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Dall'afternoon tea allo champagne: appuntamento a Manhattan, al Baccarat hotel

Una pausa in uno degli hotel più scenografici di New York
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Il Grand Salon del Baccarat Hotel

Aperto tre anni fa proprio di fronte al MoMa, il Baccarat Hotel è diventato immediatamente uno degli hot spot to see and to be seen di Manhattan. E non solo per la bellezza di Petit e Grand Salon, con la loro atmosfera unica dovuta al gioco di riflessi e scintillii dei grandi chandeliers e dei tantissimi altri oggetti in cristallo Baccarat, ma perchè qui l'afternoon tea, o una flute di champagne, sono serviti con una perfezione rituale. La tea sommelier Gabriella Jammal ha messo a punto 4 afternoon tea ispirati ad altrettanti sovrani tutti appassionati committenti di Baccarat, dal sultamo ottomano Abdulaziz, che aveva riempito il palazzo di Dolmabahçe di chandeliers, a Luigi XV, il re francese che nel 1764 aveva ordinato l'apertura di una fabbrica di cristalli che sarebbe poi diventata Baccarat, al Principe di Galles, il futuro Edoardo VII, all'ultimo zar, Nicola II. Voglia di un cocktail? L'Instagrammatissimo (e delizioso) Avant Garde è praticamente velluto nero allo stato liquido. A meno di non preferire una champagne list senza rivali, con 250 tipi di champagne differenti. A indirizzare nella scelta, uno wine director d'eccezione, Matthieu Yamoum, giovane, garbato e decisamente fotogenico nei suoi abiti Zegna, molto seguito sia per ia per la sua abilità nello champagne sabering, il rituale del far saltare con un colpo di sciabola il collo della bottiglia introdotto dagli ufficiali di Napoleone, sia per la sua enciclopedica conoscenza in materia. 

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