Food

Le 3 migliori food experience del Fuorisalone 2017

by Penelope Vaglini
02.05.2017
Anche quest’anno il cibo ha accompagnato alcuni dei progetti in mostra al Fuorisalone, attraverso food experience e percorsi degustazione.

Nakuna, Aalto University

Nakuna è l’esibizione che ha celebrato i 100 anni di indipendenza della Finlandia, raccontando la profonda connessione che questa nazione e i suoi abitanti hanno con gli elementi naturali e con la foresta che ne disegna i paesaggi. Un simbolo di questo legame è rappresentato dal foraging, il rito di procurarsi il cibo direttamente in natura, grazie al quale ogni anno vengono raccolte grandi quantità di bacche, funghi ed erbe selvatiche, utilizzate poi per le preparazioni quotidiane. In questo modo, oltre a integrare ingredienti sani nella propria alimentazione, i finlandesi riescono a mantenere vivo il legame con la propria terra, forti delle loro tradizioni.

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Il Circolo Filologico Milanese, ha accolto il pubblico del Fuorisalone con LAAVU un rifugio dalle sembianze di una capanna, caratterizzato dai colori neutri tipici del mood scandinavo. Al suo interno, gli studenti della facoltà di Design dell’Aalto University, hanno offerto assaggi di materie prime raccolte nelle foreste poco prima dell’inizio della Design Week. La degustazione, composta da tre piccoli assaggi, iniziava con un cracker ricoperto da funghi, passando poi per delle bacche adagiate su un bastoncino di zucchero commestibile e terminando con un ghiacciolo di acqua purissima, congelato attorno a un ramoscello. I sapori della terra, ben riconoscibili al gusto, accompagnavano la freschezza degli ingredienti e venivano completati dalla dolcezza dello zucchero.

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Conscious café, Laila Gohar & Pepi de Boissieu

Con The Art of Good Food, al numero 32 di via Tortona, le Food Designer Laila Gohar e Pepi de Boissieu hanno dato vita al Conscious Café, un luogo dove riconnettersi con gli elementi naturali da cui traiamo nutrimento ogni giorno. La food experience basata sugli elementi Terra, Sole, Ossigeno e Acqua, mirava a stimolare i cinque sensi rappresentando lo scambio di energia tra le persone con ciò che le circonda. All’inizio del percorso, l’invito al rilassamento con cinque respiri profondi introduceva alla scoperta dell’elemento Acqua. L’idratazione è indispensabile per la sopravvivenza ed è stata rappresentata attraverso l’assaggio di alimenti composti da percentuali differenti di acqua, da provare in ordine crescente: partendo con l’olio allo 0%, passando ai cracker con semi di girasole, al formaggio bresciano Bagòss e concludendo con il melone all’88%.

Nella parte dedicata alla Terra, per sensibilizzare al consumo di prodotti locali, un assaggio di riso integrale e selvaggio uniti a quinoa, veniva arricchito da funghi provenienti dalle zone limitrofe di Milano, coltivati in loco tramite un sistema di germinazione. Il piatto poteva essere completato aggiungendo l’elemento dell’Ossigeno, con germogli misti ricchi di enzimi, che aiutano l’organismo a mantenere il suo naturale equilibrio favorendo la circolazione e riducendo la sensazione di fatica e stress. Nell'ultima parte della degustazione dedicata al Sole, si esaltavano le proprietà della disidratazione come elemento di conservazione. Un bicchiere di sunny tonic, bevanda al gusto di curcuma, ginger e succo di limone, accompagnava l’assaggio di pelli di frutti essiccate ai gusti di mela, fragola, frutto della passione, mango o dragon fruit.

Image courtesy Iris Humm

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Superfollies Wild breakfast, Arabeschi di Latte e Nobody&co

Nella location privata del Giardino delle Arti in via Palestro, Nobody&co e lo Studio Toogood hanno creato un angolo segreto di natura a tratti selvaggia, ma allo stesso tempo rilassante perché lontana dalle vie più frenetiche del Fuorisalone. Arabeschi di Latte ha curato la wild breakfast, servita ogni mattina all’interno di una piccola Follies e ideata dallo chef Franco Aliberti con prodotti provenienti dall’agriturismo La Florida di Mantello.

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Il pane rappresentava la preparazione principale della colazione ed è stato realizzato in tre differenti varianti utilizzando lievito madre e farine macinate a pietra. La prima pagnotta era a base di orzo e fieno, la seconda al tarassaco, silene, ortica e luppoli inseriti come filamenti interi nell’impasto, mentre grano saraceno e segale erano gli ingredienti principali della terza. All’interno di un pezzo di corteccia erano invece serviti grissini a base di curcuma e zafferano, mentre il pezzo forte era rappresentato da rotelle di pasta sfoglia alla barbabietola. La nota dolce della colazione era data da un biscotto a base di fave di cacao e cassia, dal profumo irresistibile e sapore molto intenso.

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