L'Officiel Art

Artissima compie 25 anni

Focus su Present future. All'OVAL di Torino, dal 2 al 4 di novembre
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Il concetto-guida di questa edizione di Artissima è il tempo (Time is on our side – Il tempo è dalla nostra parte), la categoria massima dell'arte, che per Kant era l'immagine pura di tutti gli oggetti, la matrice iniziale di ogni opera. I lavori dei diciotto artisti selezionati per Present Future, la sezione di Artissima dedicata ai talenti emergenti, dal team curatoriale composto da Cloé Perrone, Myriam Ben Salah e Juan Canela, rappresentano le diverse fasi possibili di questo tempo originario. Immobilità, successione, dinamismo, partizioni, il momento in cui sta per succedere qualcosa, quello che sta fra il fuoco e la cenere, il passaggio di stato, quando la materia non ha (più e ancora) un nome. È questo che si può vedere nell'opera di Diego Marcon, Les Miserables. Fredda, statica, tubo di neon, bianco e nero, lastre. Sembra la scena di un horror, quando sai che la cosa più raccapricciante sta per succedere, che fra poco qualcuno morirà - e morirà male. Invece la bimba nell'opera, anche se moribonda, ha una faccia serena, sembra che stia sognando, sospesa in quel momento, nello “sta per succedere ma non è ancora successo” - e anche lo spettatore vuole restarci, al caldo di quel freddo, a contemplarla. È una specie di maschera mortuaria che permette di vedere sia l'immagine che la veduta del morto - la veduta in cui si fa vedere il volto senza sguardo, di chi non ha più vista. I bimbi che sono al suo capezzale, tanti, più chissà quanti sotto al letto che si apre come una finestra nel buio, alcuni sembrano pensierosi, altri la guardano, parlano fra loro, le danno le spalle. Uno cerca di toccarla da sopra la testata del letto. 

Una serie di disegni a matita, su grande scala, aprono le porte di un mondo immaginario, spinto nel futuro e insieme mitico. Sono di Florencia Rodriguez Giles. Un albero al quale è attaccato, in un abbraccio patico, un uomo-insetto. Gambe e braccia umane, muscolose, che fanno quasi un tutt'uno con il tronco, maschera e ali da insetto. Una maschera complessa, piena di ghirigori, usata per chissà quale rituale magico. Manipolazione del corpo, è nella natura ma lontano dall'essere qualcosa di “naturale”. Un mondo che si ribella alle categorie fisse, che mischia presente, futuro e passato, è anche quello di Ad Minoliti. L’artista usa la geometria, giochi architettonici, stampe, vestiti, video, GIF. Una cabina colorata con raffigurazioni astratte: forme quadrate ma smussate, senza angoli, dai colori anni Settanta, sorridono sornione, sembrano le tessere di un gioco per bambini (Teddy bear green, o anche Teddy bear celeste).

Un altro tipo di ribellione è quella di Clara Ianni che presenta alcune sculture realizzate con oggetti privati sottratti alla loro funzione abituale: li rende inutili, gli cambia l'uso. Il lavoro concreto (una pala conficcata nella terra), così, diventa lavoro astratto. Priscila Fernandes recupera elementi dimenticati dei movimenti culturali e artistici del passato per rimettere in discussione le narrazioni storiche ufficiali. I corpi umani gravitano liberamente in grandi pitture: braccia e gambe disegnano nodi e reti. Colori caldi. C'è qualcosa del girotondo di Matisse ma meno compatto, più fluido. Legami che si possono slegare e riformare facilmente, come moduli di Lego. Andrés Pereira Paz esamina come l’arte e l’artigianato preispanico e postcoloniale abbia influenzato la costruzione dell’identità. Pedro Neves Marques soppesa sfaccettature del colonialismo intrecciando un dialogo con l’ecologia, la scienza e la tecnologia. L’indagine dello spazio urbano è portato avanti da Ludovica Carbotta - lo scopo è creare luoghi fantastici, nei quali l’immaginazione forma la conoscenza. 

Aurélie Petrel altera l'esperienza visiva attraverso la rielaborazione di immagini secondo lo studio di un modello matematico. Ad Artissima presenta Latitudes > RVB < longitudes (2018), un’analisi sintetica di Beirut, una città dove le mappe non corrispondono alla realtà. Marlena Kudlicka lavora sul rapporto tra precisione ed errore, combina materiali come acciaio, vetro, legno, cemento e smalto, usando strumenti come scale (mentali e fisiche). Dorian Gaudin esplora le modalità attraverso le quali gli oggetti e la tecnologia determinano il nostro rapporto con il mondo esterno. 

The Cool Couple (Niccolò Benetton e Simone Santilli, duo artistico fondato nel 2012) utilizza il videogame come strumento per insegnare la storia dell’arte ed evidenzia le somiglianze tra il mercato dell’arte e quello del calcio - funziona come il vero Pro Evolution Soccer 2018, ma le squadre di calcio sono state sostituite da movimenti artistici i cui esponenti sono i giocatori. Trasformando lo stand della fiera in bar, Gabriele de Santis, testa la possibilità di convertire un luogo ricreativo, un’azione partecipativa, in opera d’arte. 

Vivian Caccuri si occupa di suono. E non solo del suono come fenomeno, le interessa il legame sociale, politico, del suono. Come si muove il suono nel tempo. Cosa attrae del suono, cosa respinge. Dopo essersi occupata di un suono grasso come quello del basso si è spostata sulle zanzare, sul loro suono piccino e fastidioso. Nariman Farrokhi dipinge, crea paesaggi astratti collegati l’uno all’altro da un sistema di simboli. Una serie di opere incentrate sulla sua interpretazione della musica e del movimento: lavori su carta, su tela, e schizzi prodotti nel corso degli ultimi tre anni. 

I dipinti di Alejandra Hernández reinterpretano momenti quotidiani. Ogni particolare racconta una parte della storia e ogni elemento offre una chiave per completare la narrazione e collegare i tasselli del puzzle. Acquerelli acquatici. Corpi di donne ricamati di fiori fucsia, in posizione fetale, in un lago pieno di ninfee o in fiume pieno di piante, un fiume collinare. Altri azzurri quelli di Elena Aitzkoa che presenta una nuova serie di sculture in cui i colori terragni (anche l'azzurro è un azzurro terreno), varie forme e dimensioni organiche formano fasci di materiali diversi: un misto di calzini, fiori, sassi, bastoncini di legno, legati a doppio filo. Come se fossero periodi di vita, epoche storiche, una collezione di momenti. Da bruciare o da tenere nel cassetto della propria scrivania. Da legare sopra al letto. Mazzi di tempo rituale. Manipolazione. Anche Martha Tuttle usa dei tessuti ma li tesse, lava e comprime in modo geometrico sulle sue tele. 

Se la matrice di tutte le opere è il tempo dentro Present Future si può fare esperienza di una variazione di tempi composti: immobilità, successione, dinamismo, partizioni, il momento in cui sta per succedere qualcosa. 

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