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Nel cuore di Bangkok

Alla scoperta della capitale tailandese a partire dal suo hotel più celebre, il Mandarin Oriental.
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Le campane della lobby

All’apertura, nel 1876, quello che allora era l’Oriental è il primissimo hotel di lusso della Tailandia, oltre che il primo albergo di Bangkok costruito sul fiume. Più tardi sarà il primo ad avere una spa e un bar aperto anche ai non ospiti. Coi suoi 143 anni di storia il Mandarin Oriental è un’istituzione, e non solo per una lista impressionante di ospiti famosi e un servizio leggendario. Ma perché è un’ottima base per immergersi nel lifestyle locale e partire all’esplorazione della città. Cominciando dal risveglio in una delle stanze della River Wing appena rinnovata: basta guardare il traffico di barche sul fiume dalle finestre a tutta parete per avere voglia di immergersi nella vita locale. La colazione alla Verandah è una piccola festa, dove tutto è curatissimo, e persino le noci di cocco hanno stampato il ventaglio simbolo dell’albergo sulla buccia. Meglio rimandare la sosta in piscina alle ore calde del pomeriggio e partire subito alla scoperta della città, dal fiabesco complesso del Palazzo Reale ai templi più celebri, il Wat Arun, il Wat Pho con il Buddha sdraiato e la mitica scuola di massaggio, fino all’affollatissimo Chatuchak, il mercato del weekend, e all’Icon Siam, proprio di fronte all’hotel, forse il più sorprendente department store della capitale, con la sua combinazione di megabrand superlusso e marchi che valorizzano l’artigianato locale. E ancora il mercato dei fiori, le rovine di Ayutthaya, l'antica capitale, a circa un'ora di distanza, il museo dei tessuti della regina Sirikit, la casa di Jim Thompson... Al ritorno è il momento di godersi un drink nella lobby, sotto i nuovi grandi chandelier a forma di campane tibetane e vicino alla monumentale cascata di ghirlande floreali che dal soffitto arriva fino a terra. E’ allora che ci si rende conto dei  sottili cambiamenti apportati dalla recente ristrutturazione di Jeffrey Wilkes, con cui l’hotel è riuscito a mantenere la sua particolarità, la sua riconoscibilità per gli habitués, pur rinnovandosi profondamente: qui, come in piscina, come nelle stanze, è stato reimpostato il rapporto tra esterno ed interno, permettendo all’esterno, il giardino, il fiume, di essere infinitamente più presenti. Il tramonto è il momento ideale per godersi la celebre spa,  prima di scoprire il nuovo ristorante kaiseki dello chef giapponese stellato Takagi Kazuo, Kinu by Takagi. E se tutta la Tailandia è ormai impegnata a limitare il più possibile la diffusione della plastica, l’impegno particolare del MO, che si è prefisso per quest’anno l’obiettivo del 100% single use plastic free, è evidente non solo nell'albergo, ma anche nell'area circostante, grazie a un'operazione di supporto in questo senso ai venditori di strada.  

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