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3 Gassmann per 3 generazioni

Non puoi scappare dall'arte quando ce l'hai nel dna
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In principio Vittorio, poi Alessandro e ora Leo. La famiglia Gassmann non può che essere definita come un caso di talento assoluto: di generazione in generazione, la sensibilità artistica viene tramandata senza esclusione di colpi. Uniti dallo stesso cognome e dallo stesso dna, come dimostra l'innegabile somiglianza tra i tre Gassmann (a cui Vittorio tolse una n riconquistata, poi, da Alessandro) campeggiano nell'intrattenimento italiano dagli anni Cinquanta, quando Vittorio Gassman diede inizio alla sua carriera. 

Vittorio Gassman, il volto indimenticabile del neorealismo

Considerato uno degli attori italiani più talentuosi, è stato l'indimenticabile interprete di molti film del neorealismo. La sua carriera, sfolgorante, l'ha visto lavorare con il grande Monicelli in La marcia su Roma e ne L'armata Brancaleone, con Dino Risi in Il sorpasso e con Ettore Scola in La terrazza. Al contempo grande comico e volto drammatico, il suo spessore interpretativo è, ancora oggi, irraggiungibile. Merito di un innato talento, ma anche di un volto che non si dimentica, restato affascinante anche nei suoi ultimi anni. Scomparso nel sonno a 77 anni, ha lasciato la sua eredità artistica al figlio Alessandro. 

Alessandro Gassmann, tra gli attori più amati del cinema italiano

Tra i volti più noti del panorama cinematografico e televisivo italiano, Alessandro Gassmann recentemente ha dichiarato che fu proprio suo padre ad obbligarlo a fare l'attore: "Mio padre mi ha obbligato a fare l’attore ed è stato quasi costretto da sua madre a farlo. Mia nonna era un’insegnante ebrea che lo iscrisse all’Accademia Silvio d’Amico a sua insaputa". Stessi obblighi, stesso destino. Nonostante la carriera interpretativa non fosse la sua prima scelta, non si può negare che il tempo ha dato ragione all'imposizione del padre Vittorio: anno dopo anno si è imposto con sempre più forza sulla scena, tra commedie all'italiana e ruoli di rilievo. 
 

Dopo il debutto a soli 17 anni nel film Di padre in figlio scritto, diretto e interpretato da Vittorio, studia alla Bottega Teatrale di Firenze. Nel 1996 instaura un sodalizio con Gianmarco Tognazzi, similarmente a quanto accade tra i rispettivi padri: ne nascono i film Uomini senza donne, Facciamo fiesta, Lovest, I miei più cari amici, Ex e ancora. Ma Alessandro non è solo commedia, tanto che nel 2008 riceve il David di Donatello come miglior attore non protagonista, il Ciak d'oro, il Nastro d'argento e il Globo d'oro della stampa estera per la sua interpretazione in Caos Calmo di Nanni Moretti. 

Leo Gassmann, la stella nascente

Di padre in figlio, come il titolo del suo film di debutto, come ciò che continua a ripetersi. Come se, oltre ai geni, questa famiglia fosse legata da un filo invisibile che continua a portarla nell'arte: è accaduto con Alessandro, accade oggi con Leo Gassmann. Quando è salito sul palco delle audition di X Factor con la sua voce calda e profonda, ha ricevuto una standing ovation del pubblico e i quattro sì dai giudici. Quando ha cominciato la fase dei live ha dimostrato di saper reggere la tensione, arrivando fino a presentare il suo inedito e oltre: in barba a chi, di primo acchito, ha pensato che fosse il solito raccomandato. 
 

19 anni, un sorriso che cattura, è l'unico figlio di Sabrina Knaflitz e Alessandro Gassmann che, su di lui, ha dichiarato: "Non è un fighetto. È molto più serio di quanto non fossi io alla sua età, studia, è molto intelligente, fa sport ed è appassionato di filosofia". Ai microfoni di X Factor Leo ha detto di voler trovare la propria strada, al di là di un cognome che pesa. Al di là della strada già tracciata. Al di là dei confronti. E la potenza del suo inedito Piume sembra la conferma che di questo ragazzo, vada come vada il talent show, ne sentiremo parlare ancora per molto tempo. 

Foto courtesy: Instagram @leogassofficial; @alessandro_gassmann_official

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