Burning Man, cos'è il festival più radicale del pianeta
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Burning Man, cos'è l'esperienza più radicale del pianeta

Non è solo un semplice festival, è molto di più: stiamo parlando di una vera e propria comunità che, ogni anno, si riunisce della città immaginaria Black Rock City
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Ogni anno tra la fine di agosto e l'inizio di settembre prende vita Black Rock City, una città fuori da ogni immaginazione nel cuore del deserto del Nevada. Qui è dove, dal 1991, si tiene il Burning Man, festival rivoluzionario dedicato "alla comunità, all’arte, all’espressione personale e all’autosufficienza", come dicono i suoi organizzatori. In realtà, tutto questo ha inizio molto prima quando, nel 1986, Larry Harvey e Jerry James festeggiavano il solstizio d'estate bruciando sulla Baker Beach di San Francisco un enorme pupazzo di legno, da cui il nome Burning Man. Sono loro i fondatori del festival più anarchico del pianeta che, ogni anno, attira a Black Rock City migliaia di persone, la città immaginaria che viene smantellata, sempre, alla fine di ogni edizione.
 

Perché per partecipare al Burning Man è bene sapere che ci sono delle regole da rispettare, non è un'esperienza all'acqua di rose. Larry Harvey, forse per timore che questa manifestazione perdesse, col tempo, la sua vera natura, nel 2004 ha stilato i 10 principi del Burning Man: inclusione radicale, dono, demercificazione, autosufficienza radicale, autoespressione radicale, sforzo comune, responsabilità civica, non lasciare traccia, partecipazione e immediatezza. E il "non lasciare traccia" è l'esatto motivo per cui la città viene sempre distrutta. Per rispettare in pieno questa regola dopo la fine del festival viene sempre incaricata una squadra per ripulire tutto, la Play restoration crew: per circa un mese setaccia l'area dove sorgeva la città in cerca di qualunque traccia da eliminare. Inoltre, a Black Rock City non sono ammessi i soldi: nulla di può comprare (esclusi ghiaccio e caffè) e ogni scambio avviene attraverso il baratto.
 

L'edizione 2018 del Burning Man sarà dal 26 agosto al 3 settembre e, come ogni anno, c'è un tema: questa volta è Io, Robot. E se pensiamo alla meraviglia delle installazioni degli anni precedenti, questo tema è pane per i denti di tutti gli artisti partecipanti. Se volete vivere un'esperienza irripetibile, sappiate che i biglietti non costano meno di 350 Euro e che, a parte il ghiaccio e il caffè, dovrete pensare a tutto voi (sì, acqua compresa, che nel deserto potrebbe essere decisamente necessaria). Ma ne vale davvero la pena.

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