Fashion

Quanto inquina la moda?

Responsabile del 20% dello spreco globale di acqua e del 10% delle emissioni di anidride carbonica, è il secondo settore più tossico per l'ambiente: cosa possiamo fare per cambiare?
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Quanto inquina la moda? Che impatto ha il fashion system sulla salute dell'ambiente? E soprattutto, cosa possiamo fare noi per migliorare le cose? A mettere la questione nero su bianco è stata la Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite durante una conferenza in Svizzera e i dati emersi dalla discussione non sono affatto positivi. Lo scenario è preoccupante: il sistema è responsabile del 20% dello spreco globale dell'acqua e del 10% delle emissioni di anidride carbonica, oltre alla produzione di più gas serra rispetto agli spostamenti aerei e navali di tutto il mondo. Non solo: l'industria del cotone è da imputare per il 24% dell'uso di insetticidi e per l'11% dell'uso di pesticidi. Per avere un metro di paragone, il tessile è il settore più inquinante secondo solo a quello oil & gas.
 

Ma le cattive notizie non si fermano qui, soprattutto quando coinvolgono direttamente il consumatore: sì, proprio noi. Perché l'impatto ambientale della moda non si limita solo a quanto detto in precedenza, siamo anche noi che, assetati di shopping, non facciamo altro che buttare via, stagione dopo stagione, abiti ancora in perfette condizioni o, quantomeno, riciclabili. Colpa del fast fashion che c'ingolosisce con quante più collezioni possibili all'anno, ma il report delle Nazioni Unite parla chiaro: l'85% della moda prodotta finisce in discarica, mentre solo l'1% viene dato al riciclo. E, secondo quanto riporta D di Repubblica, questo dato sarebbe ancora più allarmante se si pensasse che, rispetto al 2000, in media i consumatori comprano il 60% di abiti in più. 
 

C'è da chiedersi se possiamo fare davvero qualcosa o se, visto lo stato delle cose, sia troppo tardi. Sicuramente nel futuro la parte più importante se la giocherà l'informazione, perché è impensabile che, in questa situazione, il consumatore finale non sia educato a dovere e non abbia la cultura dell'acquisto consapevole. Ma c'è di più, perché le Nazioni Unite hanno stabilito 17 obiettivi di sviluppo sostenibile da ottenere entro (e si spera non oltre) il 2030. Va da sé che si tratta di punti che tutti i settori devono raggiungere, ma se si pensa che la moda vale 2,5 migliaia di miliardi di dollari a livello mondiale, è indubbio quanto un un fashion system più ecologico possa fare moltissimo già da solo.

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