interviste

Federico Pepe e Jacopo Benassi

by Rosie Gaunt
09.02.2017
"Ci siamo chiesti come potevamo produrre un disco senza saper fare musica"

Nella trascurata via Paisiello, a pochi passi da Corso Buenos Aires, c’è un palazzo liberty di cui chiunque si sorprenderebbe, se non avesse già capito che Milano è una città di bellezze nascoste. Qui, negli anni quaranta, si riunivano i futuristi della città. Oggi il palazzo, tornato all’antico splendore grazie al restauro di FuturDome, ospita di nuovo due dei più grandi artisti milanesi di questo millennio:è, infatti, la nuova sede di Le Dictateur di Federico Pepe e Jacopo Benassi.

Ma Le Dictateur è nato a Napoli, dove Federico e Jacopo si sono incontrati e hanno iniziato a collaborare per il primo numero della rivista. Dopo dieci anni di vita è ancora “la stessa roba”, dice Federico, anche se sono cresciuti con uno spazio espositivo e una casa editoriale. “L'approccio a certe cose non cambia mai, ma il contenuto è ovviamente sempre inedito e sorprendente. Sempre un potenziale suicidio, ma alla fine si vive. Succede sempre qualcosa di magico”. Ma, non vedendolo da fuori, non ha la giusta prospettiva: “per me vuol sempre dire gambe del tavolo della cucina alte come cipressi”. È ugualmente elusivo riguardo al futuro. Aspettiamoci “qualunque cosa” da Le Dictateur: Federico è “in mood prostituzione.”

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Foto di Jacopo Benassi
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Foto di Jacopo Benassi
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Foto di Jacopo Benassi
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Foto di Jacopo Benassi
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Foto di Jacopo Benassi

Per adesso Federico e Jacopo pensano e si godono il successo di ieri sera, l’inaugurazione della nuova sede e l’anteprima, nell’occasione, di un loro progetto non firmato Le Dictateur: COCO N.5 “RISE OF THE VOID”. Il progetto è di un disco che unisce musica e videoarte. “Siamo molto appassionati di musica” spiega Federico “ma ignoranti dal punto di vista della produzione musicale”. Allora pensandoci (perché è “da una vita” che non vede o sente ispirazione”), hanno creato “una situazione che ha come conseguenza la musica. Ci siamo chiesti come potevamo produrre un disco senza saper fare musica".  Aggiunge Jacopo: “volevamo fare lavorare i musicisti in maniera diversa da come succede di solito nei video clip. Ci piaceva un approccio tipo colonna sonora, ma tenendo l'approccio al video clip”. Così nel montaggio degli otto video che fanno parte del progetto (tutti girati nel Parco Archeologico di Paestum, diretti e sceneggiati da Federico, con Jacopo come attore protagonista) è escluso il sonoro e l’opera accoglie di volta in volta il pezzo originale di un compositore, creato partendo dal potere evocativo delle immagini. Un potere che affascina Jacopo, fotografo,  che ha appena pubblicato il libro “Gli aspetti irrilevanti” con il regista Paolo Sorrentino, in cui Sorrentino crea 23 racconti partendo da 23 ritratti di Benassi. Ed è proprio dal cast de “Il Divo” di Paolo Sorrentino che arriva la colonna sonora di COCO N.5 “RISE OF THE VOID”: il compositore Teho Teardo, “un grande professionista e amico” di Jacopo ne compone i suoni. "Lavorare con Teho", dice Jacopo, “è un'esperienza unica: è un artista capace di trasportarti completamente nel suo mondo”. Un mondo di cui, ieri sera, anche il pubblico di Milano ha avuto la possibilità di partecipare perché Teho si è esibito in una performance live durante la proiezione del video.

 

 

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