L'Officiel Art

Le opere piú scandalose di Maurizio Cattelan 

I significati e le opere più dissacranti dell’artista contemporaneo italiano.
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Maurizio Cattelan classe 1960, È l’artista italiano piú irriverente e provocatorio presente nel panorama dell’arte contemporanea. Cover artist de L’Officiel Hommes Italia Issue n°23, Cattelan é un personaggio ironico e disturbante, le sue opere sono intrise da una forte carica emotiva che attrae e produce una curiosità istintiva e allo stesso tempo pungente. I lavori di Maurizio fanno parlare i media e l’opinione pubblica: da America, il gabinetto d’oro rubato al Blenheim Palace, allo scandalo dei Tre bambini impiccati in Piazza XXIV Maggio, ecco le sue opere più dissacranti. 

HIM (2001)

L’opera di Maurizio Cattelan è una scultura efebica di Hitler in ginocchio. Il dittatore è simbolo dell’orrore del ’900, e sembrerebbe rivolto in preghiera nell’atto di chiedere scusa. Maurizio è un attento studioso dei temi collecati con il passato, trasforma la storia in un teatro di marionette. Hitler in quest’opera appare come un vero e proprio fantoccio e rappresenta il paradosso per eccellenza per la postura che assume; una genuflessione religiosa. 

A perfect day (1999)

L’opera fu realizzata alla Galleria Massimo De Carlo, la persona appesa al muro è il gallerista. Di fatto l’opera d’arte è una performance in cui Massimo De Carlo viene appeso e inchiodato al muro con il nastro adesivo; esposto come se fosse un’opera d’arte al commercio dell’arte. La performance porta il titolo di “A perfect day”, ma non sarà stato di certo un giorno perfetto per De Carlo, che al termine della performance viene portato al pronto soccorso privo di sensi. 

America (2016)

La scultura è un water realizzato con 103 Kg d’oro 18 carati, perfettamente funzionante. L’opera d’arte un perfetto esempio di arte relazionale satirica, che mette in relazione gli spettatori tramite l’utilizzo. Il water è stato rubato al Blenheim Palace di Oxford dove era esposto ma l’opera è parte della collezione del Museo Solomon R. Guggenheim di New York. Potrebbe ricordare un’interpretazione contemporanea della scultura Fountain di Marcel Duchamp. Il Guggenheim ha legato il significato della scultura alla carriera di Donald Trump, scrivendo nel settembre 2016 che "L'estetica di questo 'trono' non ricorda tanto l'eccesso dorato delle imprese immobiliari e delle residenze private di Trump”. Lo stesso artista ha rifiutato di fornire un'interpretazione del suo lavoro, che aveva concepito prima della candidatura presidenziale di Trump.

La nona ora (1999)

Maurizio Cattelan non elabora solo le idee ma crea mentalmente le opere. Il suo intento è di smuovere le coscienze ragionando sui media e la comunicazione. “La nona ora” mostra una scultura del Papa Giovanni Paolo II travolto da un meteorite, i cattolici hanno reagito male alla provocazione di Cattelan. In questo caso il suo intento era servirsi della religione come pretesto per creare un’opera d’arte dissacrante e fastidiosa.

L.O.V.E. (2010) 

L’opera fu commissionata dal sindaco di Milano ed è stata posizionata di fronte al Palazzo della Borsa. La scultura alta in totale 11 metri assume la forma simbolica di un dito medio rivolto all’economia.  Il titolo dell’opera sembrerebbe alludere ad altro: l’acronimo della parola amore è di per sé un eufemismo e acronimo che racchiude ad altre 4 parole Libertà, Odio, Vendetta ed Eternità, termini collegati al capitalismo e il consumismo della società contemporanea. 

Tre bambini impiccati in Piazza XXIV Maggio (2004)

Un opera destinata al puro scandalo. Nel 2004 la Fondazione Trussardi contatta l’artista per un’installazione allestita nell’’iconica Piazza XXIV Maggio in occasione dell’anniversario della morte di Napoleone. Puro realismo disturbante, la sua opera è composta da tre manichini di bambini a piedi scalzi con gli occhi sbarrati appesi con un cappio al collo ad una quercia. Sono figli di tutti e contemporaneamente di nessuno, Cattelan dichiara: “La realtà che vediamo in questi giorni in TV supera di molto quella dell’opera. E quei bambini hanno gi occhi aperti: un invito a interrogarsi”.

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