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#TalkingWith Marco Guazzone

Il frontman degli Stag racconta di Azzurro, cover di Adriano Celentano
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Foto Francesco Ormando 
Styling Marco Longo 
Abiti Christian Petrini

Cantante, pianista e frontman del gruppo STAG. Marco Guazzone inizia il suo percorso con gli studi di pianoforte al Conservatorio di Musica Santa Cecilia e composizione per musica da film al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Nel 2010 poi, auto-produce e pubblica il suo primo singolo Love Will Save Us, che viene scelto come colonna sonora ufficiale dello spot Fox Life di San Valentino. Ma è solo l’inizio perché tra il 2012 e oggi sono diverse le apparizioni in televisione e i lavori per la televisione ed altri nomi noti del panorama musicale italiano. L’ultimo uscito di recente è la cover di Azzurro di Adriano Celentano, che diventa la sigla ufficiale del programma radio C'è sempre una canzone – Live da casa. In onda tutti i sabato alle 21:30 Guazzone, affiancato da Stefano Costantini nella conduzione del programma, racconta la quarantena attraverso le testimonianze dei musicisti che si esibiscono dal vivo in collegamento direttamente dalle loro case. Tra gli ospiti delle prime puntate: Margherita Vicario, Erica Mou, Filippo Graziani, Zibba, Nathalie, The Niro, Jacopo Ratini.

Parlaci della tua unione con gli STAG
L’unione con gli STAG invece avviene 10 anni fa, incontro che ha sancito un profondo rapporto, non solo tra colleghi ma con veri e propri fratelli. La vita in sala prove, in studio di registrazione e in tour ti avvicina così profondamente che a un certo punto ti ritrovi ad avere dei fratelli acquisiti, non si è più solo amici o collaboratori. E poi scrivere una canzone è un processo così intimo che richiede un grande atto di fiducia. Diventa indispensabile quindi poterlo fare con le persone giuste che ti conosco per davvero. La scorsa estate abbiamo concluso una tournée in cui presentavamo in versione acustica i brani del nostro disco ultimo disco, “Verso Le Meraviglie”. Ora siamo in fase di scrittura di nuovi testi.

Che tipo di immagine cerchi di avere sui diversi social network e perché?
Ho un rapporto controverso con i social perché se da una parte sono fondamentali per chi fa il musicista al giorno d’oggi, dall’altra parte non mi ci sono mai impegnato seriamente. Nel senso che non sono uno che bada ai numeri e nonostante riconosca l’importanza di una piattaforma che ti da la possibilità di azzerare la distanza tra te e chi ti ascolta dall’altra parte ho sempre preferito fare musica sui palchi, sui dischi e concentrare le mie energie sulla creatività piuttosto che sull’esposizione di questa. Sicuramente quando lo uso mi ci confronto un po’ come uno specchio che in maniera molto affascinante mi permette di far riflettere la mia immagine sul mondo esterno.

Come vivi le diverse collaborazioni con artisti di fama internazionale? 
Ho avuto la fortuna di lavorare con degli artisti di fama mondiale che mi hanno insegnato tantissimo. In queste occasioni mi sento come uno studente privilegiato che ha l’opportunità di ascoltare una lezione di vita, di umanità e mestiere che mi ricorda sempre come la musica sia capace di unire e cancellare i confini geografici, di genere e di lingua.

Che differenza c’è tra scrivere musica per una colonna sonora e scriverla per un’artista? 
Direi che sono due stimoli diversi che richiedono metodi creativi differenti. Da una parte hai le immagini di un film e dall’altra un artista con un mondo musicale ben preciso. In entrambi i casi secondo me il risultato è già lì, nascosto nelle immagini o nelle corde di chi hai davanti, sta a me guardare, ascoltare per farmi guidare e tirar fuori l’abito migliore con cui vestire un film o la voce dell’artista.

Raccontaci della tua esperienza Sanremo Giovani
Potermi esibire dal vivo suonando un mio brano con un’orchestra di sessanta elementi di fronte a milioni di persone è un’esperienza magica che mi porterò sempre nel cuore. A livello professionale mi ha permesso di “entrare” ufficialmente nel mondo discografico. Per esempio a Sanremo ho conosciuto Arisa (che era in gara con “La Notte”) che dopo quell’incontro mi ha chiesto di scrivere l’inedito di X Factor dello stesso anno. Da lì è nata una collaborazione che mi ha portato a scrivere per il suo disco “Se Vedo Te” fino a ritrovarla quest’anno di nuovo a Sanremo dove per lei ho scritto e curato la versione inglese del suo brano “Mi Sento Bene” per il duetto con Tony Hadley.

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Foto Silvia Tofani 
Styling Fedra Liebe 
Fashion Antonioli 
Artwork Priscilla Tea 

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