Pop culture

L'identikit dell'intellettuale contemporaneo

Ecologista, ascolta musica indie ed è cittadino del mondo
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L'intellettuale contemporaneo è ecologista
 

E fa di tutto per convertire chi non separa la plastica. Orgoglio green a gogò, e giustamente: perché lo sappiamo benissimo che la salvaguardia ambientale è una questione primaria, solo che lui è più bravo di altri a trarne profitto. Con un indole da mecenate ecologista ha dato vita a una start up che si fonda ora sulle energie rinnovabili, ora sul riciclo creativo, ora su composti alternativi alla plastica. E, per questo, non possiamo che essergli grati, anche se il suo feed di Instagram è diventato la rassegna dei suoi successi. 
 

L'intellettuale contemporaneo ascolta indie
 

Da Motta ai Thegiornalisti, anche se quest'ultimi li ritiene un po' troppo zuccherosi. Tant'è, l'intellettuale contemporaneo ama la musica indie, la ascolta, la cerca, la salva su Spotify. E così facendo va contro il suo integralismo, ché indie in origine non era una genere bensì il diminutivo di indipendente, termine che stava a indicare le produzioni nate oltre i confini delle major. E, oggi, completamente stravolto. 
 

L'intellettuale contemporaneo è cittadino del mondo
 

A Milano come a Sidney e ritorno, l'intellettuale contemporaneo è cittadino del mondo e più lontano va, meglio è. Scopritore di orizzonti lontani, dalla sua cricca di amici è visto come una figura leggendaria: sempre in viaggio, sempre in cerca di qualcosa, colui che ha visto cose che noi umani possiamo solo immaginare. A ogni suo ritorno corrisponde un nuovo cimelio, che sia una scultura africana o il caffè kopi luwak: un modo in più per dimostrare a tutti quanto lui sia, davvero, senza confini.
 

L'intellettuale contemporaneo è socio di un club
 

Di quelli super elitari, come sarà la nuova Soho House a Milano. Perché l'intellettuale sta davvero bene soltanto coi suoi simili, uomini e donne dell'alta società o, semplicemente, dall'elevato intelletto.
 

L'intellettuale contemporaneo ha uno stile preciso, ma noncurante (soprattutto dell'opinione altrui)
 

Non gli interessa apparire alla moda, preferisce di gran lunga il suo personalissimo stile. Tutto ciò che indossa rispecchia se stesso, senza mai tradirsi. C'è l'eccentrico, di cui esempio magistrale è Philippe Daverio, l'amante dei colori pastello alla Wes Anderson, ma anche Diego Fusaro a cui alla fine, di andare al di là del classico binomio pantalone elegante + camicia, non interessa un granché. 

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