Fashion

Ad ogni stilista la propria musa: i sodalizi che sono diventati leggenda

L’unione fa la forza, e la moda lo sa bene. Le donne che hanno vestito i panni di musa sono state clienti, amiche, talvolta persino talent scout. Ecco le intese vincenti memorabili.
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Molti fashion designer non avrebbero raggiunto un determinato successo senza il contributo di una complice, la cui influenza ha dato ispirazione e concretezza alla loro visione estetica.

Salvador Dalì ed Elsa Schiaparelli

Il caso più emblematico è quello di Salvador Dalì ed Elsa Schiaparelli. La “Schiap”, di nobili origini e animo ribelle, conobbe l’artista surrealista a Parigi. La sintonia tra i due fu immediata e partorì un tripudio di eccessi. Il primo fu, nel 1937, l’iconico abito bianco con aragosta ricamata sull’inguine, vera e propria sfida al concetto di purezza e alle convenzioni sociali. Poi fu la volta dell’abito a cassettoni, delle celebri labbra di Mae West su una cintura, ma anche della borsa a forma di telefono e dei copricapi in piume e pelliccia.

Betty Catroux e Yves Saint Laurent

L’amicizia tra Betty Catroux e Yves Saint Laurent nacque tra scandali e affinità elettive. La sua “alterego femminile”, come Yves amava definirla, fu la prima it-girl ad incarnare a pieno lo Zeitgeist degli anni ‘70. Gambe chilometriche, viso scarno, lunghi capelli biondo platino e allure androgina: la Catroux, prima ancora che gender fluid entrasse nel lessico comune, personificava il codice estetico di Saint Laurent.

Grace Jones e Azzedine Alaïa

Antesignano della body-consciousness, Alaïa scolpì il corpo delle donne con capi di una aderenza mai volgare. Le sue creazioni presero vita sul corpo di Grace Jones, attrice giamaicana dall’estetica così unconventional da essere considerata uno dei punti di rottura dei canoni di bellezza stereotipati del fashion system. Insieme a lei è sicuramente Naomi Campbell la "figlia" designata dal celebre couturier, detta figlia perché Naomi lo chiamava affettuosamente "Papa".

Madonna e Jean Paul Gaultier

Il primo incontro tra i due fu fallimentare: la cantante snobbò i bozzetti del couturier e ignorò totalmente la proposta di collaborazione. L’anno successivo però, nel 1989, la Ciccone tornò sui suoi passi e decise di affidare a Gaultier la definizione della sua immagine di popstar. Per il Blonde Ambition Tour, lo stilista disegnò gli iconici corsetti con il seno a forma di cono, rendendo omaggio alla sua sensualità rock e controversa.

Isabella Blow e Alexander McQueen

Fashion editor, talent scout e icona di stile: Isabella Blow è stata una delle figure più influenti del fashion biz, scopritrice di talenti del calibro di Philip Treacy e Alexander McQueen, del quale fu musa ispiratrice. Correva l’anno 1992 quando la “cappellaia matta”, durante la cerimonia di chiusura della Central Saint Martins a Londra, venne colpita dalla collezione di un giovane esordiente Alexander, tra il dark e il fiabesco, caratteristiche che sembravano descrivere lei stessa. Fiduciosa del talento del designer, acquistò tutti i pezzi al costo di 5000 sterline, esaurendo i propri risparmi. Fu l’inizio di un’amicizia fraterna, che condivise anche lo stesso tragico destino: la Blow si suicidò nel 2008 e McQueen nel 2010.

I sodalizi dei giorni nostri

La storia delle coppie inossidabili tuttavia non finisce qui. Come non pensare al duo mediterraneo Dolce&Gabbana-MonicaBellucci, ma anche a quello ormai segnato da una amicizia intima pluridecennale composto dalla modella Mariacarla Boscono e Riccardo Tisci. Altro esempio sono il designer francese Jacquemus e Bella Hadid, che ha recentemente posato su FaceTime per la campagna pubblicitaria della scorsa estate. Infine quello tra Donatella Versace e Irina Shayk, musa dal fisico scultoreo e sguardo sensualissimo, che rappresenta la quintessenza dello stile Versace.

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