Daphne Guinness’ mesmerizing marionettes - L'Officiel
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Daphne Guinness’ mesmerizing marionettes

"Non riesco a cantare o a scrivere qualcosa di fittizio."
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Inizia tutto con gli archi. Una scelta insolita per una canzone pop che, poi, forse, tanto pop non è.

Dopo Evening In Space (con la regia di David LaChapelle) e The Long Now (Luca Pizzaroni), Daphne Guinness rilascia il video di Marionettes, in vista della release dell’album Optimist In Black, prevista per il prossimo 27 maggio.

La regia è affidata a Fiona Garden, che porta fuori l’anima più bohémien dell’Artista.

Ci sono dei violini leggeri, lieti, spensierati, ma sono solo una maschera. Una maschera che dissimula l’irrequietezza interiore, forse una paura che, però, non può esser messa a tacere del tutto.

L’aria frizzante dell’intro, infatti, viene spezzata a metà brano, quando irrompono i toni rock e forte si sente l’influenza di David Bowie e Grace Jones.

Sorprendentemente (o forse no, per chi ha imparato a conoscere Daphne Guinness negli anni), l’atmosfera cambia: la stessa linea melodica dell’incipit assume un significato differente.

Spinning your web
Your ectoplasmic ball of gloss
Handing 'round
Your sweetly poisoned candy floss

 

È un gioco di forti contrasti, quello attorno al quale ruota tutto il testo e il mood di Marionettes. Daphne si definisce Like a picture prostitute, I’m a voyeuristic photograph. In un’atmosfera dai toni surreali, l’Artista parla di sé al mondo, seppur sempre dietro ad una maschera che lascia liberi gli occhi.

"Questa canzone mi appartiene molto - è Daphne stessa a parlarne -, come del resto tutto l’album. Non riesco a cantare o a scrivere qualcosa di fittizio."

Ho incontrato Fiona [Garden, ndr] un mercoledì ed ebbi l’idea di farle ascoltare questa canzone. Sapevo, da ciò che ci dicevamo l’un l’altra, che avrebbe capito. Abbiamo iniziato a girare il video due giorni dopo e ho capito che la magia si era compiuta.

Accade sempre quando un altro Artista viene ispirato da ciò che tu stessa senti: mi considero benedetta. È accaduto con David LaChapelle, con Luca [Pizzaroni] e, al tempo, con Nick Knight [con il quale realizzò il video di Fatal Flaw, ndr].

Sono molto fortunata ad aver incontrato Fiona.

Queste canzoni, per me, son come figli. Sono la mia stessa anima. Devo esser anche io molto ispirata per fidarmi di un’altra persona che se ne occupi. Fiona ha colto nel segno».

L’album Optimist In Black nasce dal ricordo di due grandi amici, anime affini a quella di Daphne Guinness: Lee Alexander McQueen e Isabella Blow, entrambi morti suicidi.
Progetto musicale dai toni eleganti e raffinati, esplora con animo oscuro la vanità maschile, la malleabilità dell’identità contemporanea, gli effetti dell’alienazione e della noia.

L’album è prodotto da Tony Visconti, leggenda dello scenario musicale degli anni Settanta e Ottanta.

Il video di Marionettes si sviluppa sui toni del bianco e nero macchiati da sporadici spruzzi caldi e crea un dialogo con lo spettatore che vuol esser (quasi) ipnotico.

Quel che resta a chi ascolta questa ballad è l’ineluttabilità della resa. Trascinati nel vortice (anche visivo) tessuto dalla cantante, all’ascoltatore non resta che farsi prendere da quella voce e arrendersi:

Surrender! Surrender to the kiss of the abyss.

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