Hommes

Londra, tra sperimentalismo e pragmaticità

Orgogliosa e irriverente, la capitale inglese si conferma un fortino chiave nell’atlante geografico della moda, inaugurando così una stagione di rutilante creatività.
Reading time 2 minutes

Storicamente, Londra è sempre stato terreno fertile di tendenze nuove e originali prove stilistiche, grazie anche all’effervescente meltin pot di culture che ne hanno trasformato nel corso dei decenni gli equilibri consuetudinari e finito inevitabilmente per contaminarne lo stile. Comparata a Milano e Parigi, Londra è da sempre la sorella testarda e ribelle, orgogliosamente ancorata al suo sentimento insulare ma costantemente incline alle suggestioni del nuovo. Non è un certo un caso, allora, se la settimana della moda maschile appena conclusasi ne abbia confermato ancora una volta lo slancio creativo, tra sperimentalismo formale e muscolosa pragmaticità

Sospesa tra la vita e la morte, la collezione di Craig Green colpisce per prodezza e cerebralità con le sue creazioni di impalpabile carta operata, mentre Kiko Kostadinov proietta a tutta velocità verso il futuro i suoi fantini, conseguendo un nuovo meritato successo nel lavoro di esplorazione dello sportswear moderno. Impressiona invece il lirismo nell’esecuzione di Stefan Cooke, finalista del LVMH Prize 2019, che con raffinata eleganza e sensibilità, ruba dalla storia le corsetterie rinascimentali riaddatandole al guardaroba maschile senza mai cadere nel citazionismo facile e accademico. Edward Crutchley, ex braccio destro di Kim Jones e plurimedagliato nell’edizione dell’International Woolmark Prize di gennaio, guarda con nostalgica ironia ai clichè britannici degli anni 80 e 90, dalla moda floreale di Laura Ashley allospot Ikea del 1996 “Chuck out your chinz” che rivoluzionò il gusto delle signore inglesi, dalle casalinghe alle borghesi. Il risultato colpisce per l’icastica esecuzione, con stampe di fiori e pappagalli combinate al tailoring impeccabile. Il luogo comune delle estati in piscina è invece protagonista da Band of Outsiders che spingendo l’accelleratore sul rapporto indissolubile tra arte e moda, affida la rielaborazione del tema all’americano Amit Brooklyn, che lo arricchisce con caricature di personaggi surreali, immortalati nel pieno della loro sorniona e godereccia pool-life. 

In definitiva, in un paese dove la politica sembra immobilizzata in un cortocircuito istituzionale senza soluzioni a breve termine, la moda inglese non resta certo a guardare, e lo fa scoprendo i muscoli e aprendosi al mondo piena di rinnovata ipervisività. 

Articoli correlati

Articoli consigliati