musica

Maiole, il primo giorno di primavera.

by Cristiana Rivellino Santella
02.11.2017
Lo conosci Maiole?

 

 

 

 

 

 

Marco è giovanissimo, ha origini campane, un percorso in conservatorio da portare a termine, l'amore per Lucio Battisti e per Bologna, città nella quale vive da due anni.

Da pochi giorni è uscito il suo primo disco: dieci brani, sintetizzatori romantici e morbidi, sound fresco e ben strutturato.

Chi è Maiole?

L'OFFICIEL: Ciao! Raccontaci di te, chi sei, le tue origini.

MAIOLE: Ciao! Mi chiamo Marco, sono un ragazzo di 22 anni originario di Santa Maria Capua Vetere (Caserta). Vivo da un paio di anni a Bologna, città di cui sono profondamente innamorato. Mi piace corteggiare anche Milano, ma non è niente di serio.


L'OFFICIEL: Cosa significa MAIOLE?

MAIOLE: In Francese arcaico significa primo giorno di primavera. Ma molto più banalmente è anche il mio cognome! Ho scelto un nome d’arte di cui non potrò mai stancarmi.


L'OFFICIEL: Come sei arrivato a fare musica?

MAIOLE: Mia nonna era un’insegnante di pianoforte, quindi da piccolissimo ho iniziato a suonicchiare con lei. Alle elementari ho scoperto la chitarra, che è lo strumento che ho amato di più fino alla fine della scuola - quando ho iniziato ad andare a ballare, i synth sono diventati il centro del mio mondo (sempre con un occhio di riguardo alla musica classica).

L'OFFICIEL: Quali sono gli artisti che maggiormente ti hanno influenzato?

MAIOLE: Daft Punk, Phoenix, Mark Ronson, Philip Glass, Bach, Siriusmo, Chic.

Amo alla follia Lucio Battisti.


L'OFFICIEL: Ci racconti qualcosa sul tuo nuovo disco?

MAIOLE: L’ho composto tra Bologna, Milano, Bruxelles e (sì) Santa Maria Capua Vetere. È un concept album: nel mio lavoro abbraccio la cultura melodica europea e la trascrivo con gli strumenti della musica elettronica. Molta dell’elettronica degli ultimi anni si basa su campionamenti etnici o sulla ricerca di atmosfere lontane; io scrivo i miei brani sul pentagramma, mi sento più vicino ad un compositore classico che ad un beatmaker hip hop. L’idea del disco mi è venuta mentre suonavo il piano nell’aeroporto di Charleroi, in Belgio. Oltre che musicalmente, voglio esprimermi con una dichiarazione di appartenenza: mi sono sempre sentito europeo, e il sentimento euroscettico che si diffonde sempre di più negli ultimi anni non mi fa sentire a mio agio con quello che sono.
 

L'OFFICIEL: C’è qualche aneddoto divertente, qualcosa di buffo che ti è successo durante le tue esibizioni?

MAIOLE: Nel Dicembre del 2016 ho suonato al Locomotiv di Bologna con Cosmo. Era il primo live in cui avevo deciso di utilizzare un laptop per fare alcune cose (non mi ero mai fidato troppo). Ovviamente nella foga dell’esibizione il computer è caduto dalla console! Con dei riflessi che non credevo di avere l’ho recuperato al volo: credo di non avere mai avuto un applauso così forte dal pubblico.



L'OFFICIEL: Nella tua playlist cosa c’è?

MAIOLE: Faccio una playlist mensile da qualche anno, in quella di questo mese ci sono Colapesce, Calvin Harris, Frah Quintale, il clavicembalo ben temperato suonato da Pollini. Spotify, dacci Battisti!



L'OFFICIEL: Quanto conta, per te, la tua vita sui social network?

MAIOLE: Moltissimo, nonostante sia molto giovane ho iniziato dalle elementari con Myspace. Uso Facebook perché sono quasi obbligato, ma preferisco tutta la vita Instagram! Seguite maiolemusic :D


L'OFFICIEL: Dicci almeno 3 nomi di artisti da tenere d’occhio.

MAIOLE: Miami Mais, Germanó, Daniele Sciolla.


L'OFFICIEL: E progetti per il futuro?

MAIOLE: Nell’ultimo anno sono stato tantissimo in studio, adesso voglio far crescere la dimensione live. Ho una mezza idea di portare una band sul palco ma voglio ancora spingere un po’ con i bassoni delle drum machine!

Ascolta anche il suo remix di "Accattone" di Frah Quintale, uscito poche ore fa su Spotify.

Condividi articolo

Articoli correlati

Articoli consigliati