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La vista più bella su Parigi?

Dalla penthouse suite Belle Etoile del Meurice
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Quante volte visitando una suite imperiale, presidenziale, whatever uno pensa: bella sì, ma non spenderei mai tutti questi soldi per una notte? Nessun dubbio invece nel caso della penthouse suite Belle Etoile del Meurice di Parigi: perché vivere la città da qui è un’esperienza unica. Seicentoventi metri quadri tra interni e terrazza, bordata da un vero e proprio “giardino in cielo” da cui spaziare a 360° su tutta la città, dalla Tour Eiffel al Louvre, da Notre Dame al Sacro Cuore, perché con la sua posizione vicinissima a Place de La Concorde il Meurice è davvero al centro di Parigi. Se di giorno la vista toglie il fiato, di notte è magia pura, con la Tour Eiffel in versione glittering, per non parlare dei fuochi d’artificio del 14 luglio.. Tornando alla suite: dal classicissimo bagno di marmo si vede il Sacro Cuore, la libreria è piena di libri d’arte e storia a cura della vicina, mitica libreria Galignani, nella sitting room c’è uno schermo gigante (Bang e Olufsen) per sentirsi al cinema, le candele sono Cire Trudon, i lampadari Barovier e Toso, la carta da parati de Gournay, i piatti in porcellana Gien… In breve, la quintessenza del classico/chic  contemporaneo. Gli autori del recentissimo restyling (che riguarda anche tutte le suites  affacciate sulle Tuileries dal terzo al sesto piano), Margaux Lally e Luc Berger dello studio Lally & Berger, sono partiti dal chiedersi: come decoreremmo le stanze di una Versailles contemporanea? Hanno immaginato  spazi ariosi, luminosi, con tocchi preziosi nei tessuti, nella palette dei colori, nei dettagli. Una Versailles intima e raffinata, più simile al Trianon di Maria Antonietta che alla Galleria degli Specchi del Re Sole. Al piano terra restano immutati la Promenade, lounge/salotto  con le poltrone stampate con ritratti di favorite, re e cortigiani del ‘700, e Le Dalì, il ristorante di Alain Ducasse coll’incredibile tela dipinta da Ara Starck  (la figlia di Philippe) a coprire l’intero soffitto.  Da provare la pasticceria di Cedric Grolet, eletto miglior pasticciere del mondo 2018 dall’autorevolissima associazione 50 Best, simile a una gioielleria  coi suoi instagrammatissim dolci a forma di frutto più veri del vero, imperfezioni incluse, a base di cioccolato bianco e ganache ricavata dalla polpa del frutto stesso. Albicocche,  fragole,  limoni, fichi, sono in produzione limitata: quando sono finiti quelli della giornata lo shop, con accesso autonomo su rue de Rivoli, chiude, indipendentemente  dall’orario

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