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Masserie e cantine pugliesi, 4 indirizzi da vedere assolutamente

Il rinascimento vitivinicolo in Puglia tra Primitivo, Negroamaro e Aglianico
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Lo chiamano il rinascimento vitivinicolo pugliese ed è un processo con cui, lavorando tra vitigno e cantina, alcune delle realtà più lungimiranti della regione hanno recuperato le varietà autoctone storiche e hanno reso i prodotti più raffinati e apprezzabili dal pubblico. Per anni sottovalutati per il loro carattere “indomabile” rossi strutturati come il Negroamaro hanno rischiato di scomparire completamente dal mercato internazionale, ma si trovano oggi ad avere un grande successo anche fuori dai nostri confini. Qui trovate quattro cantine con masserie da visitare per apprezzare i differenti terroir pugliesi

Cantine San Marzano, San Giuseppe (TA)

Nate nel 1962, le cantine San Marzano sono tra i portavoce del rinascimento vitivinicolo pugliese e operano in forma cooperativa contando più di mille viticoltori. Il presidente Francesco Cavallo guida oggi questa realtà con una grande attenzione alla tradizione, puntando allo stesso tempo su tecniche di coltura innovative per preservare il carattere varietale di ogni uva e le caratteristiche regionali. La posizione privilegiata tra il mar Ionio e l’Adriatico, nelle province di Taranto e Brindisi si estende dall’arco fino alla base delle Murge e alla Fossa Bradanica, lambendo il Salento Nord Occidentale. Qui le condizioni climatiche e i suoli argillosi dal colore rosso, sprigionano un potenziale unico e permettono di valorizzare il patrimonio storico delle vigne ad alberello, tipiche del Primitivo. La cantina situata proprio nel cuore del Primitivo di Manduria DOP, è costituita da un’area di vinificazione, da una barricaia che conta circa 3000 barrique di rovere francese, americano e caucasico, e dalla linea d’imbottigliamento. Al suo interno nascono vini simbolo some il Primitivo Sessantanni o il Negroamaro “F” un prodotto dal carattere forte, reso attuale ed elegante. Per apprezzare appieno il tipico terroir mediterraneo, un tour guidato nella tenuta di San Marzano di San Giuseppe passa attraverso le vigne, gli uliveti, gli spazi della cantina e termina con la degustazione di quattro etichette come Anniversario 62 Primitivo di Manduria DOP Riserva, Collezione Cinquanta Rosso d’Italia, Sessantanni Primitivo di Manduria DOP e “F” Negroamaro Salento IGP.

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Conti Zecca, Leverano (LE)

Sono quasi 500 gli anni di storia dell’Azienda Agricola Conti Zecca, avviata dall’omonima famiglia napoletana che ha fatto di Leverano (nella zona del Salento) il cuore della propria attività. Evolutasi nei secoli nel segno dell’eccellenza, si dedica alla produzione vitivinicola nel 1935 grazie al conte Alcibiade Zecca, l’ufficiale fondatore della cantina di Leverano. Oggi il ciclo produttivo dei vini come il Liranu, il Mendola e il Venus, il Terra e il Luna, espressione massima del terroir salentino, viene realizzato con una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, compiendo il minor numero di operazioni possibili all’interno del vigneto. I vini mantengono così le loro spiccate caratteristiche aromatiche, espresse da alcune delle Cru individuate all’interno dei 300 ettari delle tenute. Dalle etichette che valorizzano i tradizionali vitigni della zona, il lavoro di Conti Zecca ha portato anche alla creazione di prodotti dalla concezione moderna, sia dal punto di vista dello stile di vinificazione che nell’aspetto grafico. Per respirare le atmosfere cariche di storia e al contempo estremamente contemporanee, l’azienda dà la possibilità di visitare i locali di vinificazione accompagnando i visitatori con il racconto di tutto il processo di produzione, per terminare poi con una degustazione accompagnata da eccellenze gastronomiche locali.

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Tormaresca, Tenuta Bocca di Lupo, Minervino Murge (BT)

Nell’area DOC Castel del Monte -a 300 metri sul livello del mare– gli inverni rigidi, la foschia e le notevoli escursioni termiche hanno portato a un lungo e paziente lavoro della terra. Ed è grazie a queste particolari condizioni climatiche che l’identità delle tenute di Tormaresca ha due diverse anime. Da un lato valorizza specie autoctone come l’Aglianico, il Fiano e il Nero di Troia, dall’altro dona spazio anche a quelle internazionali come Cabernet Sauvignon e Chardonnay, coltivate a partire dagli anni Cinquanta. Questo binomio consente di dare vita a vini dalla grande personalità, con un’identità precisa e marcata come il Pietrabianca Castel del Monte DOC, dove Chardonnay e Fiano donano freschezza e un gusto minerale con lievi note legnose. Ma la massima espressione dell’Aglianico e della riscoperta di questa varietà nobile (iniziata nel 1998) è Il Bocca di Lupo Castel del Monte DOC, da degustare insieme ai taralli e all’olio prodotto all’interno della tenuta, al termine di una visita guidata attraverso la barricaia e la zona di affinamento dei vini. 

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Leone de Castris, Salice Salentino (LE)

Leone de Castris comprende diverse tenute dislocate tra le province di Lecce, Brindisi, Bari e Taranto oltre che le Masserie Ursi, Maiana, Don Nicoletta e Messere Andrea. Qui nel 1943 è nato il primo vino rosato italiano a essere imbottigliato e venduto, Il Five Roses. Da allora cavallo di battaglia dell’azienda, deve il suo nome proprio alla contrada delle Cinque Rose di Salice Salentino, rivisto in versione «americana» per essere introdotto nel mercato degli States. Oggi le tenute Leone De Castris si sviluppano per oltre 200 ettari coltivati con varietà di Negroamaro, Aleatico e Primitivo da cui nascono vini eleganti e dal forte carattere come il Donna Lisa e le linee riserva. L’azienda agricola può essere visitata partendo dalla bottaia e passando per la zona di vinificazione, fino a includere un tour nel museo Piero e Salvatore Leone de Castris. Per gli amanti dell’enogastronomia è possibile abbinare anche un pranzo con degustazione di tre etichette a scelta.

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