Fashion

Raf Simons: una lunga carriera di successi

Tutte le tappe che hanno segnato la carriera del designer belga. Dagli esordi al fianco di Walter Van Beirendonck fino alla nuova co-direzione creativa di Prada insieme a Miuccia.
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Classe 1968, Raf Simons nasce in un piccolo paesino rurale del Belgio. Figlio di un militare e di una casalinga, fin da giovanissimo una passione per la musica punk e elettronica, collezionando dischi dei Joy DivisionKraftwerk. Si diploma in Industrial and Furniture Design a Genk, ma è appassionato della moda sperimentale di Anversa, quella dei mitici Antwerp Six: Ann Demeulemeester, Walter Van Beirendonck, e di altri designer belgi come Dries van Noten e Martin Margiela. Durante gli studi inizia la sua carriera come braccio destro nell’atelier di Van Beirendonck. L’incontro con Linda Loppa, ai tempi direttrice del dipartimento moda della Royal Accademy di Anversa, spinge il giovane Raf ad abbandonare l'idea di diventare designer di arredamento per dedicarsi alla moda, creando una label eponima. Raf era ossessionato dall’abbigliamento formale maschile e i codici estetici che strizzavano l’occhio alle sub-culture giovanili degli anni ’90 e del passato. La sua ricerca è infatti molto influenzata dal background culturale intimista del designer, capace di tradurla in maniera cristallina per creare un approccio nuovo e mai visto prima d’ora. La sua prima collezione di debutto, Autunno-Inverno 1997, che sfilò all’Impasse de Mont-Louis a Parigi; una collezione intrisa dallo stile punk, un tocco di architettura Bauhaus e l’estetica radicale tedesca ripresa dal look dei Kraftwerk. Era costruita su una silhouette aderente e lineare con materiali classici, chiari riferimenti alle divise studentesche inglesi. Nel 1999 dopo la presentazione della collezione “Kinetic Youth” Raf Simons esce di scena per un anno. Nei primi anni 2000 firma una collaborazione con il produttore belga CIG e Raf ritorna con le sue collezioni maschili raccontando immaginari puramente giovanili ed adolescenziali. Dall’abbigliamento streetwear sovversivo e ribelle con comparsa di fumogeni, reti e kefieh utilizzate come passamontagna, alla scelta dei modelli che venivano rigorosamente selezionati con street casting, il suo approccio si dimostra rivoluzionario e radicale. I modelli selezionati dal designer, venivano fotografati anche da David Sims con cui stringe una vera e propria collaborazione per la pubblicazione fotografica intitolata “Isolated Heros”. Successivamente progetta un guardaroba più ripulito, i canoni stilistici diventano più minimali e ripuliti dagli eccessi street. Contemporaneamente cura due mostre: “The Fourth Sex” a Pitti Immagine a Firenze insieme a Francesco Bonami e “Guided by Heroes a Hasselt” in Belgio. Nel 2005 pubblica il libro “Raf Simons Redux” in cui celebra 10 anni della sua carriera e lo stesso anno viene chiamato alla direzione creativa di Jil Sander. Rimane fino al 2012 proponendo un’estetica austera ed essenziale che sposa alla perfezione il DNA del brand. Arrivando così al turno di Dior in cui prende il posto di John Galliano per la direzione della collezione womenswear. Anche da Dior rinterpreta gli elementi distintivi del brand fondato da Christian Dior tra cui l’A line, H line e la Bar Jacket. Alla direzione del brand francese Raf Simons non dimentica il suo background culturale, decidendo di trascinare l’artista contemporaneo Sterling Ruby per l’iconica collezione Couture Fall Winter 2012, raccontata nel famosissimo documentario “Dior and I”. Con l’addio alla maison francese diventa Chief Creative Officer di Calvin Klein fino al 2018, il cui stile revamp è già cult tra i fashionisti di tutto il mondo; e al contempo crea collaborazioni con altri brand tra cui Fred Perry, Eastpack, Asics, Dr. Martens e Adidas. Il designer Belga si concentra alla sua collezione maschile e a Febbraio 2020 la notizia che Raf Simons si unisce al team di Prada con cui inizia a collaborare come co-creative director insieme a Miuccia Prada. La loro Spring Summer 2021 sarà la prima collezione di debutto che verrà presentata durante la Milano Fashion Week di Settembre. 

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