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Le migliori cantine toscane tra Montalcino e Grosseto

Passando dalle colline senesi alla provincia di Grosseto si trovano sette tra le più affascinanti cantine toscane
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Tra Montalcino, Bolgheri, Suvereto e Castiglione della Pescaia si producono i grandi vini toscani famosi in tutto il mondo come il Brunello oltre che inedite Cru di rosé e bianchi dai profili aromatici fruttati. In questi luoghi, oltre alle vigne sono le architetture a essere protagoniste, grazie all’impiego di materiali che si armonizzano con il paesaggio circostante e alle firme di grandi progettisti come Mario Botta. Qui una selezione di sette cantine toscane da visitare assolutamente per un itinerario tra le province di Siena, Livorno e Grosseto

Castello Banfi, Montalcino (SI)

A sud di Montalcino, sul confine con la Val d’Orcia, il Castello Banfi domina la campagna toscana. Proprietà della famiglia Mariani dal 1978, è il luogo per eccellenza del Brunello, con oltre duemila ettari di coltivazioni a vigneto circondate da boschi e uliveti. La cantina presenta le più avanzate tecnologie per preservare la ricchezza delle uve e punta tutto sulla ricerca del legname, materia indispensabile per l’affinamento dei vini. Le oltre 7000 barrique e le botti sono collocate in un’area dove la vinificazione procede con i suoi lenti ritmi naturali e crea i grandi vini rossi di Banfi, conosciuti in tutto il mondo grazie alla loro potenza e longevità. A fianco delle aree produttive, il Castello di Poggio alle Mura è stato completamente ristrutturato per accogliere turisti enogastronomici, mentre il Castello Banfi — Il Borgo dispone di 14 stanze luxury per pernottare all’interno della tenuta. Le visite guidate si compongono di un tour in cantina e si concludono con degustazioni di Rosso di Montalcino, Brunello di Montalcino Castello Banfi e Poggio all’Oro, insieme ad assaggi di salumi e formaggi locali nell’Enoteca Banfi, oppure con pranzi al ristorante La Taverna e cene sotto le affascinanti volte della Sala dei Grappoli.

Image Credits I. Franchini

Ornellaia, Bolgheri (LI)

I famosi cipressi di Bolgheri cantati da Carducci sono gli stessi che ancora oggi fanno da cornice al borgo della Maremma livornese famoso per la produzione di vini rossi Supertuscan. La Tenuta Ornellaia, dal 1981 dedica grande attenzione alla fase di vendemmia, procedendo all’assaggio delle uve per verificare la maturazione dei tannini e individuare la migliore tecnica di vinificazione di ogni singolo terroir. Qui i differenti Cru sono lasciati a fermentare in modo individuale per preservare le singole caratteristiche del vitigno, importanti per determinare il complesso aromatico dei blend, assemblati dopo almeno un anno di affinamento in botte. Il terreno di origine alluvionale e vulcanica, insieme al clima marittimo dato dalla vicinanza del Mar Tirreno, crea delle aree dove le uve rosse e bianche possono esprimere al meglio il proprio potenziale. Una visita guidata alla cantina e ai vigneti storici rappresenta solamente il preludio alla degustazione delle migliori etichette di Ornellaia come gli Ornellaia Rosso e Bianco, Le Serre Nuove e Le volte.

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Petra, Suvereto (LI)

Tra Grosseto e Livorno, nel cuore della Val di Cornia, nel 1997 Francesca e Vittorio Moretti hanno acquisito una tenuta maremmana di 60 ettari dotata di un grande potenziale enologico e immersa in una riserva naturale. Grazie al lavoro di Attilio Scienza, la coltivazione si è concentrata da subito su Cabernet Sauvignon, Merlot e Sangiovese, tre vitigni ideali per esprimere al meglio le caratteristiche del terroir, oltre che su Syrah e Petit Verdot. Parallelamente è avvenuta la costruzione della cantina (inaugurata poi nel 2003) con un progetto dell’architetto Mario Botta diventato il segno distintivo di Petra, riconoscibile anche sulle etichette dei vini e ispirata al disegno delle ville toscane, reso monolitico grazie all’impiego di pietra rosa della Lessinia. La struttura dalla forma circolare nasconde al suo interno una struttura che favorisce la lavorazione dell’uva per gravità. Dal 2014, grazie al lavoro di Giuseppe Caviola, i vini diventano una rappresentazione più contemporanea del territorio, grazie al rispetto della biodiversità e alla riduzione di tutti i processi meccanici di lavorazione che consentono di trasferire in bottiglia le caratteristiche aromatiche del territorio. Oggi, grazie alla Petra Experience è possibile esplorare la cantina partendo dal grande volume cilindrico di ingresso, per poi passare nella zona centrale con i serbatoi di vinificazione, nelle zone di pigiatura e poi attraversare una lunga galleria che attraversa la montagna. Il tour si conclude con il pranzo al ristorante della cantina, dove si possono degustare alcune etichette come il Petra, il Quercegobbe, il Colle al Fico, l’Alto e La Balena.

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Tenuta Ammiraglia Frescobaldi ,  Località La Capitana (GR)

Le brezze tirreniche arrivano fino a Magliano, il paese immerso nella Maremma Toscana scelto da Frescobaldi per produrre i suoi grandi vini. Inaugurata nel 2011 su progetto dell’architetto Piero Sartogo, la Tenuta Ammiraglia si è fatta notare fin da subito tra le realtà produttive di eccellenza del territorio, integrandosi perfettamente con l’ambiente circostante e armonizzandosi con le geometrie delle colline e dei vigneti. L’esposizione favorevole e la ventilazione permettono infatti di ottenere dei vini con un’eccezionale varietà e ricchezza di profumi. Abbracciando la filosofia “Cultivating Toscana Diversity”, qui come nelle altre sei tenute di proprietà, la famiglia Frescobaldi (attiva nel settore vitivinicolo dal 1300) lavora ogni giorno per mantenere inalterata la tipicità delle uve provenienti da diverse zone di produzione con l’obiettivo di valorizzare ogni singolo terroir. A Magliano si imbottigliano vini vivaci ed eleganti come Alìe Toscana IGT, un rosé prodotto con Syrah e Vermentino, Massovivo Toscana IGT, un Vermentino in purezza dalle note minerali e il Cru Aurea Gran Rosé Toscana IGT, raffinato e femminile dalla colorazione rosa tenue. La splendida architettura di Ammiraglia è visitabile su prenotazione tutto l’anno grazie a tour che abbinano passeggiate nei vigneti e in cantina a degustazioni guidate di vini e olio extravergine d’oliva come il Laudemio.

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Castello di ColleMassari, Poggi del Sasso (GR)

È grazie ai fratelli Maria Iris e Claudio Tipa se oggi ColleMassari rappresenta uno tra i più grandi Domaine toscani, con le sue quattro tenute Castello ColleMassari, Grattamacco, Poggio di Sotto e Tenuta San Giorgio. In particolare il Castello ColleMassari è nato nel 1998 all’interno della DOC Montecucco nell’Alta Maremma, ai piedi del Monte Amiata, dove gli sbalzi termici e la ventilazione costante rappresentano le condizioni ideali per lo sviluppo del Sangiovese. Qui la vendemmia avviene con grande cura, selezionando manualmente gli acini migliori, mentre la fermentazione prosegue in tinelli di legno tronco per le Riserve o in tini di acciaio con frollature soffici per gli altri vini rossi e bianchi. La cantina biodinamica è stata concepita con uno sviluppo verticale che segue i principi della bioarchitettura. Si sviluppa su quattro diversi livelli per consentire la movimentazione di mosto e uve per gravità, escludendo qualsiasi tipo di mezzo meccanico, mentre la conduzione agronomica dell’azienda è riconosciuta e certificata come coltivazione biologica. Anche in questo complesso di tenute l’ospitalità gioca un ruolo fondamentale e offre la possibilità di visitare le aree produttive e i vigneti, per poi rilassarsi immergendosi nel paesaggio toscano, come nella Tenuta di Montecucco, da cui si accede procedendo a fianco dei filari di cipressi secolari.

Tenuta Terenzi, Scansano (GR)

A Scansano l’azienda Terenzi, nata nel 2001, dispone di 150 ettari immersi nel cuore della Maremma oltre che di una cantina di oltre 3000 mq costruita attorno ai principi di ecosostenibilità. Armonizzandosi con il paesaggio non rinuncia allo stesso tempo alle ultime tecnologie puntando sul fotovoltaico e sull’agricoltura integrata ed è guidata nel processo produttivo naturale (dalla vendemmia all’imbottigliamento) da Giuseppe Caviola, tra i migliori enologi a livello italiano e internazionale. L’accoglienza è uno dei cardini fondamentali su cui ha puntato la famiglia Terenzi, nell’ottica di sviluppare il turismo enogastronomico della Maremma e far conoscere profondamente il territorio. La cantina è aperta tutto l’anno per visite guidate, grazie a un wine shop con un sommelier dedicato, una sala degustazioni e la Locanda, un vecchio casale ristrutturato con nove camere, cuore pulsante del Terenzi Wine Resort. Consigliata la degustazione del Morellino di Scansano DOCG, Bramaluce Maremma Toscana DOC e Purosange Morellino di Scansano Riserva DOCG.

Le Mortelle, Castiglione della Pescaia (GR)

Conosciuta come La Badiola fin dall’800, la zona di Castiglione della Pescaia che ospita la Fattoria Le Mortelle prende il nome dalle piante di mirto selvatico che crescono sulle coste maremmane. Proprietà della famiglia Antinori, questa tenuta si estende per quasi trecento ettari coltivati con Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Carménère, da cui si producono eleganti rossi che esprimono un potenziale varietale unico grazie allo sviluppo tardivo favorito dai terreni della zona, oltre a piccole percentuali di uve a bacca bianca come il Vermentino. La cantina dalla particolare forma cilindrica si snoda su tre differenti livelli dove avviene l’intero processo produttivo del vino, dalla ricezione dell’uva, alla vinificazione, fino all'affinamento in barrique, partendo dall’alto e scendendo verso il piano inferiore per gravità. La barricaia posta al piano interrato rappresenta un ambiente ipogeo costruito con materiali naturali e sfrutta la naturale termoregolazione del sottosuolo per mantenere costanti le temperature. Dall’esterno la costruzione si integra nel paesaggio grazie alla predominanza di legno, vetro e rocce che la rendono armonica con il territorio circostante. Una visita guidata permette di attraversare i diversi livelli della cantina, seguendo il naturale percorso del vino fino alla barricaia, per poi degustare alcune etichette come Botrosecco un rosso ricco e intenso dai sentori fruttati, Poggio alle Nane, Ampio delle Mortelle e Vivia, un bianco vibrante dal retrogusto agrumato.

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