Fashion

L'influenza del Giappone nell'estetica di Giorgio Armani

“Ho per il Giappone, il suo senso della bellezza, l’estetica morbida e al tempo stesso inflessibile, un’attrazione profonda, che si può ritrovare declinata in alcuni aspetti del mio pensiero. È magico lavorare sulle ispirazioni delle sue linee pure ed essenziali, e sul concetto della luce morbida, diffusa.” Giorgio Armani sfila il 24 Maggio a Tokyo con uno show-dedica al Giappone
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E' una storia d'amore vera e propria quella che lega Giorgio Armani al Giappone, un'ispirazione costante fin dagli anni 80 che ha portato lo stilista a dedicare differenti collezioni di Armani Privè, di Emporio e della prima linea al mondo orientale. Domani, 24 Maggio, il designer piacentino tornerà a sfilare a Tokyo in occasione del re-opening della Torre Ginza, con la collezione Resort 2020 uomo e donna. 
"Sono felice di tornare a Tokyo in occasione dell’inaugurazione della rinnovata Ginza Tower, un progetto importante che sottolinea il mio legame con il Giappone, di cui ammiro da sempre l’estetica e la cultura" ha dichiarato lo stilista.

Classe 1934, dopo un'infanzia difficile segnata dalla guerra, Giorgio Armani approda a Milano dopo diventa stilista quasi per caso, infatti pur essendosi iscritto a medicina, dopo un paio d'anni capisce che non è la sua strada e trova lavoro come vestierista della Rinascente, qui entra a contatto col mondo della moda. Esordisce da Cerruti per poi firmare una collezione Armani by Sicons, ma la svolta arriva nel 1975 quando lancia la sua colezione e sfila nella Sala Bianca, luogo simbolo della moda italiana. Il successo è immediato, i colori sobri ed eleganti come il blu, bianco e il famoso greige stregano il pubblico, le linee sono rivoluzionarie: la giacca viene presa e sposgliata della sua forma classica, nasce la giacca destrutturata. Le donne indossano completi da uomo e abiti e gonne abbinati a scarpe raso terra, Giorgio Armani crea la sua estetica in modo totalmente personale, rivoluzionario. 
"Ho deciso di ignorare quello che avveniva intorno a me nel mondo della moda. Ho dato vita a ogni collezione partendo da un foglio bianco.” Giorgio Armani

E' negli anni 80 che fa capolino sulla passerella la prima collezione dedicata al Giappone, per la precisione ai film di Kurosawa, ma saranno le sfilate della linea di haute couture Armani Privè a consacrare questa unione con collezioni dedicate ad abiti caratteristici come il kimono, accessori come l'obi spesso usata per sottolineare la vita dei modelli e stampe con fiori di ciliegio. 
Una storia d'amore che nel 2018 ha il suo apice con la collezione uomo di Emporio Armani intitolata "Dialogando con il Giappone di un tempo", in passerella samurai elegantissimi, maglie con pesci rossi, giacche  e parka in seta jacquard chinoiserie, ampi pantaloni che sembrano gonne ma in realtà sono solo pantaloni ricchi con le pince e un bello sfondo piega.  
L'influenza dell'Oriente è evidente anche nei codici architettonici scelti per gli hotel del gruppo: linee pulite e geometrie definite, ordinate, minimal. 

“Il Giappone ha sempre esercitato su di me una sorta di attrazione fatale.  Amo la sua essenzialità formale, la profondità di contenuti e il rispetto di questo popolo per le tradizioni culturali.  Un popolo che è stato fedele alle proprie radici non facendosi sopraffare da culture estranee.  Mi sento vicino alla cultura giapponese, penso che essa si avvicini molto alla mia filosofia, e il cibo è una delle tante sfaccettature di questa attrazione. In fatto di cucina ho gusti sani e semplici, mi piace mangiare genuino e trovo che le ricette giapponesi siano semplici e leggere, basate su ingredienti freschi e naturali. Mi affascina la presentazione dei piatti, studiata con accuratezza.”

 

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