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Come sta cambiando lo shopping (e il nostro modo di spendere)

Il mondo digitalizzato sembra essersi diviso in due, tra chi ama il lusso del delivery e chi desidera riscoprire le realtà locali, in carne e ossa
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Il commercio, soprattutto quello online, ha vie infinite. Ci siamo appena abituati ad Amazon, colosso mondiale che ha lanciato di recente la sfida a Poste Italiane per la consegna dei pacchi, che prontamente si aggiunge un altro player alle vendite sul web, i social. Vi sarete accorti che, nelle foto su Instagram di molti brand, appare l'icona di una borsa da shopping: se ci cliccate sopra, sarete subito rimandati all'ecommerce del brand. Una sorta di catalogo avveniristico che, già organizzato secondo i nostri personalissimi interessi, altro non fa che proporci esattamente ciò che ci piace, o quasi.

Ed ecco che, in quello che sembra attimo, le riviste dei grandi magazzini su cui si sceglievano i capi di stagione all'inzio degli anni Novanta sono prontamente sostituite da una vetrina patinata, esteticamente irresistibile, a prova di touch. E anche se i primi dati delle vendite sui social non sono incoraggianti, visto che generare fiducia nel consumatore è sempre più difficile su queste piattaforme, forse è ancora troppo presto per sentenziare. Come sta cambiando lo shopping? Domanda da 1 milione di dollari. 
 

Ed ecco che, in quello che sembra attimo, le riviste dei grandi magazzini su cui si sceglievano i capi di stagione all'inzio degli anni Novanta sono prontamente sostituite da una vetrina patinata, esteticamente irresistibile, a prova di touch

Se vent'anni fa la capacità di spesa era nettamente inferiore a quella odierna, c'è da dire anche che il nostro approccio verso i consumi è cambiato non solo per questo motivo. Dalle televendite su QVC ai post su Instagram, dagli spot in tv che sembrano parlare proprio di noi ai voli a portata di click: tutto è più vicino, più facile, più immediato. E, proprio per questo, più leggero, perché saremo sì più ricchi di una volta ma è sempre più difficile, in questo mondo digitalizzato, rendersi conto di quanto - effettivamente - si spende ogni giorno. Tra abbonamenti a Netflix, shopping dell'ultimo minuto e cene delivery, basta fare un conto veloce per rendersi conto che la spesa quotidiana è di molto superiore a ciò che si pensava. 
 

Tra abbonamenti a Netflix, shopping dell'ultimo minuto e cene delivery, basta fare un conto veloce per rendersi conto che la spesa quotidiana è di molto superiore a ciò che si pensava

E se l'innegabile comodità dell'acquisto sul web ci fa uscire di casa sempre di meno, è anche vero che non sono pochi gli italiani a riscoprire il commercio di quartiere: la vetrina dietro l'angolo, la bottega sotto casa, sempre che non sia stata sostituita da una boutique o da un distributore automatico di cibi pronti, come nelle grandi città. A oggi, lo shopping sembra essere diviso in due: da una parte il lusso del delivery, che si tratti di abiti o di cena a domicilio, dall'altra la voglia di riscoprire la propria identità attraverso il sorriso dei commercianti. D'altra parte, a loro si può chiedere consiglio sulla merca migliore, da una app il massimo che si può sapere è la data di consegna. 

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