Hommes

Novità e uno sguardo all’heritage per questa Milano menswear fashion week

Il neonato progetto Fay Archive dalla mente creativa di Michele Lupi e affidato ad Alessandro Quarzi per questa prima capsule collection, il leisure wear dell’uomo Brioni, il lato trasgressivo di Trussardi con Archive+Now°3: una collezione in collaborazione con Giorgio Di Salvo (il founder di United Standard) e ancora Kiton con il terzo capitolo della saga “Kiton New Textures” .
Reading time 5 minutes

Un inizio ricco di novità per la Milano fashion week dedicata alla moda Uomo. Da un parte la scoperta e l’interpretazione moderna di importanti heritage, dall’altra parte uno sguardo al futuro con l’integrazione di capsule interpretate da giovani talenti.
E questo è il caso di Kiton che con il progetto KNT porta in scena la terza generazione della famiglia, i gemelli Mariano e Walter De Matteis con una linea di abbigliamento che rimanda allo sportswear.
“Quest’anno abbiamo introdotto un denim morbido adatto al viaggio e per la prima volta un’estetica sportiva nelle maglie di cotone, le giacche senza revers o con il cappuccio e il pantalone dell’abito più comodo.  E le felpe. Questa  collezione sarà distribuita in tutti i negozi, da Napoli a New York. Sono 8 anni che lavoro in azienda e 2 anni che questa capsule ha preso il via. In cantiere un progetto sostenibile”, spiega Walter De Matteis mente della linea. 
Aggiunge Antonio De Matteis, Ceo dell’azienda:  “Per l’uomo Kiton abbiamo realizzato un progetto con l’università di design Luigi Vanvitelli di Napoli. Abbiamo chiesto di reinterpretare lo smoking ai giovani studenti. Questo progetto si chiama “Depsters” (un mix tra dandy e hipster), una parte del venduto sarà devoluto all’università. E a noi fa piacere promuovere i giovani che hanno bisogno di farsi notare. La nostra scuola interna ci ha aiutato a ringiovanirci, ad esempio. L’età media di vent’anni fa dei sarti era di 55 anni che è scesa oggi a 36/38. E magari questi giovani universitari in futuro potranno entrare a far parte dell’azienda, nell’ufficio marketing o stile”, spiega e a proposito di KNT: “Il progetto KNT è nato quasi per scherzo con i  miei figli che volevano un abbigliamento più adatto alle loro esigenze e il riscontro è stato molto positivo”.
Arriva la terza puntata del progetto di Trussardi che apre il proprio archivio ad alcune delle più interessanti realtà creative italiane.
La capsule di quest’anno è stata affidata a Giorgio Di Salvo di United Standard. “Questa collezione nasce all’interno di Archive Now°. Qui c’è stata la volontà di produrre una vera e propria capsule correlata di video di Massimiliano Bomba e una campagna con Cali Thornhill DeWitt come modello”, racconta il designer. E prosegue: “Quando ho conosciuto Tomaso (Trussardi) abbiamo trovato passioni comuni come quella per le macchine e mi è stato proposto in maniera informale di lavorare a questa collezione.
Io ho 37 anni e i miei ricordi del marchio risalgono agli anni 80 alla golden age di Trussardi. Ecco, ho cominciato col ricostruire l’heritage soprattutto con le immagini che avevo già nella mia mente e captare gli elementi fondamentali: come la pelle, ad esempio. Sono partito dalla macro idea di Nicola Trussardi (il fondatore) di un lusso accessibile e nel frattempo ho creato un cloud in cui avevo inserito le parole chiave in formato ashtag; #milano #lifestyle . Messe insieme queste idee le ho intrise di contemporaneità: con la definizione dei capi, la palette di colori, l'introduzione del nero che non è mai stato un colore molto usato in casa Trussardi e una variante più scura, aggressiva e sexy del marrone (il colore della Maison), e  infine la realizzazione di una finitura che proviene dal mondo dei motori, ovvero i i titani delle macchine che quando si scaldano creano un arcobaleno che poi siamo riusciti a realizzare con una verniciatura speciale . Negli ultimi anni il marchio aveva adottato una diversa silhouette del levriero e io ho voluto riprendere l'originale"

Da Brioni è in scena il lato leisure time del businessman e la collezione viene presentata negli interni dello showroom solitamente adibito a spazio per il commerciale. Oggi per la SS 2020 svelano il lato “soft” dell’uomo Brioni nel momento di svago, quando si rilassa, il dopo lavoro. I capi che colpiscono sono il trench di pelle intrecciata e il bomber nella sala ambientata a mo’ di terrazza. Si prosegue all’interno dello spazio dedicato alla toeletta: protagonisti i pigiami di seta, le camicie di seta. Ma soprattutto il trench di seta con dettagli in pelle che si trovano anche all’interno; il lusso è molto spesso nascosto e si invita a toccare la collezione per rendersi conto della qualità. In questa stagione giacche sfoderate di seta e cashmere e T- shirt di lino bagnato nell’aloe per renderlo più morbido. La sera: tuxedo di moiré. Qui è stata ripresa una tecnica haute couture che tira la seta e che crea un effetto movimento. E infine la sala dedicata alla notte, tuxedo più strong in lilla, argento e dorato. E il bespoke donna. Brioni rimane uomo, ma i sarti possono confezionare abiti da donna.
Fay Archive: il nuovo progetto di Fay raccontato da Michele Lupi; curato da Alessandro Squarci. “Volevamo attingere dagli archivi e creare una collezione che parlasse di Fay, rendendo contemporanei i preziosi archivi. I marchi che hanno una storia come la nostra devono valorizzare il loro heritage, le loro radici. In momenti di incertezza come quello attuale, si guarda spesso al passato e a una qualità rassicurante come quella di Tod’s. Abbiamo deciso di prendere le radici degli anni 80/90 e tradurle in un prodotto contemporaneo. Alessandro Squarci non ha lavorato tanto in veste di stilista ma piuttosto come cultore degli anni 80. Lui che ha una grande conoscenza dell’outdoor americano, un’attenzione ai dettagli che ricorda quella giapponese e un’anima profondamente italiana. E Fay Archive rimarrà un progetto a puntate”, spiega Michele Lupi.

Articoli correlati

Articoli consigliati