Fashion

5 collezioni dal NABA Fashion Show 2019

"So Young So Old" è il tema dello show alla NABA: 5 collezioni del Triennio di Fashion Design
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“A” 

La prima lettera dell’alfabeto è il titolo della collezione presentata. L’inizio, “A”, vuole essere per Andrea De Luca un inizio sulla quale affondare le proprie fondamenta. La sua collezione menswear riflette la nuova visione dell’uomo contemporaneo costretto a circondarsi da dispositivi e strutture per sopravvivere al cambiamento climatico. “A” indica anche l’aria con la quale vengono plasmati i volumi delle sue creazioni, il designer infatti esamina il rapporto di co-esistenza tra corpo e abito. Il suo progetto di tesi nasce dai concetti elaborati nelle installazioni di Hongtao Zhou e Tomàs Saraceno che indagano il rapporto tra architettura e ambiente. Educato dalle teorie filosofiche, il pensiero di De Luca si astrae a sufficienza per generare una collezione concreta con l’intento di celebrare il vuoto, la dimensione immateriale tra abito e corpo. La silhouette rivisita la tuta da palombaro e le life-vest in chiave contemporanea, entrambe utilizzate in funzione originaria per riparare il corpo. Il prodotto finale è stato elaborato con tessuti tecnici leggeri e pesanti: all’interno di alcuni capi sono state installate delle camere ad aria che permettono al capo di modificare il loro volume inconsistente. Il titolo “A” della sua collezione rappresenta metaforicamente il suoi 3 anni: la lettera è composta da tre linee, ognuna delle quali rappresenta uno dei tre anni del percorso accademico, poste insieme, formano una struttura stabile sulla quale continuare il suo percorso.

Abstracted 

Giada Di Ciommo durante il Fashion Show di NABA ha ricevuto il Premio Creative Collection assegnato dall’azienda Benetton. Il tema della sua collezione affonda i suoi riferimenti nella figura della donna dandy, comunicando il gusto trasgressivo e non conforme agli stereotipi della femminilità. Una collezione che rappresenta un’esasperazione del modo di vestire come protesta verso una società non apprezzata. Trasportata da un’ideologia ben definita, la designer si lascia guidare anche dal mondo contemporaneo dell’arte, dove l’asetticità e il manierismo dell’arte tradizionale danno spazio all’esaltazione creativa dell’artista. Citando D’Annunzio: “Bisogna fare della propria vita come si fa un'opera d'arte. Bisogna che la vita d'un uomo d'intelletto sia opera di lui. La superiorità vera è tutta qui.” è forse la più esatta chiave di lettura della collezione. Tra le sue muse cinematografiche: Marlene Dietrich e Khatarine Hepburn hanno dimostrato senza dubbi il fascino e la seduzione attraverso la loro personalità e il loro gusto di trasgredire la femminilità. Le tonalità sono principalmente fredde, color carta da zucchero, oliva e i neutri accostati a tonalità più calde come il rosso terracotta e il rosso brillante. La mano dei tessuti è invernale, lana cachemire e gessati di fresco lana sono però accostati al popeline e la crêpe di seta. 

Foreign

Le origini filippine di John Lloyd Palomares incontrano la cultura italiana nella suo prodotto di tesi. Una collezione introspettiva che rivela il periodo della sua infanzia trascorso nelle campagne dell’arcipelago filippino. Foreign descrive alla perfezione il suo background, il contesto wild vissuto durante la sua infanzia contrapposto al territorio urbanizzato di Milano, “casa” da ormai 18 anni. La vita spensierata, il divertimento e l’artigianalità divengono così i suoi valori, pilastri portanti che l’hanno accompagnato alla realizzazione della collezione. Nel corso del Fashion Show di NABA, John Lloyd Palomares ha ricevuto il premio Best Textile assegnato dall’azienda Mantero. Ispirato dalla quotidianità e alla semplicità di ciò che lo circonda ha creato una collezione che contrasta le trasparenze dell’organza di seta plissettata con tessuti meno raffinati come il gabardine di cotone e i tessuti realizzati completamente a telaio. Le campagne immerse nel verde i fiori e la terra bruciata, diventano le tonalità trasferite nei dettagli tridimensionali in lana tagliati a diversi livelli. L’accessorio centrale è il cappello di paglia grezza a tesa larga un chiarissimo riferimento al mondo agricolo.

Tomboyish

La collezione di Xhuljano Malaj nasce da una ricerca iconografica del passato e dal suo interesse per lo street style. Concentrandosi sul concetto di abbigliamento maschile introdotto nel guardaroba femminile sviluppa una ricerca specifica sulla figura seducente e misteriosa di Marie Magdalene Dietrich. Ispirato dalla trasgressione dell’attrice e cantante tedesca crea una collezione libera da differenze e disparità. Nel primo bacio omosessuale della storia cinematografica, inciso sulla pellicola di Morocco, la celebre attrice era vestita da uomo con tanto cilindro e smoking; la scena aveva alimentato le fantasie maschili e femminili creando l’immagine di una “Donna che persino le donne possono adorare”. da lì a poco i vestiti maschili della musa divennero un’uniforme. Tomboyish si sviluppa intorno al capo iconico indossato dalla Dietrich: la giacca, viene sviluppata in diverse forme, una volta in un trench, un’altra in un cappotto e in altre in giacconi, arricchiti successivamente da accessori utility. I volumi vengono svuotati e decostruiti, per poi essere stratificati e accentuati dalle imbottiture industriali. Il cappello a cilindro si scompone diventando un accessorio distintivo per il designer.

_Kigenskin_ (l’origine della pelle) 

Il progetto di tesi di Alessandro Della Cella è una collezione in cui personaggi indossano delle uniformi permanenti come se fossero la prima parte del corpo. L’interesse per la cultura orientale si lega così alla sua seconda passione, quella per i Manga. 
Della Cella immerso nella sua minuziosa ricerca, si è ispirato ai designer giapponesi e ha elaborato volumi del tutto inaspettati. All’interno degli abiti sono state cucite delle calamite utilizzabili per le chiusure e per le operazioni di styling. Studiatissima la camicieria, con manica a kimono giapponese e i cannoncini nascosti sul fronte in cui sono stati inseriti due nastri calamitati al posto dei classici bottoni o zip. I materiali impiegati raccontano perfettamente il mix tra perbenismo e ribellione, in questo modo, il naturale si fonde al sintetico nel loro utilizzo: nylon, lana per la maglieria e ovatta ecosostenibile per le imbottiture. La palette è ricca, combina i colori saturi e brillanti, che dosati con equilibrio vengono affiancati ad altri più tenui, mentre le grafiche disegnate ex-novo dal giovane designer sono un elemento cadine della collezione. La stampa diventa lo strumento perfetto per restituire il suo interesse per i fumetti giapponesi alla collezione.

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