Hommes

Jean Pierre Ponthieu

“In questo mondo dove tutto è brutto e banale, dobbiamo sforzarci di creare il bello e l’insolito”
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I designers, si sa, sono spesso e volentieri eccentrici. Uno di loro che non ha mai nascosto la sua eccentricità è sicuramente Jean Pierre Ponthieu. Questo genio francese dell’advertising creò l’Automodulo inizialmente come veicolo promozionale.

Era il 1968 e questa sfera motorizzata con quattroruote ha sicuramente lasciato a bocca aperta il pubblico di Parigi dove fu presentata. Era descritta nei titoli pubblicitari come “L'auto del 2000”.

L’Automodulo era dotato di un motore monocilindrico da 250cc che trasmetteva potenza alla ruota posteriore. Le altre tre ruote, indipendenti, potevano far avanzare il veicolo di lato o farlo girare su stesso all’occorrenza. In uno scatto dell’epoca, l’Automodulo impenna davanti alla Tour Eiffel. Ne furono però prodotti soltanto dieci esemplari, pubblicizzati dalla stampa europea, con occhio particolare da quella del settore moda, come testimoniano le pubblicità apparse su L’Officiel nel 1971.

Ormai emblema di una sorta di retro-futurismo che oggi ci fa sorridere, questa sorta di piccola navicella spaziale sferica faceva seguito ad una produzione di circa 200 Pussy Cars, realizzate da Ponthieu negli anni precedenti. Erano la risposta parigina a Mini (un altro slogan di queste vetturette era “la più mini delle mini sul mercato”, ndr): costruite per la maggior parte in materiale plastico, raggiungevano i 50 km/h, costavano circa 350 euro ed erano immatricolate come ciclomotori, utilizzabili quindi senza la patente di guida.

 

 

Jean Pierre Ponthieu aveva una personalità stravagante ed era anche un fashion designer. La fondina per pistola che Steve McQueen indossa in Bullitt, è stata disegnata da Ponthieu. Così come la corona floreale più grande del mondo, realizzata nel 1980 attorno ad una chiesa francese per la visita di Giovanni Paolo II.

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