Fashion

Angelina Vangor

In patria, l’indossatrice russa Angelina Vangor, 37 anni, è un’influente beauty blogger dalla prosa accattivante. Il suo sogno, oggi, è quello di creare una propria fragranza
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Giacca di pelle, Paul & Joe, tuta di lana, Dolce & Gabbana, berretto di pelle e dettagli di metallo, Claudie Pierlot, orecchini di oro rosa, Vhernier

Styling Donatella Musco
Foto di Erick Faulkner

L’appuntamento è al Park Hyatt di Parigi, l’hotel a due passi da Place Vendôme. Il profumo della città impregna l’aria ed è proprio di odori - vagamente percepiti e istantaneamente suggestivi - che Angelina Vangor inizia subito a parlare: «È tutta una questione di associazioni. Un particolare aroma, un certo odore, possono ricordarci qualcuno, ma anche suscitare uno specifico sentimento». Come l’euforia, la malinconia e l’indifferenza. I teoremi di Angelina a proposito delle essenze sono frutto dei casi della vita più che della sua breve esperienza come blogger specializzata: «Per lungo tempo ho pensato che i profumi fossero solo fragranze, che non rimandassero a niente di speciale. Ma un giorno, casualmente, sono stata colpita dall’odore di un passante per strada e lì ho capito, invece, quanto possano essere evocativi. Quel tizio indossava la fragranza prediletta da mio fratello, che purtroppo è scomparso. In un solo istante mi sono tornati alla mente tantissimi ricordi». Quell’evento, proustiano, è stato una sorta di elettroshock per la modella moscovita. Angelina ha iniziato a divorare libri sulla profumeria, ha voluto conoscere grandi nasi quali Bertrand Duchaufour ed Emmanuel Philip, e ha finito per creare la sua personale bibbia digitale dedicata ai profumi: «A poco a poco, il blog ha preso sempre più spazio nella mia vita.

Continuo però a lavorare come indossatrice per marchi come Eleganzza, il cui direttore artistico è un mio caro amico». Angelina Vangor, modella e blogger, può ormai fregiarsi del titolo di influencer grazie agli 80.ooo follower su Instagram. Le nature morte con flaconcino punteggiano un feed ultra-barocco in cui le rouches degli abiti di Dolce & Gabbana competono con gli accessori di Fendi, Coach o Jacquemus, il suo stilista francese preferito: «Parigi è la capitale della moda, tutto inizia qui. Ho viaggiato molto, in tutto il mondo, ma la Francia è il paese in cui torno più spesso. Mi piace passeggiare per Parigi, scoprire le novità e captare lo spirito dei tempi vagando semplicemente per le strade». Vorrebbe potersi fermare in Francia per qualche mese, avere il tempo di frequentare una scuola di profumeria e incrementare così la possibilità di lanciare in futuro una sua fragranza: «Mi piacerebbe molto creare un mio profumo. Ho accumulato una grande quantità di conoscenze, ma non ne so ancora abbastanza per fare da me. Conosco di persona e ammiro molti profumieri, dei veri maestri che potrebbero aiutarmi». Chi di loro in particolare? Annick Ménardo, la creatrice di “Lolita Lempicka” per l’omonima Maison, di “Body Kouros” per Yves Saint Laurent - il profumo preferito di suo fratello - e di “Hypnotic Poison” per Dior, la fragranza che lei stessa indossa quotidianamente: «Adoro le note penetranti, gli aromi orientali. Penso che il mio primo profumo sarà una creazione unisex a base di muschio e di incenso, i miei ingredienti preferiti». Il futuro ci dirà se questa ragazza è dotata di naso.

Hair stylist Anaïs Lucas Sebagh. Make up artist Sergio Corvacho.
Assistenti fotografo Nassim Guizani e Rémi Procureur. Assistente stylist Florine Da Silva

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