo lavoro, come la possibilità di dormire in splendidi hotel o indossare abiti preziosi, non sono attratta dal lusso.A un orologio costoso e a un gioiello preferisco una serata con mia mamma e i miei fratelli». Quel che è certo è che oltre al talento nel recitare - del tutto spontaneo, dato che non ha mai fatto studi da attrice - può contare su una fisicità che si fa notare. «Non sono una star: la gente non mi ferma per strada. Però mi piace dare attenzioni a chi mi segue e non temo i bagni di folla o il contatto fisico. La verità è che sono un animale sociale, per questo motivo credo che l’attrice sia il mestiere giusto per me: adoro lavorare in mezzo alle persone e stabilire relazioni interessanti. Non riuscirei mai a stare tutto il giorno al computer, mi conosco». Matilde sul set è camaleontica e docile, entra ed esce dagli abiti che le propongono, senza battere ciglio. «Recitando, ho anche sviluppato un mio gusto personale in fatto di vestiti e mi diverto con i look», racconta, come se avesse fatto questo lavoro da sempre. 

Polo di cotone con zip e logo trifoglio, adidas Originals, pantaloni in jersey di cotone con effetto lucido, Louis Vuitton. In apertura. Felpa di neoprene, Elisabetta Franchi, camicia di cotone e pantaloni di lana, Fendi. Lupetto di cotone con maniche lunghe, adidas Originals e giacca di lana pied-de-poule, Tagliatore 1911.

Hair stylist Daniela Magginetti @Close Up Milano using Tigi.

Make up artist Francesca Angelone @Greenapple using Giorgio Armani Cosmetics.

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