Fashion

La moda diventa "fur free"

Prada si unisce all’elenco di brand che hanno rinunciato alle pellicce.
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Dopo Gucci, Giorgio Armani, e Versace, il Gruppo Prada è pronto a lasciare le pellicce animali a partire dalle collezioni donna Spring Summer 2020. L’iniziativa è frutto di una collaborazione con Fur Free Alliance (FFA) il network internazionale che identifica le aziende impegnate contro lo sfruttamento degli animali per la produzione di pellicce. 
La presa di consapevolezza di Gucci era nata durante un dialogo del CEO Marco Bizzarri con Alessandro Michele. Da quel momento le pellicce griffate Gucci hanno acquisito un significato filosofico per le persone che le indossano. 
Alessandro Michele si è unito al sistema tecnologico di produzione sintetica insegnando a tutti che le alternative sono lussuose.
Giorgio Armani ha abolito l’utilizzo della pelliccia nel marzo 2016. Il marchio si è impegnato nella politica Fur Free per le collezioni Giorgio Armani ed Emporio Armani reputando inutile il ricorso di pratiche crudeli nei confronti degli animali. Con devozione hanno intrapreso un percorso etico prestando attenzione alle problematiche relative alla salvaguardia per il rispetto dell’ambiente e il mondo animale.

“Pelliccia? Ne ho abbastanza. Non voglio uccidere animali per fare moda.” È stata la presa si coscienza di Donatella Versace che rappresenta allo stesso tempo innovazione e responsabilità nei confronti delle persone e il pianeta. Versace da quest’anno non includerà più le pellicce animali nelle sue collezioni ma concentrerà l’attenzione sulle responsabilità della compagnia per il cambiamento culturale.

Stella McCartney pioniera della moda etica, si è sempre distinta per non aver utilizzato pelle, pelliccia e piume animali. Iconica dal 2015 la "pelliccia senza pelliccia", cappotti sintetici a pelo lungo progettati per celebrare il lusso e allo stesso tempo promuovere la filosofia cruelty-free del marchio.

Insieme a Prada, all’elenco si aggiunge anche Miu Miu abbracciando l’idea di lusso etico, testimoniando così il nuovo approccio dei consumatori nei confronti degli animali e la moda. 
“La ricerca e lo sviluppo di materiali alternativi consentirà all’azienda di esplorare nuove frontiere della creatività e di rispondere, allo stesso tempo, alla domanda di prodotti più responsabili”. Miuccia Prada
Ancora una volta Miuccia Prada e Patrizio Bertelli hanno sottolineato l’innovazione e la responsabilità sociale del Gruppo Prada con la decisione di sottoscrivere la politica Fur Free frutto di un dialogo costruttivo intercorso con LAV e The Humane Society of the United States. 

Fur Free è pronta a dimostrare una nuova idea di lusso più sostenibile per soddisfare le aspettative dei consumatori contemporanei, sempre più attenti a scegliere prodotti che rispettino l’ambiente e gli animali.

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