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Camera con vista sul Canal Grande. Al St. Regis Venice.

Un party in puro stile St. Regis, con champagne sabering e cena di mezzanotte, per celebrare l’apertura ufficiale del nuovo hotel veneziano.
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L’eccellenza della location (sul Canal Grande, di fronte a Santa Maria della Salute e a Punta della Dogana, a pochi minuti a piedi da piazza San Marco) è solo la prima delle tante qualità del St. Regis Venice. L’hotel, aperto dopo due anni di lavori in quella che era la sede dell’Europa & Regina, e prima ancora del Grand Hotel Britannia, inaugurato nello stesso anno della prima Biennale, nel 1895, occupa 5 palazzi storici. La decorazione d’interni, affidata al londinese studio Sagrada, è scenografica senza eccessi, reinterpreta gli stilemi decorativi della città evitando tutto quello che è ovvio, reinterpretando l’eredità di Carlo Scarpa, i pavimenti di Palazzo Ducale, o motivi del cortile di San Giorgio. In un susseguirsi di divani e poltroncine di velluto pavone, giada o rosa cipria, trionfi floreali, pareti con varie tecniche di stucco, pavimenti di marmo, soffitti in foglia d’oro o di specchio. Tantissime le opere d’arte contemporanea, in omaggio ai grandi artisti ospiti nei secoli scorsi del Britannia: J. M. W. Turner, John Singer Sargent e Claude Monet. A questo scopo il St. Regis ha messo a punto un programma di artists in residence, che soggiorneranno nell’hotel lavorando ad opere destinate a far parte del décor. Particolarmente impattanti le opere in vetro di Murano firmate da artisti contemporanei, in partnership con Glasstress, l’esibizione legata alla Biennale ideata da Adriano Berengo. Come Reclining Nocturne 3, di Karen La Monte, o gli enigmatici, maliosi volti allungati di Jaume Plensa. Intimo, raccolto, ma ovviamente già diventato il nuovo salotto all’aperto to see and to be seen sulla laguna, il giardino affacciato sul Canal Grande è la cornice ideale per uno spritz al tramonto o il signature drink Santa Maria più tardi. In alternativa c’è l’Arts Bar, con opere di Yayoi Kusama, Banksy e Jeff Koons. Il ristorante, Giò, offre una (superba) cucina a base di ingredienti locali e stagionali, dagli antipasti di astice ai magnifici dolci. E all’ingresso della spa suites, in partnership con Carita, invece delle solite tisane c’è un cestello del ghiaccio per il Veuve Clicquot… 
Non poteva mancare l’offerta di esperienze bespoke. Per andare alla scoperta di aspetti “nascosti” della grande storia veneziana, o per esplorare tutte le novità di una città tornata ad essere un hub culturale,  il St. Regis ha infatti puntato su una partnership con IF Unique Art Experiences, per una visita privata a San Marco o al Berengo Studio a Murano. 

 

 

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