International Watch Review

Mille e una notte

La quinta edizione del Concorso di Eleganza Chantilly Arts & Elegance Richard Mille ha celebrato il bello in ogni sua manifestazione
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Negli anni ho avuto l’opportunità di partecipare alle massime manifestazioni di collezionismo automobilistico a motore acceso: da Villa d’Este a Pebble Beach, dal Goodwood Festival of Speed alla Le Mans Classic. Questa è stata la mia prima volta al Concorso d’Eleganza Chantilly Arts & Elegance Richard Mille - giunto alla quinta edizione - e devo confessare che non ha paragoni per grandeur. Le sontuose scenografie ancien régime e imperiali del castello di Compiègne, dimora di caccia di Luigi XV prima e quindi ricostruito e abitato da Napoleone Bonapate dopo la Rivoluzione, la magnificenza di Chantilly, dimora del Grand Condé, che miscela suggestioni e intrighi secolari, attraverso storia e fiction, che vanno dalla Fronda contro il Cardinale Mazzarino al grande colpo di Max Zorin in 007 – A View to a Kill, sono le incantevoli location dove si è svolta la quinta edizione del Concorso d’Eleganza. Se poi immaginate questi regali scenari brulicanti di dreamcar, dai miti del passato alle epifanie di futuro, l’affresco è vicino all’idillio. Regista e animatore culturale della manifestazione è Richard Mille, la cui nota audacia iconoclasta si fonde alla capacità di valorizzare i gloriosi giacimenti del passato e a un gusto décontracté per la convivialità più raffinata. Se in ambito professionale gli orologi della Manifattura Richard Mille sono semplicemente il massimo traguardo dell’umano ingegno applicato alla micromeccanica, nella dimensione del bien vivre i guizzi scapigliati di Monsieur Richard sono a metà fra Lord Byron e Gunter Sachs. Immaginate una cena di gala alle Grandi Scuderie del Principe di Condé, dove in passato furono accolti Federico II di Prussia o Luigi XV, incrociando gli occhi ferini di Margot Robbie, e il suo tramortente sorriso, attrice di straordinario talento e appassionata ambasciatrice Richard Mille, fra esibizioni equestri outdoor e indoor - con virtuosismi di dressage fra le tavolate dei convitati - temi bondiani in sottofondo e alcuni fra i migliori chef di Francia – Faye, Loubet, Tournadre, Lucas, Rosttang, Vieira - in dialettica creativa per deliziare il vostro palato. Fra i commensali, selezionati con rigore, gentildonne e gentiluomini da ogni parte del mondo, dinner jacket di bel taglio, pietre rare, kimoni da gran sera, un’ex spia russa oggi non più operativa come vicino di dessert. Ma il Concorso d’Eleganza è anche, soprattutto per i puristi, una competizione automobilistica. Che la domenica, nello scenario del Dominio di Chantilly e dell’incantevole giardino di Le Nôtre, ha decretato i suoi vincitori, ovvero i Best of Show, di fronte a oltre 18mila spettatori. Nell’edizione che celebrava i 100 anni di Bentley, i 110 di Bugatti, i 50 della Porsche 917 e i 20 della Zonda di Horacio Pagani, nella categoria Avant-guerre per il Concours d’Etat, la giuria capitanata da Cyrille Duval e che vedeva protagonista anche Mariella Mengozzi, ha premiato la superba Bentley 8 Litre Foursome Coupé del 1931. Best of Show per la categoria Après-Guerre, la Talbot Lago T26 Grand Sport Coupé del 1948. Ma il premio più atteso, quello del Concorso d’Eleganza in senso stretto, assegnato alla più bella fra le Concept Car, ha visto affermarsi la Speedtail di McLaren - “paparazzata” in un video precedente al successo visibile in queste pagine digitali - che ha conquistato la giuria con soluzioni ingegneristiche avanguardiste e una linea capace di magnificare le gloriose Longtail inglesi del passato, mentre il posto di guida centrale richiama la leggendaria McLaren F1 vincitrice a Le Mans. La supercar britannica ha superato concorrenti d’eccezione, fra le quali spiccavano la sensuale Voiture Noire di Bugatti da 11 milioni di euro, l’Aston Martin DB4 GT Zagato Continuation e le avveniristiche creature di casa, la DS X E-Tense e la Renault EZ Ultimo. Curioso, a tal proposito, percepire la distanza sensoriale fra i brutali ruggiti dei motori a combustione interna del passato, capaci di scuotere le farciture della celebre crema che decorava di dolcezza gli spuntini delle dame, e le silenziose scosse delle tecnologie elettriche del futuro. Mentre ci accommiatiamo dal Domaine du Chantilly, lanciando con nostalgia preventiva un last look alle fuoriserie e alle distinte signore ancora accovacciate in déjeuner sur l’herbe… notiamo che la Speedtail trionfante richiama le code in ferma, ritte e predatorie, degli hunting dog di Auguste Cain, scolpiti a guardia dello Château, che accarezziamo dando loro appuntamento alla prossima edizione.

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