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Moby Dick

Sull’infinito rettilineo delle Hunaudières, a Le Mans, raggiunse i 366 Km/h: è tutt’ora la Porsche più veloce di tutti i tempi.
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Una delle forme più giunoniche e riconosciute nella storia dell’automobilismo mondiale è senz’ombra di dubbio quella della Porsche 935/78 che, a causa delle sue forme e del suo colore ufficiale bianco utilizzato nei primi test, era stata soprannominata Moby Dick.

Questa vettura da competizione era stata appositamente sviluppata per il Gruppo 5, una classificazione FIA adottata tra il 1966 e il 1982 per raggruppare le vetture sport speciali ovvero auto da corsa create sulla base di vetture omologate per la circolazione stradale, ma profondamente modificate. Gli ingegneri di Stoccarda, analizzando attentamente il regolamento, notarono la mancanza di specifiche per quanto riguardava l’altezza dei fari anteriori: li spostarono quindi dal cofano all’area sottostante, tra paraurti e spoiler anteriore. Il risultato vide un muso molto basso e affusolato che, unitamente alle generose appendici posteriori, consentiva a questo missile di fendere l’aria come nessun’altra Porsche in precedenza. Sull’infinito rettilineo delle Hunaudières, a Le Mans, raggiunse i 366 Km/h: è tutt’ora la Porsche più veloce di tutti i tempi.

Debutta in gara alla sei ore di Silverstone dove annienta la concorrenza, guidata da Jackie Ickx: la pole position da lui conquistata è solo due secondi più lenta del record sulla pista stabilito da James Hunt con la sua monoposto di Formula 1 l’anno precedente.

Moby Dick fu presentata nel 1978. Montava il classico sei cilindri boxer di casa Porsche, con una cilindrata di 3,2 litri e testate bialbero a quattro valvole per cilindro raffreddate ad acqua. Sprigionava 750 cavalli a oltre 8200 giri al minuto con il turbo a 1.5 bar (in qualifica, con turbo a 1.7 bar, i cavalli disponibili erano 845, ndr.); con un pieno di benzina da 120 litri, non riusciva a percorrere più di 10/11 giri del celeberrimo circuito francese, problematica che tenne Moby Dick lontana dal podio finale nella ventiquattro ore.

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