Intervista a Cam Kirk,
Pop culture

#talkingwith Cam Kirk

Cam Kirk visto da vicino in un'intervista esclusiva
Reading time 5 minutes

Un artista dell'hip-hop in versione visiva, così potrebbe essere descritto Cam Kirk, celebre fotografo, colui che può dire di aver fotografato chiunque nell'ambiente della musica black. 
L'abbiamo incontrato a Milano, in occasione dello shooting per la campagna di AW LAB, per farci svelare progetti futuri e capire qualcosa di più sulla sua "arte". 

La tua passione è raccontare le immagini attraverso la fotografia e il video. Quali sono gli aspetti che ritieni simili in questi due tipi di forme d'arte e quali invece sono diversi? 
Agli inizi della mia carriera ero solamente videomaker e regista. Presto mi sono innamorato della capacità di documentare i momenti e di raccontare l'intera storia di quel che succede. Per circa due anni ho lavorato esclusivamente con questa forma d'arte, fino a quando non ho provato il desiderio ancora più forte di creare contenuti più creativi e atemporali. Mi sono appassionato alla fotografia perché mi piaceva non solo la gratificazione immediata di questa forma d'arte, ma anche il fatto di poter raccontare un'intera storia con una sola foto. Mi piace anche l'imperfezione di alcune foto. Mi piace il fatto che per scattare una foto straordinaria non devi avere la fotocamera, l'angolo, la luce o la messa a fuoco perfetti. I video, invece, sono una forma d'arte così tecnica che le imperfezioni possono rovinare la qualità. 

Hai lavorato per molte riviste internazionali importanti e sei stato eletto «Hip Hop's Most Trusted Photographer», il fotografo di hip hop più affidabile. Quali sono i prossimi obiettivi che vorresti raggiungere in futuro?
In futuro voglio continuare a costruire il progetto che vorrei lasciare dietro di me, ma anche espandere il mio marchio a un livello molto più globale. Penso a fotografi come Jonathan Mannion e Chi Modu. Mi piace il fatto che anche dopo 20 anni il loro nome e il loro lavoro siano ancora vivi nel settore. Sto facendo il possibile per mettermi nelle condizioni di seguirne le tracce. Sono molto felice che l'hip hop e il Southern hip hop in particolare abbiano raggiunto un livello tale di popolarità da permettermi di espandere il mio marchio in modi che non avrei mai potuto immaginare. Nell'ultimo anno sono riuscito ad aprire il mio studio commerciale ad Atlanta. Come osservatore della cultura americana e dell'hip hop ho potuto lavorare con marchi del calibro di AW Labs, Nike, Adidas, Reebok, Puma, NBA, MLS, Bloomingdales e molti altri. Il mio piano è quello di andare avanti e di uscire dagli schemi in cui molti hanno confinato l'hip hop e la fotografia hip hop. 

Il tuo lavoro è molto vicino alla scena internazionale dell'hip hop. È nato prima il tuo amore per la musica o per la fotografia? 
Il mio amore per la musica è nato prima di quello per la fotografia. Mi ricordo che da ragazzo ero un grande fan dell'hip-hop di Nas, Cam'ron, Mase, Lil Boosie e altri ancora. È stato proprio l'amore per la musica a spingermi a comprare la mia prima fotocamera, ma oggi è l'interesse per la fotografia a mantenere vivo quello per la musica.

Quali sono i tuoi cantanti preferiti? E uno meno conosciuto che secondo te segnerà il futuro della musica hip hop? 
I miei artisti preferiti di tutti i tempi sono 2 Pac, Nas, Slick Rick, Kanye West, DMX e Jay-Z. Ancora oggi posso ascoltare loro vecchie canzoni per giornate intere. Mi piacciono molto anche alcuni artisti nuovi, in particolare Gunna e Trouble out of Atlanta. Ho l'impressione che siano tutti e due artisti straordinari e che lasceranno un'impronta sulla scena. 

Nel 2016 hai partecipato ad Art Basel a Miami. Pensi di presentare i tuoi lavori in altre fiere internazionali? 
Mi piace davvero molto presentare i miei lavori alle mostre. Credo che uno dei momenti salienti della mia carriera sia stata l'esposizione Trap God nel 2015. Amo fare mostre poco ortodosse invece delle classiche gallerie, quindi in futuro ho in programma di continuare con metodi più innovativi per esporre i miei lavori. 

Sei venuto in Italia per fotografare tre giovani artisti per la prossima campagna AW LAB - Selected By. Qual è il tuo rapporto con le sneakers? 
Sono cresciuto facendo sport, quindi ho sempre avuto una relazione stretta con le sneakers. Ogni anno i miei genitori mi compravano un paio di costose scarpe da basket. Ricordo di aver avuto l'ultimo modello delle Jordan, Iverson, Kobe Bryant e di qualsiasi cosa andasse di moda in quegli anni. In quest'ultimo anno mi sono occupato di alcune campagne di sneakers davvero pazzesche che hanno riacceso in me l'amore per le scarpe. Fare il fotografo per AW Lab in Italia è stata un'esperienza fantastica, perché mi ha permesso di conoscere davvero la sneaker culture italiana e vedere come, a prescindere dal luogo in cui ti trovi, a tutti piace un bel paio di scarpe sportive! 

Backstage shooting AW LAB
/

Articoli correlati

Articoli consigliati