Fashion

Intervista a Christina Zeller, designer di Delvaux

Guardando al futuro con un know how ereditato da un passato importante, la designer racconta il brand belga
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Tra heritage e artigianalità, Belgitude e Romanità, Delvaux -la più antica casa di pelletteria di lusso al mondo fondata nel 1892 da Charles Delvaux-, ha inaugurato la sua prima boutique nel cuore di Roma. Nella splendida cornice della piazza di San Lorenzo in Lucina, in un edificio storico dalla facciata in marmo, il negozio strizza l’occhio allo stile unico della città e come una domus romana dei giorni nostri accoglie i suoi clienti in un mix tra storia italiana, design fiammingo ed estetica contemporanea. Varcato il suo ingresso, accolti da un maestoso atrio con un lampadario Venini composto da 500 pendagli in cristallo, si viene subito rapiti dalla bellezza regale delle sue creazioni. Non è un caso, infatti, che dal 1883 è fornitore ufficiale della Corte Reale del Belgio. Non solo. Il marchio può vantarsi di aver inventato la borsa moderna (nel 1908 depone il primo brevetto per una borsa). In un continuo gioco dialettico e di rimandi reciproci, in bilico tra tradizione e innovazione, Delvaux propone un’eleganza pragmatica e raffinata frutto della visione stilistica di Christina Zeller, attuale direttore creativo. L’abbiamo incontrata.

Delvaux é la maison di pelletteria di lusso più antica in tutto il mondo. Com’è nata la tua collaborazione? Cosa significa lavorare per un marchio di accessori con un passato cosi importante?
Ho conosciuto Jean Marc Loubier (Chairman and CEO Delvaux) durante i nostri anni in comune a LVMH. Nel 2011 quando ha acquisito il marchio, mi ha proposto di entrare a farne parte. Ho subito accettato: Delvaux è una maison eccezionale con una dimensione familiare e un patrimonio incredibile alla spalle.  Dall’inizio la sfida più grande è stata quella di contribuire a far conoscere il marchio oltre il Belgio, soprattutto a livello internazionale. E ci siamo riusciti. Abbiamo ancora molte opportunità di crescita e oggi Delvaux ha il successo che si merita.

Il marchio è nato a Bruxelles. Quanto le sue origini hanno influenzato l’estetica del marchio?
I designer Belgi hanno una diversa personalità e un diverso approccio per quanto riguarda il design e l’estetica. Sono decisamente minimalisti, più radical. Attribuiscono più valore ai tagli piuttosto che alle decorazioni. Sono dei veri puristi. Delvaux fa parte di ciò che chiamo “La Belgitude,” é più una questione di cultura e filosofia che unisce semplicità, poesia, senso di umorismo e auto sarcasmo.

Passando al processo creativo: da dove provengono le ispirazioni?  
Non ci sono regole prestabilite. L’ispirazione proviene da tutto ciò che mi circonda, non cerco mai qualcosa in particolare. Potrebbe provenire da un libro, da una mostra, da dipinti, da un film, da qualcuno nella strada, da una vacanza, o da una canzone. É un certo sentimento per “l’air du temps”. Dunque la storia, il tema della collezione diventa un’evidenza. Io seguo semplicemente la mia intuizione.

Quali sono i materiali utilizzati e da dove provengono?
Delvaux é ben conosciuta per la sua eccezionale qualità. Selezioniamo le migliori pelli dalle migliori concerie. Provengono tutte dalla Francia e dall’Italia. Lo stesso vale per tutti i nostri componenti metallici.

L’ultima collezione è ispirata a René Magritte.Qual'è il pezzo che preferisci della FW 19-20?
La Brillant GM Fly, trench. Una versione più morbida e più leggera del nostro design emblematico Le Brillant.  

Il marchio ha un vero forte legame con il mondo dell’arte e della cultura in generale. Come si traduce nelle collezioni?
L’arte è un’ispirazione costante. Quando lavoro a una nuova collezione col mio team cerchiamo sempre di trovare delle connessioni con il mondo dell’arte. Simbolismo e surrealismo in particolare sono un riferimento importante per le nostre collezioni e, allo stesso tempo, rilevano la nostra “belgitude”. La nostra particolare attenzione per l’arte, ci ha permesso di collaborare con la fondazione Magritte, una partnership a lungo termine che ci consente di giocare con tutte le immagini dell’artista sia per le borse sia per la piccola pelletteria. Meglio del logo, Magritte é una house signature.

Nell’ultima stagione, i principali marchi di moda hanno mostrato particolare attenzione al tema della sostenibilità. Vale lo stesso per voi?
Anche per noi l’attenzione e la tutela dell’ambiente sono molto importanti. Ci impegniamo soprattutto nel minimizzare lo spreco delle nostre materie prime, migliorando il taglio dei nostri prodotti.

Qual è stato secondo te il cambiamento più radicale in questo mondo in continua evoluzione?
Il potere del digital e dei social media che hanno completamente cambiato il modo in cui ora comunichiamo.

Tornando al prodotto, chi è il vostro cliente di riferimento?
Non abbiamo uno specifico target di riferimento. Tutti i nostri clienti hanno però in comune un senso di eleganza e indipendenza, una forte, confidente e audace personalità accompagnati da un grande senso dell’umorismo.

C’è un brand o designer con cui vorresti collaborare?
Avrei amato collaborare con Gabriel Chanel (per la quale mia madre era un’indossatrice) per la fiducia che ha dato alle donne, e ora con Pierpaolo Piccioli da Valentino per il suo romantico e romanico mondo.

Quali sono secondo te le caratteristiche principali che una borsa deve avere per essere il numero uno di qualità?
Una pelle di alta qualità, un design unico, una specifica struttura, e un interessante pezzo di metallo.

Delvaux era nato come un brand per accessori femminili. Oggigiorno, la vostra offerta include anche accessori per uomini. Qual è la posizione della linea maschile nella collezione?
I prodotti maschili sono sempre stati, confidenzialmente, parte della collezione Delvaux.  L’ultima collezione Magritte era un’opportunità perfetta per includere prodotti maschili coerenti con l’offerta femminile.

Per concludere, se dovessi definire Delvaux con 3 aggettivi, quelli useresti?
Senza tempo, personale, audace.

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La boutique di Roma

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