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Pitti 96: Moda a 360 gradi

La sostenibilità, la ricerca e il desiderio di avventura: elementi chiave per l’estate 2020
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Il viaggio, la comodità, l’eleganza, la tecnologia e ovviamente il commitment per una moda sempre più responsabile. Questi sono gli ingredienti che hanno caratterizzato le sale espositive del Pitti 96. Firenze ha brillato più che mai con gli show di Givenchy e Marco De Vincenzo che hanno presentato la loro prima e attesissima menswear collection; i 10 anni di MSGM e la potenza dell’heritage di Salvatore Ferragamo. La performance di Endless, l’artista inglese che per ricordare la recente scomparsa di Kaiser Karl ha realizzato live un quadro in omaggio al grande stilista tedesco. E infine il party di Carine Roitfeld per i 90 anni del colosso fiorentino Luisaviaroma. La moda, quella delle capitali del fashion system, è arrivata a Firenze, ma non ha per nulla oscurato il meticoloso lavoro dei 1220 marchi (tra cui 549 esteri) che hanno esposto le loro collezioni per la SS20. I visitatori, i dandy vestiti di tutto punto, in completi taglio sartoriale, panciotti e borsalino hanno sfilato, come pavoni, per le aree della fortezza da Basso, mentre espositori e addetti stampa cercavano di riempirsi gli occhi e i taccuini di notizie sullo stile del prossimo anno. 
Un inno al guardaroba del collezionista da Berwich, con la capsule “Biblioteca” per la SS20, che ha pescato i pezzi forti dagli archivi e dell’heritage come il lino lavato, la vita alta completata di tiranti a mo’ di cintura d’ispirazione safari-coloniale (solo nell’estetica). Ma anche attenzione per il green per il marchio fondato nel 1975 (oggi sotto la direzione creativa di Massimo Gianfrate) con l’introduzione di una collezione “Ekologica” di pantaloni; è stato abbattuto infatti il 50% di impiego di acqua per la produzione e sono stati utilizzati bottoni recuperati dalla lavorazione di carta riciclata. Da non dimenticare l’utilizzo di pannelli solari negli stabilimenti di Martina Franca.
I viaggi, il mare, hanno contagiato la nuova collezione presentata da Fratelli Rossetti per l’estate 2020. Una rivisitazione del tanto amato mocassino “Yacht” degli anni 60, ideato dal fondatore Renzo, che cambiò per sempre la vestibilità della scarpa da barca, introducendo un rivestimento in spugna sulla parte posteriore della caviglia, inaugurando così lo stile alla Kennedy, ovvero senza l’odioso calzino in vista. Sono 5 i modelli presentati e portano tutti il nome di meravigliose mete marittime, Portofino, Bali, Tangeri, Panama e gli Hamptons. Interessante anche la versione espadrillas del mocassino, sempre con interno spugna e suola di corda intrecciata di iuta. Anche Moreschi presenta una collezione per la prossima estate modalità vacanziera. E il mare diventa ispirazione nei colori e nelle trame: il mocassino realizzato con uno speciale intreccio di pelle e cotone pratico ed elegante per una gita in barca a vela. O ancora la sneaker decorata da un’infilatura in raffia e un’attenzione al sostenibile con l’introduzione di gomma riciclata per le suole.
Tailoring e High Tech nella collezione presentata da Esemplare. Ricerca, sostenibilità e stile in un unico pezzo: il trench realizzato in tessuto riciclato, impermeabile e reversibile. Anche qui la distesa blu diventa fonte d’ispirazione: cobalto per i capispalla e la proposta outwear. Novità le lavorazioni laser che permettono l’assemblaggio di materiale riciclato senza cuciture.
Con Piquadro si viaggia spediti. Trolley, zaini ma soprattutto le valigie per la proposta estiva del prossimo anno garantiscono spostamenti comodi e all'avanguardia. Come la bilancia digitale integrata o la possibilità di ricaricare pc e ipad con attacco usb durante il viaggio. E un sistema di sicurezza a prova di smarrimento con l'app connequ in grado di rintracciare il bagaglio a distanza.
Destinazione Marocco per Manuel Ritz. Felpe, T-shirt, completi si ispirano alla cultura delle comunità berbere che abitano il deserto. I pantaloni sono di lino e il completo è in jersey (tratto distintivo del brand). Immancabile la giacca, pezzo forte, in versione mono o doppiopetto e slim. Si aggiunge il progetto speciale in collaborazione con l'illustratore e giornalista Fabrizio Scalvi, dedicata alla prossima olimpiade di Tokyo 2020.
Il giovane brand Parcoats Florence di Masha Brigatti e Simone Guidarelli presenta Parfecto un capospalla che unisce le caratteristiche del chiodo il parka. Una rivisitazione del tema viaggio con la stampa camouflage che porta alla mente le grandi escursioni (in questo caso urbane). E dalla stagione SS20 si affidano alla distribuzione di Landi Confezione (con cui hanno siglato un accordo di 2 anni).
Eleganza per Stefano Ricci che con la campagna "Un giorno da Re" realizzata all'interno delle sale della reggia di Caserta, presenta una collezione che si ispira alla regalità e introduce una linea più sportiva per chi si muove, per chi si sposta spesso ma con l'esigenza di sentirsi sempre in ordine. I jeans è in tessuti giapponesi, la seta si declina sulla maglieria e sui completi e ancora sneaker leggere e zaini realizzati a mano. J Brand presenta la sua linea denim Eco. Il 99% di ogni capo ha almeno un elemento legato alla sostenibilità, a partire dalla riduzione dell'uso dell'acqua al 90% nel processo di lavaggio per la produzione. Introdotta anche una capsule donna in collaborazione con la modella Saskia De Brauw che impiega pelle vegetale, oltre all'utilizzo di tele italiane e giapponesi. Lo spirito rimane sempre lo stesso: californiano al cento per cento.
Yatay neonato brand di calzature persegue la sua strada per una produzione sempre più sostenibile a cominciare dalla bellissima iniziativa che accompagna il marchio sin dalle origini (fondato 2 anni fa da Umberto De Marco). Per ogni scarpa venduta infatti viene piantato un albero. Il numero degli alberi piantati finora è arrivato agli oltre 2000 e per questo motivo l'azienda ha deciso di incidere sulle scarpe il numero che ricorda il gesto (a partire dal 2001). La sneaker è fluo e sostenibile con percentuali altissime di materiale riciclato per la produzione di tomaia al 75%, fodera al 65%  e suola con al 63% . E infine Diadora che pesca negli archivi e rielabora il modello Alpaca da un paio di OG cross-training degli anni 2000 per una vestibilità confortevole e cool. 
PT Pantaloni Torino è in fase di rebranding cominciando dal logo, sotto l'occhio del maestro Riccardo Ruini che ne sta curando la direzione creativa. Un brand che ha una storia di dieci anni e che ha fatto dell'eleganza un punto chiave, lanciando anche linee denim sempre con un approccio artigianale.

The devil is in the detail è un espressione suggeritami da Masha Brigatti che sintetizza perfettamente questo Pitti 96. 

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