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Nel blu di Turbo, ecco dove fermarsi per la Milano Fashion Week

Un pranzo, una cena, oppure un brunch accompagnato da drink di qualità. Turbo è il nuovo place to be milanese.
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Inafferrabile, profondo e avvolgente. È il blu che mette il Turbo e vi immerge in uno spazio non convenzionale fatto di sostenibilità, moda e design, uniti grazie a quei medium unici che sono il cibo e il buon bere, capaci di creare sempre il giusto mood conviviale. Da Turbo, locale milanese di recente apertura, si coltivano relazioni grazie al servizio, sempre preciso e attento. Il personale di sala e di cucina, giovanissimo (il range di età è compreso tra 22 e 33 anni), è formato per non nascondersi dietro allo schermo di un tablet, ma guardare sempre il cliente negli occhi, facendolo sentire a casa.

Lo spazio non convenzionale di Turbo

In effetti, accomodati sugli sgabelli –rigorosamente blu- dei due grandi banconi che dominano la sala, ci si trova di fronte ai bartender, pronti a osservarne ogni movimento e cogliere quei piccoli dettagli liquidi che pian piano si sommano colmando il bicchiere. “La nostra idea di hospitality rende il servizio più personale, creando un rapporto diretto col cameriere, ancora fondamentale e, a nostro parere, insostituibile in qualsiasi locale” racconta il socio Maximiliano Ruiz, responsabile dell’anima food&beverage di Turbo. “Da qui la scelta di realizzare un bancone che non ha distacco tra barista e cliente, dove tutti sono allo stesso livello e ogni elemento è a vista per dare una sensazione conviviale e rassicurante su ciò che si sta per consumare. È come se fosse la cucina di casa dove ti ritrovi con gli amici”.

Di certo una casa dall’animo fashion, grazie alle divise per il personale realizzate in esclusiva da Sunnei, giovane realtà milanese guidata da Simone Rizzo e Loris Messina, la cui sinergia arriva dalla collaborazione con Acapulco, agenzia di produzione da cui nasce Turbo. “L’estetica lineare di Sunnei incontra quella dell’interior del nostro locale e si rivela nei tagli squadrati e ampi su pantaloni e giacche” racconta Roberto Pasquali, socio del locale. “Il dettaglio speciale? Un bottone blu che mantiene un concetto di no-logo donando al contempo un tocco personalizzato agli abiti”. A completare le divise, le scarpe marchiate Converse.

Le sinergie tra persone e spazio, oltre alla moda, sono rese ancor più forti dalla modularità con cui Turbo è stato progettato. “Nato con l’idea di ospitare diverse tipologie di eventi, può essere personalizzato grazie a un impianto di illuminazione che offre la possibilità di cambiare lo spettro cromatico della diffusione della luce e il relativo movimento” conferma il terzo socio, Clay Schirone. “Il tutto abbinato a un sound system Void, per offrire un allestimento acustico di qualità”.

Il menu di Turbo

Tra paesaggi luminosi e landscape sonori, la ricerca di Turbo prosegue anche dentro ai piatti e ai bicchieri, grazie a ingredienti italiani provenienti da produttori altamente selezionati. Non si tratta di chilometro zero, ma di acquisti consapevoli, che seguono principi di sostenibilità, etica e rispetto della filiera. Un esempio? La ricetta del Vitello Tonnato, realizzata con il Vitellone di Bordona, Cascina nel lodigiano che pratica un allevamento etico. Cotto a bassa temperatura e servito con salsa tonnata, estratto di rafano e spuma di basilico, sorprende per il suo aspetto contemporaneo per poi rassicurare il palato con il gusto pieno e riconoscibile di ogni ingrediente.

In attesa dell’uscita della carta autunnale, ecco svelate in anteprima alcune novità food. A cominciare da un assoluto di pomodoro, ricetta caratterizzata da un unico ingrediente, presentato in sette modi differenti. Dalla gelatina di datterino giallo, al pomodorino confit, a quello ripieno di burrata si passa poi al pomodoro fermentato, il Camone marinato con peperoncino sale aceto e olio. Chiudono un gel di pomodoro, una salsa cotta a bassa temperatura e la nota croccante del basilico fritto, tutto in un solo piatto ben equilibrato, con cui risulta piacevole iniziare la cena.

La tradizione contemporanea come dedica a Milano

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Dalla tradizione milanese arrivano le successive portate, come il riso al salto impreziosito da una battuta di gambero rosso lasciata al naturale, una crema di provola affumicata, una bisque in gel e polvere di olive taggiasche. Un piatto che non si dimentica facilmente, preambolo perfetto per la Cotoletta alla milanese, servita alta e con l’osso, dopo una cottura a bassa temperatura con burro chiarificato. La croccantezza della panatura è data dall’unione di pangrattato e panko, esaltate dalle salse home made servite a parte: maionese e ketchup ridotto per tre volte con zenzero, cardamomo, peperoncino e cipolla, dove tuffare delle croccanti patatine fritte con tanto di buccia.

Per concludere in dolcezza, è facile lasciarsi tentare dal tiramisù con la sua forma a metà tra un savoiardo e un éclair, preparato con biscotto di pastafrolla, mascarpone, gelatina al caffè amaro e una golosa ganache.

Turbo è anche Pizza

Pizze al padellino e gourmet farcite con prodotti Slow Food. Nel menu di Turbo non potevano mancare anche ricette sfiziose realizzate da Michelangelo, maestro panificatore che si dedica quotidianamente alla preparazione di tutti gli impasti. Per l’autunno arriveranno sei nuove pizze con ingredienti di eccellenza come la Mortadella di Simona Scapin e la Salsiccia di Bra. Una piccola anteprima? Una ricetta sarà a base di spuma di Bagòss (formaggio bresciano) e scampo crudo, mentre la pizza più classica diventerà una “Margherita Neo” con pomodoro ristretto e basilico fritto croccante.

Adesso non resta che fare un salto al numero 4 di Via Andrea Ponti e perdersi nei colori di Turbo. Perché anche il blu più intenso ha le sue sfumature, proprio come le tante differenti anime di questo locale.

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