SIHH 2018: Arte di proporzione - L'Officiel
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SIHH 2018: Arte di proporzione

Se il Salone Internazionale dell’Alta Orologeria di Ginevra (SIHH) è sempre stato avanguardia di idee e umori per l’intero settore, quest’anno la via pare condurre alla giusta misura.
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Un est modus in rebus che registra l’allentarsi di quell’esibizione testosteronica fine a se stessa, in favore di una ritrovata armonia di proporzioni e di un’educazione al vero piacere di indossare. Ma non lo si è fatto sulla difensiva, proteggendosi dietro la corazza di un classicismo autoreferenziale, piuttosto nella sperimentazione e nell’immaginazione. Piaget e Audemars Piguet si sono esibite in capolavori di sottigliezza. La prima riconquista il record di automatico più sottile al mondo con il 910P Altiplano Ultimate Automatic mentre con l’Ulimate Concept realizza una carica manuale dallo spessore di soli 2mm: mirabile. Audemars Piguet ha presentato al mondo, sempre come Concept, il calendario perpetuo automatico più sottile di sempre, il Royal Oak RD#2 Perpetual Calendar Ultra Thin in platino, animato dal calibro 5133 di soli 2,89mm: prodezza micromeccanica frutto di 5 anni di sviluppo. Benché il progetto sia figlio appunto di un periodo in cui erano in voga i diametri generosi (41mm), il risultato è straordinario per indossabilità e affascinante per impatto estetico. Epifanie, visioni ingegneristiche animano da sempre Ulysse Nardin che quest’anno ha presentato un Freak Vision veramente mostruoso per audacia realizzativa, eppure depurato da ogni futile sovrastruttura. Panerai ha scelto di declinare il maschio carisma del Luminor in una cassa di soli 38mm, con un 3 Giorni che pur non perdendo in personalità è ora più adatto ai polsi virili sottili come a quelli delle donne. Arte di proporzione è anche far dialogare il movimento con la forma. E Michel Parmigiani è maestro fra i maestri, come dimostra lo squisito Kalpa Hebdomadaire con sontuoso calibro di forma a carica manuale firmato Parmigiani Fleurier. Quando si cerca la signorilità, Cartier e Vacheron Constantin sono riferimenti assoluti, capaci di esaltare nella contemporaneità la gloria del proprio passato. La Maison parigina rinnovando con ingegnosità il leggendario Santos e con tatto il sublime Tank Cintrée, quella ginevrina con un’intera collezione, la Fiftysix, foggiata sulle suggestioni della referenza 6073 del 1956. La femminilità di domani, infine, ha trovato la propria stella madre nel cosmo creativo Van Cleef & Arpels, che con il Lady Arpels Planétarium ha saputo animare la forza di gravità del sole e dei corpi celesti che gli sono maggiormente prossimi con la sua ineffabile Poesia del tempo.

 

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