Viaggi

Langhe: così vicino così lontano

Surf in collina tra suggestioni letterarie, castelli, ricorrenze e filari di vigne inondati di sole. Le 7 mosse vincenti per un week-end breve
Reading time 8 minutes

Filari di vigne, su dolci colline, così perfetti che paiono righe di fogli in attesa d'essere scritti. Siamo nelle Langhe, terra di grandi cru e altrettanti scrittori, ché vino e ispirazione vanno di pari passo e non bisogna essere Bukowski per saperlo (ricorre ad agosto il centenario della nascita): il vecchio Hank poi s'accontentava di vinaccio scadente e fosse vissuto qui, chissà, forse sarebbe stato meno porco e più socratico.

Nelle Langhe val la pena di perdersi, che dietro i tornanti si intravede sempre un borgo, non così vicino da privarci del piacere di guidare, finalmente liberi di lasciar andare il motore accordandolo soltanto col ritmo del respiro, non così lontano da aver bisogno di fantasticare se non una meta almeno una sosta: un panorama, una degustazione, una passeggiata, una rimembranza letteraria: ogni scusa è buona per illuminare l'anima.

 

Partiamo da Alba, con l'idea vaga di seguire i percorsi di Beppe Fenoglio e lasciamo la sua casa natìa nella piazza del duomo, ma subito - scollinata Neive per un boccone di salumi e vino rosso nelle trattorie arroccate su una strada che conduce dritto alle nuvole - è Cesare Pavese che si fa strada nei ricordi, transitando da Santo Stefano Belbo in un pomeriggio di sole implacabile, con una piazza deserta presidiata da giostre e tirasegno abbandonati dall'inizio del lockdown, presenze misteriose, e risalendo su fino a Canelli, l'avamposto che nella Luna e i falò segnalava la fine di un mondo crepuscolare e bucolico, la porta aperta su ogni illusione. Attendiamo che apra la Pasticceria Artigianale, in un tempo che qua è sospeso da sempre, tra gli abitanti seduti all'ombra nei tavolini dei caffè dove "non si beve vino ma bibite"* e gli anziani in attesa di un funerale, persiane chiuse, dipladenie, e il rintocco di campane: una fetta di torta alle nocciole mentre una ragazza ordina un Bicerin con l'aria di compiere un rito quotidiano prima di recarsi a chissà quale attività, fuori una mamma con un bambino si siedono con un gelato all'ombra di un portico dove giunge, misterioso, un refolo d'aria fresca nella canicola immobile: segnali di vita dove a uno sguardo di foresti parrebbe esistere solo un limbo perduto.

 

La casa di Pavese la si incontra anche non cercandola lungo la statale che riconduce al cuore delle Langhe, e poco più in là si può decidere di fermarsi a cercare la lapide con la sua effige, e se si entra nel piccolo cimitero come noi dal retro deambulare all'ombra delle cappelle che recano i nomi delle famiglie della zona, i Ferrero ovviamente ma anche quanti altri Pavese prima di scoprire che Cesare attende all'ingresso principale, tra le tombe dei capi partigiani, le celebrazioni nel settantenario della sua morte

 

Poi via di nuovo, tra quelle vigne così ben coltivate, regolari, ordinate, prima a Mango sulle tracce del partigiano Johnny, poi scollinando in cima prima di pennellare la discesa, profumo di terra e di vento, prati e fossi, senza incontrare nessuno se non alberi di nocciolo, canneti, cascine che paiono abbandonate, torrenti asciutti, lampi di sole al parabrezza, rare automobili che a seconda della velocità rivelano di appartenere a turisti contemplativi o a sbrigativi locali "nati per girovagare su quelle colline"** come eroi springsteeniani.

Si cena con tajarin al ragù, bocconcini di vitello al Nebbiolo e bonet. E una bottiglia di Ruché che fa quindici gradi di aromi fruttati.

 

Il secondo giorno si sceglie l'itinerario dei castelli, si rampica in seconda fino a La Morra, con una sosta in bilico su uno sterrato per passeggiare tra i filari delle vigne fino alla cappella di proprietà della famiglia Ceretto e restaurata dagli artisti Sol Lewitt e David Tremlett per poi proseguire per Barolo, Serralunga d'Alba, Grinzane Cavour (basta un piatto di battuta di fassone con acciughe e nocciola e un calice di Barolo per fare festa), e poi Diano d'Alba e Benevello, abbandonati dal gps per ritrovarci a Bossolasco, ai confini delle Langhe, dove le vigne scompaiono e le colline si fanno più aspre e oscure. All'Hotel Bellavista ritroviamo Fenoglio che qui trascorse i suoi ultimi giorni nelle Langhe, un crocicchio di viottoli e rose, "troppo mondano" per i suoi gusti di combattente all'ultima battaglia: sembra ancora di vederlo passeggiare, la sigaretta sempre accesa tra le dita, tra gli sguardi dei pittori che avevano scelto questo borgo come buen retiro.

 

E allora via, ancora, fino alla vetta di Mombarasco, con il cielo che si fa via via più tempestato, l'aria che scende fredda da nord, ombre di pioggia sugli orizzonti, lontano da tutto, tra fantasmi di soldati con l'anima in spalle, ragazzi in moto che sembrano gli attori di Una questione privata dei Fratelli Taviani, cercando le panchine giganti del designer Chris Bangle tra le gaggie, tra i tigli, per allontanare di qualche minuto ancora la sera. Poi giù fino a Murazzano, chiedendo indicazioni davanti a un Alimentari ("Scendete a valle e poi seguite la strada in cresta") e imparando che si può surfare anche sulle colline, non solo a Malibu, per riabbracciare nel Percorso Fenoglio i personaggi di tanti racconti, anime perse, respiri di eternità, eteree figure di ragazze: Catinina, Fulvia, Melina, Nella che scomparì per sempre dietro una curva... Le colline biancheggiano alle stelle.

Le Langhe in 7 mosse vincenti

Per viaggiare: Mercedes Benz classe A 250 e, una berlina due volumi con un’anima sportiva nella versione ibrida plug-in. Tecnologia di bordo ai massimi livelli, grande display, 4 modalità di marcia .

Per il relax: il Resort Réva Monforte d’Alba (www.revamonforte.com) che propone, inserite in un parco di 4 ettari, 11 tra camere e suites per lasciarsi cullare in un soggiorno all’insegna del benessere e della gastronomia.

Per degustare: Ruché dell'Azienda Crivelli (www.ruchecrivelli.it/); Barolo Bricco Visette dell'Azienda Ghisolfi (www.ghisolfi.com/it/homepage); Nebbiolo dell'Azienda Olivero (www.oliveromario.com/)

Per assaporare: Ristorante Al castello di Grinzane Cavour (www.castellogrinzane.com/it/ristorante); Trattoria da Lele a Murazzano (www.trattoriadalele.it/)

Per scrivere e fotografare: il nuovo Samsung Galaxy Note20 che grazie alla sua Pen offre un'esperienza di scrittura realistica e precisa mentre le tre fotocamere posteriori garantiscono una risoluzione di 108 Mp e riprese video professionali in 8K.

Per approfondire: C. Bukowski, Il ritorno del vecchio sporcaccione, Feltrinelli; B. Fenoglio, Tutti i romanzi, Einaudi; C.Pavese, Il diavolo sulle colline, Einaudi.

Il jolly da week-end: per camminare tra le vigne meglio avere con sé una borraccia termica "drink-à-porter" come quelle coloratissime della collezione "water steel bottle" di IZMEE.

/

Articoli correlati

Articoli consigliati