Fashion

La storia di un mito intramontabile: il bikini

Quello che oggi è un costume di uso comune, un tempo seppe essere l'inzio di una nuova rivoluzione
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Alzi la mano chi di voi non ne ha (almeno) uno da sfoggiare nei giorni d'estate: di cosa stiamo parlando? Del mitico costume a due pezzi, nostro signor bikini. Un costume da bagno composto da un paio di culotte sgambatissime e da un reggiseno microscopico, quasi inesistente. Se oggi ci sembra normalissimo indossarlo, non lo era altrettanto quando è stato creato. La storia del bikini, infatti, parla chiaro e tondo: se prima non ci fosse stata la rivoluzione del guardaroba femminile con l'abolizione di corsetti e crinoline, se prima non ci fosse stata Coco Chanel e la sua volontà di liberare la donna, molto probabilmente il bikini non sarebbe mai venuto alla luce. Nato nel 1946, la paternità dell'idea è da trovare in due figure di spicco dell'epoca. Se a inventarlo fu Heim, stilista di grido del tempo, a portarlo alla ribalta fu Louis Réard, allora pressoché sconosciuto. Il primo chiamò la sua invenzione Atome, augurandosi che avesse un successo esplosivo. Ma così non fu, perché il 3 luglio dello stesso anno venne ribattezzato Bikini da Réard, in nome dell'atollo del Pacifico in cui, pochi giorni prima, gli Stati Uniti avevano dato luogo ai loro esperimenti nucleari.

Il successo, questa volta, fu davvero enorme: le donne di tutto il mondo, soprattutto le più giovani, iniziarono a indossarlo con disinvoltura, mostrando con fierezza le proprie imperfezioni, ora sotto gli occhi di tutti. Un costume che, se negli anni a seguire venne criticato per l'eccessiva mercificazione del corpo, al tempo della sua nascita veniva inteso come un vero e proprio manifesto femminista. Della serie "sono una donna, sono libera, perché nascondermi?". I primi modelli, spesso realizzati all'uncinetto, erano caratterizzati da decori naif, coloratissimi e spumeggianti. 
 

Gli anni '70 vedono l'evoluzione completa del bikini, in tutte le sue versioni: il bikini string, letteralmente "nastro" e dalle dimensioni iper ridotte, lo slip a forma di triangolo sul davanti e il tanga di origine brasiliana. A contribuire al mito di questo abbigliamento leggendario, diverse dive del cinema: indimenticabile Marilyn Monroe nel suo due pezzi bianco, ma anche Sophia Loren con le sue curve voluttuose. Senza dimenticare, poi, Ursula Andress nelle vesti di bond girl: la scena in cui esce dall'acqua, vestita solo di un bikini bianco, è passata alla storia. E non è difficile capirne il motivo.

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