L’eleganza sportiva regina a Baselworld 2018 - L'Officiel
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L’eleganza sportiva regina a Baselworld 2018

Se l’SIHH aveva riportato gli orologi alla giusta misura, Baselworld ha esaltato l’informalità più raffinata. Con esemplari che fondono distinzione e prestazione.
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Il mercato italiano, così spesso trascurato per i propri limitati volumi, rappresenta da sempre un’avanguardia di bella orologeria. E anche in tempi di livellamento globale, trascorsi i furori aspirazionali dei mercati emergenti, l’Italia torna a farsi barometro del gusto internazionale. E quali sono gli orologi che vendono di più qui da noi? Gli sportivi informali di alto livello: i Rolex Submariner, Daytona, GMT-Master, i Royal Oak di Audemars Piguet, i Nautilus di Patek Philippe, gli Speedmaster Omega, ma non solo. Di ispirazione motoristica, nautica o legati all’aviazione, vintage o high-tech, gli “sporty-chic”, come verrebbero chiamati dagli influencer, si confermano cuore pulsante dell’orologeria anche sulla scena mondiale. A Basilea ne abbiamo ammirati di splendidi, che passiamo in rassegna in questo spazio.Protagonista assoluto il nuovo Rolex GMT-Master II, rinnovato con la configurazione “Pepsy” (che vede la lunetta con disco Cerachrom graduato bicolore in ceramica rossa e blu) sull’acciaio Oystersteel e abbinato al bel bracciale Jubilé. A giudicare dal magnetismo suscitato alla sua prima, il successo è già scritto. Quanto a Bulgari, io sono schiavo del Finissimo in ogni sua configurazione, ma quella in oro rosa sabbiato di quest’anno è stata una stilettata al cuore: sublime. Notevole al polso e dal prezzo accattivante anche la nuova versione in acciaio, che con il citato rose gold e l’originale in titanio va a formare un trittico di formidabile carisma.La sportività Patek Philippe si è sublimata nello straordinario Nautilus Calendario Perpetuo in oro bianco ref. 5740, primo complicato della celebre collezione. Ma per questa selezione ho scelto il sempre pregevole, ma più avventuroso Calatrava Pilot Travel Time in oro rosa ref. 5524r. Offerto nella doppia misura di 42 e 37,5 mm, è l’orologio ideale per un Grand Tour contemporaneo.Parlando invece di inclinazione high-tech, mi è piaciuta molto la nuova collezione Defy di Zenith, che sposta la creatività del Marchio verso regioni espressive meno esplorate e disegna un orologio dalle linee tese e nette e dalla qualità percepita molto elevata. Sarà un concorrente temibile per il cugino di LVMH, Hublot. Al nitore formale si compendia una ricerca ingegneristica che fa della Manifattura di Le Locle riferimento assoluto, e che con il Defy Lab aveva già stabilito nuovi parametri di precisione.Proprio Hublot ha replicato con modelli di superba fusione micromeccanica, come l’MP-11, ma sul piano estetico ha saputo ridimensionare la propria straripante cifra con il bellissimo e portabilissimo Big Bang Unico 42, che nella configurazione in King Gold è semplicemente spettacolare.Sempre rimanendo nella galassia LVMH, TagHeuer si è confermato fra i brand più vivaci. Tante le novità, con i leggendari Carrera e Monaco protagonisti. Se i fanatici di Steve McQueen già si sdilinquiscono per il Monaco Gulf Special Edition, per questa rassegna ho scelto il Bamford, perché dimostra come la “customizzazione autorizzata” sia il futuro delle personalizzazioni sportive.Ma sono altre le novità di pregio, specie fra i subacquei di classe: Breguet ha presentato la nuova collezione Marine, Omega ha proposto due Seamaster di squisito sapore vintage, Bell & Ross si è riproposto con il suo inconfondibile diver di forma - che in blu trova la sua massima espressione – e infine Tudor, che con i 39 millimetri del Black Bay Fifty-Eight e un calibro di Manifattura si è immersa nel miglior mare della propria tradizione. 

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