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Lucia Manca - Maledetto e benedetto

Forte impatto immaginifico e canzoni finemente arrangiate, dove l’elettronica e i synth più sinuosi si uniscono a pattern ritmici ora incalzanti ora soffusi: note d’arpa e archi avvolgenti convivono con soluzioni elettroniche minimali.
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Quale argomento migliore dell’identità - nella vita e nel sesso - per parlare di etichette e di categorie?

Cantautrice salentina, Lucia Manca ha visto nascere il suo album d'esordio - omonimo, prodotto da Giuliano Dottori degli Amor Fou - nel 2011. Già voce del brano Hotel Riviera di Jolly Mare, ha accompagnato Populous dal vivo nel tour di Night Safari e ha collaborato con Gianluca De Rubertis (Il Genio).

Eroi, brano che elabora immagini di un amore senza gabbie, è il terzo video estratto da Maledetto e benedetto, il nuovo disco di Lucia Manca in uscita il 4 maggio 2018 per Malinka Sound/Peermusic e che sarà presentato al Mi Ami Festival 2018 di Milano venerdì 25 maggio.

Ci sono donne che sono uomini, che lasciano i margini della strada per andare a far l’amore (anche solo con gli occhi), accogliendo l’invito di chi canta nello stile degli Ottanta.

Vieni, vieni, vieni, vieni a far l’amore insieme a noi. Siamo tutti quanti degli eroi

Insieme ad altri di cui non conosciamo la storia (meglio, le storie): tutti a vivere le proprie identità in un tabernacolo di sicurezza, nell’attesa che gli altri, fuori, accettino la diversità del Mondo e che il Mondo stesso sia diverso da sé.

E se domani avessi voglia di cambiare, puoi sempre chiedere d’entrare

La distanza e la vicinanza, l’assenza e la presenza: una visione molto radicale e manichea della vita e (soprattutto) dell'amore, che, spesse volte, non aiuta nella comprensione del reale, in cui le sfumature sono essenziali. Perché, oltre alla distanza e alla vicinanza ci sono il più vicino e il più lontano; oltre al benedetto e al maledetto, l’accettato e il tollerato.

Per me la vita è un continuo evolversi tra varie sfumature, così come nella musica: tutto quello che accade io lo prendo come un punto di partenza per sviluppare idee, riflessioni ed emozioni, in un continuo divenire. Le sfumature, nella vita come nella musica, sono fondamentali.

Prodotto da Matilde Davoli e registrato al Sudestudio di Guagnano, Maledetto e Benedetto è libero dai trend, immerso in un’atmosfera nostalgicamente patinata, eppure lontano da ogni ipotesi di revival.

Il disco è nato dopo un lungo periodo di scrittura durante il quale ho raccolto tutte le mie esperienze. Ogni canzone è una mia personale prospettiva verso temi che riguardano l’amore. Esistono molti modi di vivere e di vedere l’amore. Io metto nelle canzoni delle sensazioni che scaturiscono da storie personali o da personali visioni di esperienze altrui.

Anticipato da due singoli - Maledetto, pubblicato con un lyric-video, e Bar Stazione - rappresenta per l’artista salentina il coraggio di mettersi in discussione, cambiare strada e provare nuove soluzioni musicali e liriche.

Con una scrittura essenziale e per nulla citazionista, ma sempre memore del grande cantautorato che l’ha preceduto, Maledetto e Benedetto racconta un mondo fragile e imperfetto che non ha paura di mostrarsi, di scoprirsi ed emozionarsi, in cui i ricordi si mescolano agli auspici e le assenze si fanno presenze.

Non servirebbe altro, ma chiedo a Lucia di parlarmi di due libri.

L’ultimo che ho letto è un libro sulla fisica quantistica: Cambia l’abitudine di essere te stesso. Mi è servito a sconfiggere alcune delle mie paure e a conoscere meglio me stessa. Di libri “del cuore” ce ne sono tanti. Tra questi quello che ricordo con piacere è Gli amori difficili di Italo Calvino.

Ovviamente.

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