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Slow living a Borgo Santo Pietro

Ottobre in Toscana, per scoprire i piaceri della campagna in un resort 5 stelle
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Vicino ci sono le rovine dell'abbazia cistercense di San Galgano, super instagrammabile per l'assenza di tetto, e la Rotonda di Montesiepi, con la sua spada conficcata nella roccia, tutt'intorno vigne, boschi, la campagna toscana, particolarmente suggestiva in ottobre, con i colori e i profumi del primo autunno . La struttura principale di Borgo Santo Pietro e le ville circostanti sono immerse in un giardino all'italiana, tra siepi di bosso, rose, fontane e statue classicheggianti. Lo stile, in una palette di colori muted, tra sabbia, verde mandorla, nocciola e bianco, è country-chic, volutamente senza tempo. Chandeliers, una profusione di candele, scenografiche composizioni floreali, velluti di ispirazione rinascimentale, lino e cotone ricamati, pezzi d'antiquariato, grandi caminetti. Una sensazione di grandi spazi, grazie all'altezza dei soffitti e delle finestre, all'estensione di stanze e terrazze. La stanza da bagno, con la grande vasca di ceramica, invita al relax più totale, a lenti rituali di bellezza coi prodotti green, dal magnifico odore latteo ed erbaceo, della linea signature, Seed to Skin, passion project di Jeanette Thottrup, l'anima, con il marito Claus, del resort. Danesi, interior designer lui, fashion designer abituata a trascorrere tanti mesi in India lei, in Toscana vengono inizialmente per cercare una proprietà in campagna. Folgorati dal rudere che diventerà poi la struttura principale del resort, iniziano i lavori pensando a una villa al centro di una fattoria organica. Finchè, stufa di solitudine e di "parlare con le pecore" durante gli interminabili lavori di ristrutturazione, Jeanette decide che vuole "portare Notting Hill in Toscana", e che c'è un unico modo per farlo: trasformare il progetto iniziale in quello di un resort. Un resort che riesce ad essere contemporaneamente una fantasia di villa toscana secondo l'immaginario anglosassone e un'esperienza autentica di slow living a contatto con la natura, pensata per preservare le tante competenze agricole e artigianali a rischio sparizione. E non è solo questione di passeggiate nel bosco o di partecipare alla vendemmia: ci si può alzare alle 6,30 per andare a vedere la mungitura (meccanizzata) delle (300) pecore, assistere alla lavorazione del latte per trasformarlo in formaggio, andare nell'orto e nel giardino delle erbe con il mitico Giustino a cogliere le verdure (e a imparare tantissimo sui rimedi erboristici tradizionali). E poi ci sono le lezioni di cucina locale tradizionale di mamma Olga, oppure si può imparare da Laura, fiorista scozzese con un passato da Wild at Heart, lo shop di fiori di Liberty, a comporre bouquet. O si può prendere lezioni di pittura dall'artista in residence di turno, esercitandosi a catturare il paesaggio del giardino alla Monet con laghetto e ninfee che circonda lo studio. C'è un ristorante stellato, Meo Modo, e la più informale Trattoria sull'Albero, sempre fondata sul concetto farm to table. E c'è la spa olistica per fantastici massaggi decontrattanti e per i facial Seed to Skin. Dopo un'ora di massaggio con le fantastiche textures è impossibile non visitare il beauty shop con laboratorio a vista: «Ho voluto creare una linea il più possibile a base di ingredienti naturali, ma con un approccio rigorosamente scientifico», sottolinea Jeanette. «Per questo non parlo di  ingredienti signature, ma di una formulazione signature. Facendo presente che è il sistema che funziona, non il singolo prodotto: se tu distruggi il bioma con il tuo detergente, le mie creme non possono compensare completamente il danno». 

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