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Lamborghini drive-experience

A bordo delle 4x4 Lamborghini, da Sant'Agata Bolognese a Brunico, tra passato e presente
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Foto di Remi Dargegen

Questo non è uno dei tanti test-drive di Lamborghini Urus e della sua mastodontica progenitrice LM002. Il tutto sarebbe riduttivo, e poi, chissà quanti ne hai letti. Cosa aspettarsi di diverso dalle mostruose prestazioni di un’auto da 650 CV? Ciò che mi preme raccontare è la drive-experience: tre giorni trascorsi sui «chevaux de feu» della mitica casa automobilistica di Sant’Agata Bolognese tra tornanti di montagna, feste di paese e la ricerca del massimo benessere. Mai come questa volta, viaggiare è stato più importante che arrivare. 

Il Polo Storico e il Museo Lamborghini

Non ero mai stato negli stabilimenti del Sig. Ferruccio Lamborghini, né mai avevo provato una sua auto. I miei 198 cm di altezza sono proibitivi per una seduta di guida rasente l’asfalto. Ma poi, è arrivato Urus, il super SUV dalle grandi dimensioni,

adatte –tra l’altro– a trasportare un’intera famiglia. Il mio primo approccio con le quattro ruote motrici del Toro è avvenuto all’interno del Polo Storico Lamborghini. Si dovrebbe definire un'autentica officina-boutique. Qui le vecchie signore Lamborghini (dalla 350 GT alla Diablo) vengono curate, rimesse agli antichi splendori, personalizzate secondo le esigenze dei fortunati proprietari e certificate. Un’ambiente essenziale e raffinato tanto da sembrare più la hall di un Palace Hotel che una vera officina. Ma lo è davvero perché all’arrivo di noi giornalisti, i meccanici di Lamborghini erano ancora impegnati nella messa a punto del primo 4x4 marchiato Lamborghini: l’LM002. Bellissimo nella sua livrea nera con gli interni color crema. Ma per comprendere anche solo un’infinitesimo della passione che ha portato una casa automobilistica a raggiungere il record nel 2018 di 5.750 vetture consegnate in tutto il mondo, ti obbligo a visitare

(anche più volte) il Museo Lamborghini. Non lo troverai mai uguale. Qui sono allestite più mostre nell’arco dell’anno. Gli argomenti non scarseggiano! Questo inverno, tra le signore del Toro, si faceva ammirare la futuristica Marzal. Fu scelta nel 1967 dal Principe Ranieri di Monaco per aprire, al fianco della Principessa Grace, il Gran Premio di Monte Carlo. Non serve descriverla, sono molto più coinvolgenti le immagini. 

Si parte a bordo dell’LM002

Il mio vero debutto in Lamborghini inizia con i 5.167 cm3 benzina del motore V12 e dei 450 CV dell’LM002. Era il 1986, avevo 11 anni, quando questo super fuoristrada di Lamborghini (supera i 200km/h) lasciava gli stabilimenti di Sant’Agata Bolognese per raggiungere gli emirati. Con lui, Pirelli ha sviluppato la sua gamma di pneumatici ad altissime prestazioni per l'uso su tutti i terreni, dall'asfalto alle sabbie dei grandi deserti.

Mai come questa volta, viaggiare è stato più importante che arrivare. 

Negli anni questo pneumatico diventerà il Pirelli Scorpion. Penso di aver perso almeno un chilo nei primi chilometri verso Bolzano. Tensione a mille. Rumoroso rispetto agli standard moderni, senza navigatore e con un posto di guida decisamente piccolo per le sue dimensioni. Col ginocchio sinistro toccavo l’indicatore di direzione. Ma quanto stile! Prima di concludere i 260 km della prima tappa, però, ho dovuto fermarmi: sosta carburante. Avevo quasi terminato i primi 200 litri di benzina del serbatoio. Che espressione soddisfatta aveva il benzinaio a serbatoio riempito! Quasi uguale alla mia, mentre mi godevo i piatti del rinomato Thaler Bistro Arome: il ristorante con vista sui tetti di Bolzano, aperto all’ultimo piano della più grande profumeria di Bolzano.

Finalmente a bordo della Lamborghini Urus

Strano a dirsi, ma l’abbiocco post-pranzo non si è palesato a bordo di Lamborghini Urus. Non so se il merito va al V8 biturbo da 4,0 litri, 650 CV e 850 Nm di coppia, al sound della modalità Corsa, oppure all’emozione di poter guidare finalmente una supercar senza sentirmi in una scatola di sardine. Fantastigliosa. Gli 80 km per arrivare al mercatino di Natale di Brunico sono passati in un batter di ciglia. Un valido contrappeso è stato il momento di quiete organizzato dall’ente de turismo di Brunico sotto la chiesa delle Orsoline: seduto all’aria aperta su una comoda poltrona chesterfield con una tazza di vin brulé in una mano e un fagotto ai semi di papavero nell’altra, riscaldato dal tepore di una vecchia stufa a legna. Un posto magico, al pari del Majestic Hotel

 

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Non solo auto 

Che sorpresa, nell’aprire il bagagliaio, trovare al posto del mio trolley il set di valige Lamborghini. Del resto, se di experience si tratta, che lo sia fino all’ultimo dettaglio. E i dettagli non tardano ad arrivare. Si inizia con un tuffo nella piscina riscaldata per poi passare alla vasca all’aperto. Temperatura esterna meno 9°C. C’è ancora tanto tempo prima di rientrare in camera per la cena. Accappatoio e ciabatte sono sufficienti per attraversare il cortile e recarsi da Cron4, il più grande centro benessere della Val Pusteria. All’amarezza del tempo che passa inesorabile, sopperisce, però, la premurosa attenzione dello staff che ha integrato il tradizionale set di benvenuto della suite (quello che si nasconde nella valigia prima di lasciare la stanza) con i cinque cosmetici Men’s Code della Collezione Automobili

Lamborghini. Lo specchio non tradisce: i 650 CV e la consapevolezza di avere tra le mani un importante bene mobiliare (Urus a partire da 208mila euro) devono aver segnato non poco psiche e pelle.

Ascoltare il silenzio

Godere di Lamborghini Urus è possibile anche a motore spento. Basta il silenzio di un lago ghiacciato, come quello di Braies (dove si girano gran parte delle scene della fiction «A un passo dal cielo»), per (ri)sentire nelle orecchie anche a distanza di ore il timbro gutturale dell’impianto di scarico del super SUV. Un sound riconoscibile che il motore V8 riesce a variare da quasi silenzioso e confortevole della modalità «Strada» a quello più sportivo della modalità «Corsa». Per la cronaca, ho viaggiato durante tutta la drive-experience con il finestrino lato guida leggermente abbassato

e l’impianto stereo Bang&Olufsen spento tanto era piacevole la voce di Urus.

Il rientro

Non bisogna avere fretta di rientrare con Lamborghini Urus. Questo super 4x4 ha la capacità di scovare ogni tuo punto debole per mettere a tacere i buoni propositi e dargli modo di poter scatenare ogni suo singolo cavallo. Il rientro a Sant’agata Bolognese è stata una macedonia di emozioni: la tranquillità data dalla risposta decisa dei freni carboceramici, la sicurezza trasmessa dalle sospensioni antirollio, la sensazione di potere data dalla seduta rialzata, l’agilità regalata dalla dinamica di guida personalizzata e dal sistema di sterzata posteriore che rende questo mastodontico SUV agile come una citycar. Troppe emozioni da gestire da soli. Meglio condividerle con gli amici o la propria famiglia. Di posto, Lamborghini Urus ne ha a sufficienza.

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