Pop culture

Marianna Fontana

Dopo “Indivisibili“, l’attrice e la sorella gemella Angela si sono divise. 21 anni, casertana, lei è la protagonista di “Capri-Revolution“ di Martone, un salto in un passato che riecheggia nella sua immagine
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Bomber di pelle scamosciata e nappa multicolor, Gucci, piumino smanicato, Parajumpers, scamiciato tartan con frange di cristallo, Marco De Vincenzo, camicia di cotone, Dior, calze, Falke, scarpe, Church’s

Foto Jin So Park
Styling Marta Oldrini

Il volto è quello delle dive degli anni Cinquanta: le labbra disegnate, gli occhi profondi e impertinenti, i lunghi capelli scuri. Il temperamento, invece, è quello di una ventunenne che ha scoperto di amare il cinema fin da piccola. Marianna è cresciuta in un piccolo paese in provincia di Caserta: Casapesenna, un luogo di seimila anime: «Quando ero ragazzina il mio regalo di Natale consisteva nel fare una gita in città per andare a vedere un film o uno spettacolo teatrale», dice Marianna, che ricorda il giorno in cui ha visto “La vita è meravigliosa” di Frank Capra e ha capito quanti mondi racchiudesse il cinema. A tredici anni ha iniziato a studiare canto, pianoforte e solfeggio. A sedici ha vinto una borsa di studio per frequentare la scuola di cinema di Napoli e a diciannove ha esordito sul grande schermo con il primo ruolo da protagonista in “Indivisibili” di Edoardo De Angelis, film acclamato da critica e pubblico. Accanto a lei la sorella Angela, con la quale ha vissuto molti mesi in simbiosi per interpretare al meglio quell’attaccamento che solo due gemelle siamesi sperimentano. 

Soltanto un anno più tardi Marianna è di nuovo al cinema con un maestro del dramma italiano: Mario Martone, che l’ha voluta sul set per interpretare Lucia, la protagonista di “Capri-Revolution”. 
1914, l’Italia sta per entrare in guerra e Capri diventa il luogo ideale dove una giovane comunità di artisti ricerca il senso della vita e dell’arte. Ma c’è uno sguardo che li osserva, tra la vegetazione e le rocce a picco sul mare: è quello di Lucia, una ragazza dell’isola che vive in una famiglia di soli fratelli, pronti a combinarle un matrimonio. 

«Sono stata al pascolo con le capre per giorni, dalle sei del mattino alle otto di sera», racconta Marianna, «perché dovevano abituarsi alla mia voce. Ricordo di averne munte più di cento in un giorno». “Capri-Revolution” è un film che affronta il tema del rapporto tra uomo e natura, in un tempo lontano dal nostro: «Tornare nei primi anni del Novecento è stato emozionante, ho studiato i comportamenti dell’epoca e i pensieri delle persone», soprattutto quelli di una ragazza che vuole emanciparsi da una famiglia patriarcale: «Il personaggio di Lucia mi ha fatto crescere molto. Abbiamo in comune quella sensazione di provenienza da un piccolo luogo che ci porta ad aspirare a un futuro diverso, fuori da lì», continua Marianna. «Lucia mi ha insegnato a guardare avanti, a non seguire la massa e l’importanza di saper scegliere la propria strada da sé». Come ha fatto questa giovane donna, che si è costruita il futuro giorno dopo giorno: «Vivo di recitazione, non faccio altro. Quando interpreto un personaggio mi sento a casa. Se non sono sul set studio, leggo o guardo film». Una quotidianità dedicata alla sua passione: «Perché la bella faccia non basta, dietro ai volti degli attori ci deve essere tanto lavoro». Lo ripete spesso: è parte di quell’umiltà che la contraddistingue e che è connessa alle sue origini: «Il luogo in cui cresciamo ci insegna a vivere e per me è stato importante capire il valore delle piccole cose, la costanza nel portare avanti le proprie convinzioni, l’attaccamento al mio territorio e alla mia famiglia», dice Marianna, che si è sempre sentita supportata dai genitori e da Angela: «Oltre che gemelle siamo migliori amiche.

Ora ognuno sta facendo il proprio percorso, ma ci ritroviamo sempre a scambiarci consigli ed esperienze». Marianna ne vuole collezionare il più possibile, senza paura: «Altrimenti a che serve avere vent’anni», dice, confidando nella capacità di imparare dagli errori e nella costante ricerca della semplicità, anche nelle cose più leggere: «Sia a me sia ad Angela piace molto la moda. Il vestito descrive la persona e tira fuori il carattere», sorride Marianna: «A volte ci chiamano le sorelle Fontana. Per me è un grande onore portare il cognome di queste tre donne meravigliose che, grazie alla passione, hanno raggiunto i loro obiettivi». Basta guardarla: incarna lo spirito e lo stile di quel tempo. È una ragazza che ama la sobrietà, i volti poco truccati, i dettagli. Guarda Pasolini, legge Goliarda Sapienza, ascolta Erik Satie. I suoi vent’anni sembrano appartenere a un mondo dove i social non sono il luogo nel quale mostrarsi, i tappeti rossi sono soltanto un mezzo per far conoscere il proprio lavoro e il legame con la famiglia viene prima di tutto. È tutto ciò che Marianna chiama l’arte della gioia. 

Hair stylist Luigi Morino@CloseUp. Make up artist Katja Wilhelmus@CloseUp

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