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Uniqlo arriva in Italia

Il colosso giapponese alla conquista del mercato italiano
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Sinonimo di basico, ma con stile. Finalmente la data è ufficiale: il 13 settembre, Uniqlo aprirà il suo primo negozio fisico in Italia, nel cuore di Milano e precisamente in piazza Cordusio, vicino a Starbucks. Manca poco. All’incirca 1.500 metri quadrati di negozio, diviso su tre piani dedicati a lui, lei e baby. Tra gli scaffali, capi di abbigliamento che si fanno portavoce dei valori giapponesi di semplicità, qualità e durata a un prezzo low cost, senza dimenticare un design minimal e accattivante. Scopriamo dieci buoni motivi per entrare a far parte dell’Uniqlo-world.

1-La filosofia del LifeWear.
Il LifeWear altro non è che l’impegno di UNIQLO nel produrre capi pratici, economici e realizzati con tessuti premium, pensati per persone di qualsiasi età e adattabili a ogni momento della vita. È un concetto che prevede che siano gli abiti a seguire la personalità dell’individuo e non viceversa, promuovendo l’attitude più che l’apparire.

2- Le capsule collection con i designer.
Tra i creativi che hanno collaborato con la catena giapponese ci sono Jil Sander (la stilista tedesca, non il marchio che oggi porta il suo nome), Alexander Wang, Jun Takahashi di Undercover, Tomas Maier (ex direttore creativo di Bottega Veneta), J.W. Anderson.
L’enfant prodige della moda inglese direttore creativo del suo marchio eponimo e di Loewe. I suoi pezzi, sia per lui che per lei, vanno a ruba e sono sold out fin dai primi drop.

3- Le collab con gli artisti.
Una delle più celebri è quella con l’artista Kaws che interpreta i  Muppets di Sesame Street e introduce i suoi iconici personaggi BFF e COMPANION e il lancio del progetto SPRZ NY ("Surprise New York") concepito attorno al concetto di "un luogo in cui abiti e arte si incontrano". La linea incorpora le opere cult degli artisti della cultura pop tra cui Jean-Michel Basquait, Yahoi Kusama, Julian Opie , Daniel Joseph Martinez. L'arte è una parte importante della Uniqlo-cultura e  ha l'obiettivo di renderla più accessibile.

4- Girl Power.
Ines de la Fressange collaborazione di linea femminile (all’ottava collezione) : top model è conosciuta in tutto il mondo per il suo stile intramontabile trés chic, per essere stata musa di Lagerfeld e di Roger Vivier. Il suo motto?  "La bellezza e il divertimento sono collegati in maniera naturale".

5. Mai più freddo.
HeatTech: è la linea di capi ultra leggeri che si infilano sotto le giacche e mantengono la temperatura ottimale del corpo anche in situazioni climatiche estreme, o semplicemente per andare a sciare senza indossare maglioni pesanti e goffi.

6. Non si suda più.
Succede con Airism: leggeri come l’area. Il tessuto in questa linea si asciuga all'istante e rimane fresco, neutralizzando i cattivi odori e impedendo la formazione di anti-estetiche macchie.  

7. I piumini Ultra-Light.
Farne una scorta è essenziale. Sono piumini ultra leggeri e perfomanti da infilare sotto ogni tipo di giacca e proteggerci dai freddi più rigidi. L'ultima novità è la nuove versione idrorepellente.

8. I jeans sostenibili.
UNIQLO collabora con le sue fabbriche partner per purificare e riutilizzare l’acqua generata durante i processi di lavorazione del denim e ridurre i volumi di acqua impiegata per tutto l’intero processo di produzione.

9. Più caldo per tutti.
Feel the Warmth Project: un progetto unico che supporta chi lavora al freddo in zone disagiate. Il progetto Feel The Warmth è stato lanciato per la prima volta in Giappone nel 2011, regalando una fornitura di 100.000 capi HEATTECH durante i mesi invernali in 14 paesi nel mondo. Tra i destinatari: infermiere, guardie giurate e medici, oltre a organizzazioni umanitarie, scuole e asili.

10. I progetti umanitari.
Grazie alla partnership con l’UNHCR (l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), i capi che i clienti portano in negozio sono poi offerti ai rifugiati e agli sfollati di tutto il mondo. UNIQLO ad oggi ha donato più di 30 milioni di capi d’abbigliamento in 65 diverse nazioni e regioni.

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