interviste

#TalkingWith Sophie Guillon, CEO di Valmont group

Il CEO del gruppo beauty racconta la nuova avventura nel mondo delle fragranze e il legame con la città di Venezia, culla del profumo. Scelta dalla maison di skincare come sede della sua fondazione d’arte e per dare il nome alle sue, olfattive, Storie Veneziane.
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“Creiamo profumi di carattere... Eleganti e capaci di regalare un piccolo choc, ma sempre con un’alta percentuale di chicness. Diciamo che mi piace essere la curatrice di un viaggio olfattivo in cui accompagno i miei clienti, educandoli al nuovo e al bello”. A parlare è Sophie Guillon, CEO di Valmont Cosmetics ma soprattutto anima delle fragranze del Gruppo Valmont, annodate da un fil rouge evocativo: Storie Veneziane. Perché il progetto olfattivo della maison cosmetica, di cui Didier Guillon è presidente, rende omaggio a una città italiana, Venezia, con cui Valmont ha iniziato una conversazione articolata e composita, tra beauty e fragranze, arte e storia.

L'Officiel Italia: Che cosa ha spinto Valmont group a esplorare il mondo delle fragranze top dopo aver costruito una grande, e importante, storia nell’universo dello skincare?
Sophie Guillon: Tutto è iniziato con un’idea semplice: potenziare la distribuzione e creare le nostre boutique, La Maison Valmont, all’interno delle quali proporre il nostro universo di skincare e maquillage aggiungendo anche il plus dei profumi. Sviluppare le fragranze è stato uno step strategico importante per lo sviluppo del marchio che abbiamo deciso di sviluppare al meglio quando io e mio marito (Didier Guillon, ndr) ci siamo divisi i compiti: io mi sono concentrata sulla comunicazione, sul marketing e sullo sviluppo prodotto, lui sulla creazione estetica ed artistica, oltre a diventare il patron della Fondation Valmont che è un piccolo gioiello nel cuore di Venezia. E insieme abbiamo costruito il progetto olfattivo di Storie Veneziane.

LOI. Prima accennava all’apertura a breve di boutique monomarca dedicate all’universo Valmont...
SG. Si... Una è prevista a Milano, doveva essere inaugurata quest’anno ma a causa del Covid-19 abbiamo dovuto posticipare l’apertura tra il 2021 e il 2022. Una, invece, sarà aperta a stretto giro a Parigi, nelle vicinanze di Place Vendôme. Altre boutique La Maison Valmont sono già presenti in molti paesi del mondo.

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LOI. Piccolo step back al progetto Storie Veneziane... Come è nato e che cosa vi ha ispirati nel crearlo?
SG. Storie Veneziane è una collezione di bijoux de parfum, come amiamo chiamarla noi. Didier ama tutto ciò che è legato alla sfera estetico-visuale, io sono più affascinata dalla materia. Così ci siamo divisi i compiti. Lui ha lavorato sulla boccetta pensata in collaborazione con alcuni maestri artigiani di Murano. E io sono tornata al mio primo amore, quello per i profumi visto che ho iniziato la mia carriera lavorando per importanti marchi internazionali e creando diverse fragranze. L’idea alla base? Rendere omaggio a Venezia, una città magica, una casa e soprattutto la culla del profumo perché qui è nata la storia della profumeria, anche se i francesi sono riusciti a “rubare” questo concept e a farlo diventare loro, trasformandolo in un business. In realtà Venezia è la madre primogenita della profumeria, essendo uno snodo tra Occidente e Oriente e avendo una cultura legata alle essenze e alla loro unione. Essendo anche una culla dell’arte, quando abbiamo pensato alla nostra fondazione per l’arte contemporanea abbiamo voluto che fosse qui. Trovato lo spazio adatto è stato naturale iniziare questa avventura: abbiamo acquistato e rinnovato Palazzo Bonvicini, che ora diventerà Palazzo Nobile ovvero il Palazzo dei profumi del gruppo Valmont ed ospiterà anche le mostre d’arte della Fondation Valmont.

LOI. E oggi siete già al secondo appuntamento con Storie Veneziane...
SG. Sì, la prima collezione è del 2018 e l’abbiamo chiamata Storie Veneziane ACT I. Un progetto incredibile, una sorta di gioielleria olfattiva o un pezzo d’arte da indossare, perché la collezione era composta da cinque estratti di profumo. Meravigliosa ed estremamente luxury. Nel 2020 è nata Storie Veneziane ACT II, articolata in due famiglie. Da una parte Palazzo Nobile, sei eau de toilette per tutti i giorni, quotidiane, fresche e molto adatte all’estate. Dall’altra Collezione Privata: tre eau de parfum iperfemminili creati partendo da tre tipologie di donne differenti, studiati per rendere omaggio ai loro capricci e alle loro necessità.

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LOI. E a che donne ha pensato per costruire le avventure olfattive di Collezione Privata?
SG. Di base ho pensato a quelle donne che amano un profumo un po’ speciale e unico, che racconti il loro carattere, il loro io profondo. Così è nato Jazzy Twist, dedicato a una donna un po’ frivola e sempre allegra, gaia, leggera e un po’ impertinente. Si tratta di un profumo fresco, fiorito e con note piccanti ma con un fondo caramello. Ecco se ci penso il fondo di questi tre profumi è sempre dolce e gourmand, caloroso e voluttuoso. La seconda donna, quella di Lady Code è super elegante, con uno stile impeccabile. Una donna che sotto la sua apparente impassibilità nasconde una personalità solare e attraente. Un profumo cipriato gourmand con note di pepe rosa, gelsomino d’Arabia e mandorla croccante. La terza figura femminile, quella di Private Mind, è più celebrale, algida. Come certe donne che si possono incontrare a Mosca, difficile da percepire un po’ fredda, intellettuale e molto decisa nelle sue idee, ammantata da un po’ di mistero.

LOI. Con la situazione globale profondamente trasformata a causa del Covid-19 e una progressiva digitalizzazione anche del mondo del lusso, voi come vi state orientando per Valmont e per il progetto Storie Veneziane?
SB. Per noi il digitale era molto importante prima e lo è ancora di più adesso. Abbiamo investito molte delle nostre forze sul web, dove abbiamo implementato anche esperienze per comprendere e scoprire il profumo perfetto a seconda della persona, attraverso una serie di test. In questo periodo di lockdown abbiamo anche sviluppato e ampliato il gaming e la formazione della nostra community con una serie di masterclass, di video e di tutorial. E lo stesso siamo facendo sui social potenziando la nostra community di influencer e amici della Maison Valmont. Proprio sui social abbiamo anche sviluppato una serie di Instagram talk con alcuni partner editoriali selezionati e qualificati, come quello che faremo con L’Officiel Italia il prossimo 10 giugno alle ore 17,30, proprio per raccontare tutto il nostro mondo.

LOI. In questo post lockdown, quali sono le fragranze che meglio potrebbero aiutare il consumatore a vivere questo momento?
SG. In questo momento credo che per combattere un sentimento latente di incertezza, timore e tristezza occorrano delle fragranze fiorite, che siano un’esplosione di vita. L’essere umano è nato per socializzare e per vivere insieme agli altri. Occorrono fragranze che diano un’iniezione di coraggio e di positività, fragranze che sprigionino libertà a natura. Penso a Bright Poppy della collezione Palazzo Nobile, che è un fiorito agrumato, frizzante ed energetico. O anche a Casanova 2161 della stessa famiglia: un nuovo profumo maschile che è legnoso e aromatico, seducente e carismatico, pronto a rivelare lo spirito più sauvage dell’essere umano. O ancora Secret Bamboo, un’esplosione di natura: l’erba, i fiori, la freschezza.

LOI. Un'ultima domanda... Quale è il suo sogno per Storie Veneziane?
SG. Il mio sogno è un sogno un po’ più ampio: vorrei tornare a vivere in un mondo fatto di contatti umani perché sono quelli che mi aiutato a creare. Per immaginare un profumo ho bisogno di innescare un dialogo con i miei clienti, ho bisogno di leggere nei loro occhi che cosa pensano, che cosa succede nel loro cuore quando sentono un mio profumo. Non scrivo un racconto olfattivo per me stessa ma per gli altri. Voglio che il mio prodotto evochi emozioni, che sia uno specchio con cui riflettere le mie idee: idee che partono anche dalla testa e crescono dialogando con i clienti.

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